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Foto esclusive: su esorcismi e scomuniche a New York City

NEW YORK;EXORCISM;CFR;FRANCISCANS

Jeffrey Bruno

Jeffrey Bruno - pubblicato il 06/02/19

Identificare le vere vittime dello spirito diabolico in mezzo a noi

Una nuvola di vapore è uscita da un tombino mentre un taxi solitario passava di lì. Il vapore è scomparso per riapparire pochi istanti dopo nel freddo mattino di Manhattan. Le strade erano vuote e silenziose, e solo chi aveva proprio qualcosa da fare scambiava il calore della propria abitazione per il freddo pungente che l’aspettava oltre la soglia di casa.

Nonostante il tempo, alle 7.45 le gigantesche porte della cattedrale di Old St. Patrick, nella parte meridionale di Manhattan, si sono spalancate per accogliere un gruppo di pro-life che si riunivano per la Messa con l’intenzione speciale di pregare per la vita delle vittime della triste sentenza Roe v. Wade del 1973. Aggiungeva fervore la recente codifica dell’aborto come “diritto” nella Costituzione dello Stato di New York, permettendo che la procedura venga effettuata in tutti i nove mesi della gravidanza.

Il celebrante principale della Messa, padre Fidelis, dei Frati Francescani del Rinnovamento, ha parlato dell’oscurità che continua a infiltrarsi nella cultura, nei media, nel Governo e perfino nella Chiesa. Un’oscurità non di origine umana, ma di tipo soprannaturale. Un’oscurità che può essere vinta solo attraverso la preghiera e il digiuno. “La luce brilla nell’oscurità, e l’oscurità non può vincerla… La luce di Cristo continua a brillare… e quando andremo per le strade oggi porteremo questa luce nell’oscurità”.

Alla fine della Messa i pro-life si sono recati in processione a Margaret Sanger Square, sopportando temperature glaciali e recitando il Rosario. E poi è successo. Mentre il gruppo si parava davanti all’edificio di mattoni con su scritto Planned Parenthood, padre Fidelis ha attraversato la strada e ha tirato fuori dalle tasche un libro di preghiere, un crocifisso, acqua santa e una stola da confessionale. Indossata la stola, ha iniziato a recitare le preghiere di esorcismo. I volontari di Planned Parenthood lo guadavano incuriositi, ma hanno mantenuto le distanze.

Ad essere in ballo erano le anime di tutte le persone coinvolte, direttamente e indirettamente, nella piaga dell’aborto, e poi c’era il dolore per ciò che è andato perduto – artisti perduti, medici perduti, atleti perduti, libertà perduta, amore perduto, pace perduta e anime perdute.

Il sacerdote ha camminato varie volte intorno all’edificio, aspergendolo con l’acqua santa mentre pregava che il nemico si allontanasse.

Il nemico non è l’abortista, chi lavora a Planned Parenthood o anche i politici favorevoli all’aborto. È il diavolo che opprime la verità nel loro cuore e fa sì che scambino il male con il bene. Ogni anima perduta è una vittima, ogni bambino non nato è una tragedia.

In questa guerra spirituale che devasta la nostra cultura, è responsabilità di ogni persona pregare perché questo male sia respinto, perché la luce possa liberare chi non riesce a vedere a causa dell’oscurità. Movementi come 40 Days for Life hanno riconosciuto da molto tempo questa verità, e hanno organizzato la loro azione intorno a questo principio, vedendo innumerevoli conversioni, come quella di Sue Thayer, che prima lavorava a Planned Parenthood e ora lavora per 40 Days for Life. Hanno chiuso cliniche abortive, salvato la vita di innumerevoli bambini non nati e continuano a diffondere la propria opera in tutti gli Stati Uniti.

E allora le scomuniche? Sono una cosa che mi trascende. E gli esorcismi? Mi sembrano una questione di diritto.

Tags:
abortoesorcismonew yorkscomunica
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