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Vi presento Maurizio, papà di Chiara, in stato vegetativo da 35 anni: dalla croce fiorisce la gioia!

MAURIZIO CERUTTI
Maurizio Cerutti
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A volte il Signore permette prove durissime ma attraverso di esse si apre un varco per entrare nel nostro cuore e riempirlo di una letizia che il mondo non conosce.

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Ho conosciuto un uomo lieto! Ve lo presento così svelerà anche a voi il suo segreto. Siamo compaesani, da quando anche io con la mia famiglia mi sono trasferita a Pozzolengo, sulle dolci colline moreniche che incoronano il Basso lago di Garda. Faccio una piccola premessa personale solo per favorire la sua storia. Come sapete abbiamo 4 figli di cui uno cerebropatico e con gravissime menomazioni. La cura di un invalido, si sa, costa in termini di dedizione, tempo, resistenza una cifra umana spropositata. Ebbene Maurizio è una delle persone che più ci ha trasmesso serenità ed espresso vicinanza e che, quando può, ci dà addirittura una mano. Ma la cosa sorprendente e innegabile è la gioia sincera, semplice e profonda che comunica ad ogni incontro, ad ogni scambio di parole, anche il più banale.

Buongiorno Maurizio e grazie davvero di cuore di aver accettato di rispondere a qualche mia domanda per far conoscere la tua storia ai nostri lettori di For Her Aleteia. E’ da qualche tempo che medito di intervistarti perché a mio avviso sei davvero un esempio luminoso di eroico nel quotidiano, usando le parole di San Giovanni Paolo II, o di quella santità della classe media alla quale ci invita lo stesso Papa Francesco.

Innanzitutto come è composta la tua famiglia?

Ci sono io, Maurizio Cerutti, mia moglie e nostra figlia Chiara. Abbiamo anche altre due figlie, già sposate: Manuela che col marito Massimo ha 3 figliolette, Anna di 18 anni, Sara 12 e Emma di 3 e mezzo. Stefania ha 33 anni ed è moglie di Christian; per il momento non hanno bambini ma desidererebbero averne, se Dio vorrà.

Cosa è successo a vostra figlia Chiara?

Il 28 novembre del 1983, all’età di sei mesi circa, Chiara metteva in bocca una pallina di plastica e si è come soffocata; è andata in arresto cardiaco, è entrata in coma ed è rimasta intubata per 54 giorni. Al risveglio è rimasta in coma vigile e tuttora vive in uno stato vegetativo per me apparente.

Com’è stato all’inizio accettare la drammaticità delle sue condizioni?

Per la verità, in sei mesi di ospedale, non so forse non ci rendevamo conto di quello a cui saremmo andati incontro. Eravamo quasi assenti mentalmente. La disperazione ci aveva tolto la voglia di vivere. Andavamo a letto la sera con la speranza di non aprire gli occhi la mattina, tanta era la sofferenza. La nostra Manuela, la figlia più grande, non sapevamo neanche dove fosse. Nel 1985 è nata Stefania. Ed è stata una benedizione di Dio perché al di là di una tribolazione aggiuntiva (godeva di poca salute) c’era la gioia della sua nascita tanto desiderata. In quel periodo ci è spiaciuto tanto che parecchi vicini e parenti ci avessero consigliato di abortire. E’ stata grande la sofferenza iniziale, ma ce ne siamo liberati in fretta perché c’è stato il nostro sì alla vita, sia di Chiara sia di Stefi. Io però non avevo ancora superato la tragedia, avevo tanta rabbia, avevo smesso di frequentare la Chiesa, ero arrabbiatissimo con Dio; però mi mancava qualcosa che dentro di me rifiutavo: era Gesù, che mi amava e mi voleva contento. Ma una domenica, con Chiara sul passeggino, mi addentrai in un campo di grano. Eravamo soli e lì ho pianto disperatamente per almeno un’ora. Quando mi tranquillizzai mi sono sentito bene, tanto rilassato. Allora mi dissi: Maurizio, devi salvare il salvabile, non sei tu il padrone della vita. Tu hai la tua vita e Chiara la sua.  Questo è stato veramente un momento di grazia grande e tutto è cambiato e sentivo veramente l’amore di Gesù dentro di me. Da solo non ce l’avrei mai fatta. Chiara è un dono grande che Dio ha messo sul mio cammino per essere felice.

Cosa significa assisterla tutto il giorno, tutti i giorni per anni?

Chiara, come gli altri figli, è la nostra vita. E’ tutto così normale, vorrei dire bello che certe volte mi chiedo se sono insensibile. La notte spessissimo sono in piedi con lei poiché deve essere aspirata (per liberarle le vie respiratorie dal muco, ndr). In questo momento sto scrivendo e sono le tre del mattino. Per me è normale, nessun problema, di giorno generalmente la segue la sua mamma, mia moglie.

Il vostro matrimonio ha subito un turbamento, ha attraversato una crisi insomma a causa di questa situazione o no?

All’inizio eravamo veramente allo sbando e come dicevo prima non sapevamo nemmeno dove fosse Manuela (era al sicuro, accudita da parenti, non abbandonata! Ndr), ma poi ci siamo tanto uniti ed aiutati a vicenda. La mia mamma, la mamma di Ivana e una mia sorella ci hanno tanto aiutato.

Sei una delle persone più gioiose che abbia mai incontrato. È questione di carattere o c’è dell’altro?

Forse un po’ il carattere mi ha portato ad assomigliare un po’ alla mia mamma, me lo dicono tutti. Con il tempo ho avuto la grazia di avvicinarmi tanto a Dio. Prego molto e sono contento (così era la mia mamma).

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