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Le 9 misure chiave del decreto fiscale

GIOVANNI CONTE
Silvia Lore I NurPhoto
Giuseppe Conte, Public Administration Minister, during the presentation of would-be cabinet team ahead of elections on March 4 made by the leader of the Italy's populist Five Star Movement, Luigi Di Maio, on march 01, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Silvia Lore/NurPhoto)
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Il testo, collegato alla manovra, è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato, è stato firmato dal presidente della Repubblica. Adesso comincia la discussione parlamentare, ecco cosa prevede

Il decreto fiscale, collegato alla manovra, dopo l’ultimo passaggio in Cdm di sabato è stato bollinato dalla Ragioneria dello Stato, è stato firmato dal presidente della Repubblica. L’avvio dell’iter di conversione partirà dal Senato, mentre quello della Manovra dalla Camera. Otto sanatorie e un condono per il quale il gettito non è stato ancora definito. Queste le modifiche arrivate rispetto alle ultime bozze circolate e frutto dell’accordo politico tra M5s e Lega.

1. Tetto condono 30.000 euro per chi dichiara meno di 100.000

Si potrà adeguare quanto non denunciato al fisco negli ultimi cinque anni con una integrazione ‘speciale’ ma con un tetto. Chi ha dichiarato meno di 100 mila euro può far emergere fino a 30 mila euro oltre quanto già dichiarato. L’aliquota è del 20%. La dichiarazione integrativa speciale prevede la possibilità di far emergere non oltre il 30% di quanto già dichiarato con un tetto di imponibile annuo di 100.000 euro. Nel perimetro del condono rientrano Irpef e relative addizionali, le imposte sostitutive sui redditi, le ritenute e i contributi previdenziali, l’Irap e l’Iva.

Salta il riferimento all’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e a quella sulle attività finanziarie all’estero (Ivafe) che avevano scatenato lo scontro nella maggioranza. Viene cancellato l’ex comma 9 che prevedeva la non punibilità per i reati tributari di dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento Iva anche in connessione alle condotte connesse a riciclaggio o impiego di denaro o di proventi illeciti e quelle relative all’autoriciclaggio. Stando a quanto si legge nella relazione tecnica, non viene stimato il possibile gettito della dichiarazione integrativa nella versione definitiva del decreto fiscale, senza lo scudo per alcuni reati.

2. Nessuna dichiarazione integrativa per i patrimoni all’estero

Non si potrà presentare la dichiarazione integrativa speciale, e quindi accedere al condono, per far emergere patrimoni all’estero. La procedura non può essere esperita dai contribuenti per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero. – Gettito condono finanzierà fondo taglia tasse: Il gettito derivante dal condono servirà a finanziare il fondo per la riduzione della pressione fiscale. Il fondo sarà rimpinguato con 390,335 milioni di euro nel 2019, che salgono nel 2020 a oltre 1,6 miliardi e quasi a 2,5 miliardi nel 2021.

3. Stralcio mini cartelle sotto i mille euro

Per le cartelle di importo inferiore ai 1.000 euro, emesse tra il 2000 e il 2010 è previsto l’annullamento automatico. In Parlamento sono attese modifiche e potrebbe arrivare una misura ad hoc per chi ha avuto difficoltà economiche con un saldo e stralcio delle cartelle non pagate. Le aliquote potrebbero essere tre: al 6%, 10% e 25%.

4. Rottamazione ter per cartelle e multe

Chi non rientra nei criteri per poter usufruire del ‘saldo e lo stralcio’ potrà beneficiare della rottamazione ter. Si potrà pagare senza sanzioni e interessi con 10 rate spalmate in cinque anni. La riscossione attesa che dovrebbe confluire nella rottamazione-ter ammonta a 3,048 miliardi di euro.

5. Da subito sanatoria verbali e accertamenti

In caso si riceva, entro l’entrata in vigore del dl, un verbale di contestazione ci si potrà mettere in regola da subito ripresentando la dichiarazione entro il 31 maggio 2019 e versando le imposte, senza sanzioni e interessi, in un’unica rata o in venti rate trimestrali. A patto che non siano stati impugnati, scompaiono le sanzioni e gli interessi anche in caso di avviso di accertamento, di rettifica, di liquidazione o per gli atti di recupero notificati entro l’entrata in vigore del decreto legge. C’è tempo 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

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