Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

La bella iniziativa natalizia di un parroco: un Bambinello in ogni famiglia credente

S. Salvatore in Lauro
Condividi

Accade nella diocesi di Gaeta. A promuoverla Padre Antonio Rungi. L’obiettivo? Proteggere le famiglie ed educare alla natalità

«Un Bambinello in ogni famiglia credente»: è questo lo slogan di padre Antonio Rungi, promotore ad Itri, nell’arcidiocesi di Gaeta, di una iniziativa unica nel suo genere. Benedirà il prossimo 8 dicembre, nella sua parrocchia, le statuine del Bambino Gesù, con l’auspicio che ogni famiglia credente, in questo periodo natalizio, possa tenerne uno in casa.

FATHER ANTONIO RUNGI
Padre Antonio Rungi | Facebook

Un’iniziativa che nasce «non solo per invogliare a riscoprire la bellezza del presepe in ogni famiglia cristiana, credente e praticante, ma anche per invogliare le giovani coppie ad aprirsi generosamente al dono della maternità e della paternità responsabili. In un’Italia, tra i Paesi costituito da tanti anziani e pochi bambini – scrive padre Rungi, passionista e delegato episcopale, nel presentare questa iniziativa – con una denatalità elevatissima, le coppie dei giovani sposi devono riscoprire la bellezza di mettere al mondo dei bambini che sono la gioia e la felicità di ogni famiglia cristiana e umanamente aperta al discorso della vita».

Buon auspicio per le giovani coppie

Gesù Bambino, «benedetto e consegnato alle nostre famiglie qui a Itri, ma mi auguro in ogni parte d’Italia e del mondo dai nostri sacerdoti», sia un motivo in più «per riflettere su questi fondamentali valori della vita cristiana, morale e sociale. Una nazione senza bambini e senza infanzia è destinata a morire ad estinguersi. L’identità nazionale e la dominante della cultura cristiana in Italia passa attraverso anche l’accoglienza della vita nelle coppie soprattutto giovani, che più si possono dedicare alla cura dell’infanzia».

Educare contro la violenza sui bambini

Un Bambinello benedetto «è segno di protezione in ogni famiglia e soprattutto di speranza in quelle famiglie in cui i bambini sono desiderati ed attesi, ma non arrivano per tanti limiti umani. Per tutte le mamme in attesa – conclude padre Rungi – per le mamme e i papà adulti ed anziani, per le nonne ed i nonni questo Natale 2018 costituiscano per tutti una valida occasione per riportare al centro della famiglia i bambini e l’infanzia, da accogliere, curare, formare e soprattutto difendere da qualsiasi violenza, dentro e fuori le famiglie e in tanti ambienti nel mondo odierno, dove l’infanzia è abbandonata, violata, uccisa o strumentalizzata per fini ignobili dei grandi».

Il Bambinello e la cultura del bene

Il ricordo annuale della nascita del Salvatore, in questo Natale 2018, «porti i segni della speranza in un’umanità riconciliata con l’infanzia e che sia sempre e dovunque dalla parte dei bambini, soprattutto di quelli più dimenticati ed abbandonati dell’Italia e del Mondo. Anche un Bambinello può e deve promuovere la cultura del bene e della vita, rispetto a quella del male, della violenza e della morte».

Aleteia
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni