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Una riflessione sul silenzio contro le ossessioni e i fantasmi del cuore

BOCCA, PARLARE, RAGAZZA

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Il Cattolico - pubblicato il 05/09/18

Dal silenzio c’è l’ascolto della voce di Dio: “Dum medium silentium tenerent omnia, et nox in suo cursu medium iter haberet, omnipotens sermo tuus, Domine, de coelis a regalibus sedibus venit: Mentre un profondo silenzio avvolgeva ogni cosa e la notte era a metà del suo percorso, la tua onnipotente parola venne dai cieli, dal trono regale”.

 Dio viene quando dorme ciò che appartiene alla terra.

2 – Evita le critiche e i giudizi interni

Osserva, anche per un solo giorno, il corso dei tuoi pensieri: ti sorprenderà la frequenza e la vivacità delle tue critiche interne con immaginari interlocutori, se non altro con quelli che ti stanno vicino. Qual è di solito la loro origine?

Questo: lo scontento a causa dei vicini più stretti che non ci vogliono bene, non ci stimano, non ci capiscono; sono severi, ingiusti o troppo gretti con noi o con altri “oppressi”. Siamo scontenti dei nostri fratelli soprattutto dei più vicini: la Famiglia, gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro, ecc.

 Allora nel nostro spirito si crea un tribunale, nel quale siamo procuratore, presidente, giudice e giuria; raramente avvocato, se non a nostro favore. Si espongono i torti; si pesano le ragioni; ci si difende; ci si giustifica; si condanna l’assente. Da qui nasce la vendetta, il rancore, la rabbia, con un enorme spreco di forze e, cosa peggiore, il declino totale della nostra maturazione.

Solo chi si radica in Dio nel silenzio capisce il vantaggio dell’essere disprezzati  e derisi non per passività civile o morale ma per fortezza interiore. Dal tuo tribunale interiore purtroppo non esce mai nulla di buono; si falsifica la capacità di giudizio di te stesso e degli altri e, cosa disdicevole, non camminerai nella verità con i tuoi fratelli.

L’atteggiamento di Gesù in questo è esemplare, Egli, nel pretorio, taceva. Quando il turbine della tua indignazione irrompe, ripeti con tranquilla dolcezza: “Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo”. Sprofondati nell’amore, nella gloria e nella gioia delle Persone divine; non pensare a te stesso. Nulla turba la radiosa e impassibile felicità della santissima Trinità. Non ha valore né importanza quello che pensano gli uomini: sei quello che Dio vede, nulla più.

Il dovere contemplativo è un dovere che nasce dallo Spirito. Dalla tua contemplazione nascono le tue ragioni e la tua capacità di convincere; la Verità compie la Sua strada sia attraverso te che oltre te stesso. Sarà lo Spirito che ti dirà di tacere o di parlare ma solo se dai priorità al Silenzio. Lo zelo per la casa del Signore è cosa seria ma nasce dall’adorazione e dal silenzio prima che dall’orgoglio ferito.

Magari fosse così anche la vita politica; magari il sociale nascesse dal silenzio e non da una gara di parole ci sarebbe un vero progresso etico e collettivo invece di una babele delle passioni.

3 – Combatti le ossessioni e i fantasmi del cuore

Le idee e le immagini che affiorano alla mente sono spesso fantasmi che prendono corpo da un guazzabuglio interiore. Per questo esse vanno filtrate alla luce di Dio. Ridimensionate , evangelizzate, purificate, collocate nella Sua Luce. Altrimenti esse ti divorano portandoti alla dissociazione del sé.

Fissarsi nel “credere” poco amato, detestato, perseguitato, incompreso; essere geloso, invidioso o ribelle nei confronti di qualcuno reale o immaginario che ci fa ombra spiritualmente, dal punto di vista estetico, del tatto o della virtù; preoccuparsi dei propri parenti, del loro avvenire o del nostro; turbarsi, indignarsi dell’imperfezione altrui; lasciarsi prendere dalla preoccupazione d’intervenire presso persone che non sono soggette alla nostra giurisdizione e alla nostra autorità. Tutto questo propone sclerosi del cuore: la Sclerocardia.

Un Certosino propone questa terapia, che mi sembra buona.

Primo: l’ossessione non ha generalmente un reale fondamento. L’ossessione è una chimera generata dall’esuberanza della nostra immaginazione, della nostra ipersensibilità, della mancanza dell’oblio di sé, o del poco disprezzo per noi stessi. Questo monaco pensa che sia fondamentale rettificare la stessa facoltà di giudizio (ritenendola falsa), perché non vede le cose come sono realmente. E’ possibile una rettifica? Almeno – egli scrive – prendi un tempo per riflettere. Prima di ragionare, aspetta che i tuoi nervi e l’effervescenza della tua immaginazione si calmino. Prendi le distanze: qualche giorno di pazienza. Con il distacco e la pace le cose riprenderanno le loro esatte proporzioni. Quando sei agitato, non discutere, non decidere, non agire. L’emozione turba la ragione; la passione sconvolge il giudizio; l’amor proprio rende ingiusti.

 Sii umile, almeno per sottoporre il tuo giudizio a un’altra persona che non è toccata da quanto ti preoccupa, magari a un sacerdote, che ha la grazia di stato per discernere.

E così conclude il nostro certosino: “Un’anima che non abbia lumi naturali, ma lo riconosca e si sottometta al giudizio di un direttore (anche se questi non avesse che un giudizio medio), per questo solo fatto sarebbe liberata da scrupoli e pensieri vani da cui sarebbe colpita un’altra anima. Rimanere mite, aperto, docile: ecco i grandi rimedi contro le idee sbagliate, la cui insistenza rischia di rendere infelice la vita del solitario e di togliergli la sua dignità”.

Secondo: l’ossessione ha un fondamento reale. Può accadere. Chi non è ammalato qualche volta, affaticato, incompreso, perseguitato? E oggettivamente. La vita dei santi è ricca di simili esempi. La Provvidenza pota, scalpella, leviga, martella le anime servendosi di chi sta vicino. La persecuzione da parte delle persone buone è anche una prova. L’idea lancinante, tirannica può essere giusta e fondata; ma eccessiva diventa l’importanza che riveste nella nostra vita. Non è vero che non si possa vivere felici, amare Dio nella pace, santificarci nella gioia. Difetti, passioni, errori, ingiustizie degli altri ti purificano e ti liberano dall’amor proprio. Nella fede e nell’umiltà, esponiti ai colpi di Dio e ama i suoi strumenti. Piegarsi e battere in ritirata quando si ha torto è di tutti. Con Gesù Cristo, accetta pacificamente e nel silenzio di essere molestato ingiustamente. Tutto il tuo essere si rivolta; la tua fierezza si irrigidisce; la tua sensibilità freme. Ma al di sopra della tempesta brilla la luce di Gesù: il servo non è di più del Maestro. Sugli elementi sconvolti imponi ciò che ti dettano la fede e l’amore: lì è la croce, e nella croce c’è la salvezza. Offriti come vittima, tenendo lo sguardo fisso su Cristo che sanguina, umiliato dai carnefici, dal sudore, dagli sputi… Nella preghiera fa tuo lo spirito delle Beatitudini. Ti troverai a giudicare tutto come il tuo Maestro, e ogni pena diverrà diletto.

“Chi vuole venire dietro a Me, rinneghi sé stesso: prenda la sua croce e mi segua”. Questa è l’unica strada sicura dove Cammina Cristo.. e tu?

4 – Non preoccuparti di te stesso

Non parlare di te con te stesso in maniera morbosa e insistente. I momenti di esame di coscienza vanno fatti alla Luce di Dio, la quale non giudica mai ma ti accoglie e ti da l’esatta dimensione della realtà che sei e in cui vivi.

Tre cose ne inquinano la trasparenza, ed è bene evitarle.

a. Non trarre conclusioni sulle difficoltà della tua vita

Non sai che la vita è una lotta?

Se bisogna rinnegare sé stessi, prendere la propria croce, seguire Gesù al Calvario, perché stupirsi che occorra lottare, soffrire, sanguinare, piangere? Le tue difficoltà nascono da che ti sta intorno, dal tuo lavoro, dalle tue miserie fisiche e morali; forse dalle tre cose contemporaneamente. Tu tuffati nel Signore e nella Sua Grazia: “.. senza di Te non ho alcun bene… per i santi uomini nobili è tutto il mio amore”(Sl. 16); “tu sei il mio pastore, in Te non manco di nulla” (Sl 26).

Non è questione di auto-convinzione ma di presa di coscienza del reale. Dio è con te e veglia la tua vita e il tuo sonno. Abbi fiducia.

b. Non sopravvalutare le tue pene e i tuoi sacrifici

Al momento del tuo battesimo o della tua Confermazione non hai acconsentito a tutto? “Accoglimi, Signore…”. Ogni giorno, nell’Eucarestia, la Chiesa ti offre come vittima pura, santa, immacolata con Gesù e tu vi acconsenti. Se capisci il mistero della croce e il senso della vita cristiana, non ti impietosirai di te stesso. Dio ama chi dona con gioia.

Lascia che Cristo soffra in te; offrigli il tuo corpo e il tuo cuore, perché possa “portare a compimento nel Suo corpo mistico quanto ha iniziato sul Calvario”. Sia che tu sia laico o religioso, questa è la vita, vivere i misteri di Cristo nella tua carne!

c. Non avere un “amore ambizioso” della tua anima

Impara a cogliere la Grazia dell’istante. Solo chi cerca e vive il silenzio la coglie; solo così si può aderire a ciò che Dio ti dice, momento per momento. Cerca di piacere a Dio, ora, e nulla più.

Non affliggerti per quello che non puoi fare, e neppure, in un certo senso, per le tue miserie morali. Ti vorresti bello, irreprensibile. E’ una chimera, forse orgoglio. Fino alla fine rimarremo peccatori, oggetto dell’infinita misericordia, prediletta da Dio. Non venire a patti con il male; ma nello stesso tempo prendi le distanze dalla tua perfezione morale. Lo scrupolo che alimenta il perfezionismo è figlio della perdizione. La santità è innanzitutto teologale, ed è lo Spirito che la effonde nei nostri cuori; non siamo noi a crearla.

Non confrontare il tuo cammino con altri. Vi sono santi di ogni tipo. La tua santità è un segreto di Dio, e non te lo rivelerà. Fa’ quanto puoi. Tu sei membro del corpo mistico di Cristo, forse il meno nobile, ma non inutile. Di’ dal profondo ma sereno: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per me, povero peccatore”. E vivi in pace, sotto la protettrice ala di Dio che ti ama.

Conclusione 

Cerca il silenzio in Dio

cerca il silenzio per Dio

vivi il silenzio in Dio

Egli scenderà presso di te

e troverà dimora come nel seno di Maria

e dal quel silenzio gravido e fecondo

Dio rinnoverà ogni cosa

dentro di te e fuori di te..

Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio

Santa Madre di Dio

non disprezzare le suppliche di noi

che siamo nella prova

ma liberaci da ogni male

o Vergine gloriosa e benedetta. 

GLORIA AL PADRE,

AL FIGLIO,

ALLO SPIRITO SANTO.

AMEN!

Post scriptum

Dice il Signore: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” (Gn 1, 26).

Vi sono diverse cause che alterano la pace interiore

Per un verso, queste cause sono esteriori o interiori alla realtà dell’anima; per l’altro dipendenti o indipendenti dalla sua volontà.

schema semplice disturbo silenzio

vd anche:

Fermatevi e sappiate che Io sono Dio

Apologia del Silenzio, luogo dell’incontro con Dio

Articolo tratto dal portale “Il Cattolico”

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Tags:
spiritualità
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