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L’angelo custode ha salvato la vita al figlio spirituale di Madre Agnese di Gesù

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Beata Agnese di Gesù
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M. Olier fu accompagnato dalla visione dello spirito celeste in più occasioni sopratutto durante viaggi notturni

La beata madre Agnese di Gesù (1602-1634), religiosa dell’ordine di San Domenico, non ricevette solamente per lei l’assistenza visibile e miracolosa del suo angelo custode; ella ottenne anche, con le sue ferventi preghiere, che quella celeste guida prestasse la stessa assistenza al suo figlio spirituale, M. Olier, il venerato fondatore del seminario di San Sulpicio a Parigi, che ella dirigeva coi suoi consigli nella via della perfezione.

Si legge nella vita di madre Agnese che, durante il tempo in cui M. Olier trascorse a Pébrac, piccolo comune nel dipartimento dell’Alta Loira, egli andava sovente a visitare la sua madre spirituale nel monastero di Langeac. Nei santi colloqui, la religiosa lo iniziava ai segreti dell’unione con Dio, e spesso tutti e due, assorti nella preghiera e piombati in una specie di estasi, non si accorgevano che la notte era succeduta al giorno.

Ciò nonostante M. Olier doveva ritornare a Pébrac, nell’oscurità, attraverso delle strade cattive e bordate da precipizi. Madre Agnese di Gesù lo avvisava allorché essa le dava come guida il suo santo angelo custode, ed il giovane, pieno di fiducia, partiva senza timore, camminando con sicurezza, attraverso le notti più nere, senza allontanarsi mai dalla strada migliore. M. Olier ha raccontato lui stesso che, durante le sue corse notturne, egli vedeva il suo celeste custode camminare davanti a lui, dissipando con la sua luce le tenebre circostanti. In mezzo ai più violenti acquazzoni, egli era così ben protetto da quest’angelo, che non riceveva una sola goccia di pioggia.

Madre Agnese che, durante la sua vita, aveva vegliato con una sì tenera sollecitudine su M. Olier che ella chiamava suo fratello e suo figlio, non lo abbandonò morendo. Ella lo confidò istantaneamente ancora al suo santo angelo custode e, con le sue preghiere, ella ottenne che egli continuasse la sua assistenza miracolosa. M. Olier ebbe così la felicità di vedere spesso questo celeste messaggero.

Nella prima apparizione, egli ignorava ancora la morte della sua madre spirituale. Ritornando dalla campagna ed andando a Parigi, vide improvvisamente un angelo scendere rapidamente dal cielo, fondere su di lui come un’aquila sulla sua preda e circondarlo con le sue grandi ali. Egli intese allo stesso istante la voce del suo angelo custode che gli rivolse queste parole: “Onora bene l’angelo che è vicino a te e che ti ha dato ora; è uno dei più grandi che siano stati dati ad una creatura sulla terra”.

Questo santo angelo gli apparve molte volte, rendendogli ogni specie di buoni uffici e facendogli sentire con degli effetti miracolosi, che egli vegliava su di lui e lo circondava incessantemente con le sue cure e la sua potente protezione.

 

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