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Charles Dickens ha avuto una visione della Beata Vergine Maria?

VIRGIN MARY, CHARLES DICKENS

Public Domain

Philip Kosloski - pubblicato il 11/12/18

Descrive lo spirito che gli ha fatto visita come vestito di “un abito drappeggiato blu, come potrebbe averlo la Madonna in un quadro di Raffaello”

Nel Canto di Natale di Charles Dickens, una classico natalizio che ha superato il test del tempo, il personaggio di Ebenezer Scrooge viene visitato da tre spiriti che gli mostrano come il suo atteggiamento sia sbagliato e lo portano a cambiare vita.

È interessante che un anno dopo aver scritto il Canto di Natale Dickens, protestante, abbia avuto una propria esperienza spirituale. Ne parlò in una lettera scritta all’amico John Forster il 30 settembre 1844, mentre era in vacanza a Genova.

Permettimi di raccontarti un sogno curioso che ho fatto lunedì sera, e dei frammenti di realtà che posso raccogliere che mi hanno aiutato a inquadrarlo. Mi sono tornati i reumatismi alla schiena, e ho un cerchio di dolore intorno tutto intorno alla vita. Sono stato sveglio quasi tutta la notte per il male, e quando sono riuscito ad addormentarmi ho fatto questo sogno.

In un luogo indistinto, piuttosto sublime nel suo essere indistinto, sono stato visitato da uno spirito. Non riuscivo a vederne il volto, né ricordo di averlo desiderato. Indossava un abito drappeggiato blu, come potrebbe averlo la Madonna in un quadro di Raffaello, e non assomigliava a nessuno che io conosca tranne che nella statura. Penso (ma non ne sono sicuro) di averne riconosciuta la voce.

Ad ogni modo, ho capito che era lo spirito di Maria. Non ero affatto spaventato, anzi, ero molto felice, e quindi ho pianto molto, e tendendo le braccia le ho detto “Cara”. A questo punto penso che abbia indietreggiato, e ho sentito subito che se non fosse stato per la mia natura grossolana non mi sarei espresso in modo così familiare. “Perdonami!”, ho detto. “Noi povere creature viventi siamo in grado di esprimerci solo con sguardi e parole. Ho usato il termine più naturale per i nostri affetti, e tu conosci il mio cuore”. Lo spirito era così pieno di compassione e dolore per me che ho saputo spiritualmente, visto che come ho detto non ho percepito le sue emozioni dal suo volto, che mi aveva toccato il cuore, e ho detto singhiozzando: “Oh! Dammi un segno del fatto che mi hai fatto davvero visita!” “Formula un desiderio”, ha detto.

Tra me e me ho pensato: “Se formulo un desiderio egoista svanirà”. E allora ho scartato frettolosamente le speranze e le ansie che mi riguardavano man mano che mi venivano in mente e ho detto: “La signora Hogarth ha grandi problemi” – osserva, non ho mai pensato di dire “tua madre” come a una creatura mortale -, “la aiuterai?” “Sì”. “Ne posso essere certo?” “Sì”. “Dimmi un’altra cosa”, ho detto in tono di supplica per paura che se ne andasse. “Qual è la vera religione?” Mentre rimaneva un attimo in silenzio senza replicare, ho detto – buon Dio, preso dalla fretta, per paura che svanisse! – “Pensi come me che la forma della religione non conti poi tanto se cerchiamo di fare il bene? O”, ho detto osservando che ancora esitava ed era spinto dalla massima compassione nei miei confronti, “forse quella cattolica romana è la migliore? Forse fa pensare pià spesso a Dio, e credergli in modo più saldo?”

“Per te”, ha detto lo Spirito, pieno di una tenerezza celeste per me che ho sentito come se il mio cuore si stesse spezzando, “per te è il meglio!” Poi mi sono svegliato, con le lacrime che mi scorrevano sul volto, e trovandomi nelle stesse condizioni che nel sogno. Era l’alba. Ho chiamato Kate e l’ho ripetuto tre o quattro volte, in un modo che non avrei potuto rendere in modo più chiaro o più forte in seguito. È andata esattamente così.

Dickens non era certo dell’identità dello spirito. Dice che non assomigliava a nessuno che conoscesse tranne che per la statura, ma si riferisce allo spiritio come allo “spirito di Maria”, riferendosi a sua zia Mary Hogarth, che era morta.

L’autore protestante procedeva nella lettera spiegando come potesse essere stato influenzato dalla sua stanza italiana, piena di oggetti cattolici romani, incluso un altare.

… c’è un grande altare nella nostra camera da letto, su cui qualche famiglia che una volta ha abitato in questo palazzo ha celebrato la Messa nei tempi antichi, e prima di andare a dormire mi ero detto che c’era un segno nel muro, sopra all’altare, dove doveva essere stato appeso qualche quadro sacro, e mi ero chiesto quale potesse esserne il soggetto e come fosse il suo volto. In terzo luogo avevo sentito le campane del convento (che di notte suonano a intervalli regolari), e quindi avevo pensato senza dubbio ai servizi cattolici romani. E tuttavia, per tutto questo, immagina se quel desiderio fosse realizzato da un’entità di cui non faccio parte; e mi chiedo se dovrei considerarlo un sogno o una vera visione.

La validità di un sogno del genere è difficile da valutare da una singola lettera, ma non sarebbe la prima volta che la Vergine Maria ha fatto visita a un non cattolico. Si sa che nel corso della storia è apparsa anche a degli atei.

Dickens potrebbe quindi aver sperimentato una versione della propria storia, venendo visitato da una donna celeste che stava cercando di guidarlo alla pratica della religione cattolica.

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