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E’ il paradosso dell’amore: senza pudore non c’è incontro

COUPLE IN A FOREST
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La rivoluzione sessuale – che prosegue un giorno sì e l’altro pure la sua marcia – tende infine a eliminare ogni distanza tra gli amati, a mescolarli istantaneamente in una fusione in cui non esiste più il mistero del “tu”. La vera rivoluzione? Affermare questa distanza, il “pudore”.     

Il pudore è esattamente quell’elemento che permette di differenziare l’«io» dal «tu», come sostiene la psicoanalista Monique Selz nel suo libro Il pudore. Un luogo di libertà (Einaudi, Torino 2005). La comunione tra due esseri non deve essere scambiata con la confusione. Un amore di fusione che aspirasse solo ad unirsi con la persona amata sarebbe malsano. Fondersi in una sola cosa con l’amato preclude infatti ogni incontro tra un «io» e un «tu». Al contrario,

incontrare davvero l’altro significa sperimentare i limiti, il vuoto, la solitudine. L’amore è possibile solo se chi ama e chi è amato sono distinti l’uno dall’altro, e quindi separati. Si tratta di prendere le distanze dalla proiezione di sé per riconoscere l’altro in quanto tale, ma anche l’estraneo presente in se stessi. (M. Selz, Il pudore, Einaudi, Torino 2005, pp. 46-47)

È il paradosso dell’amore: per incontrare davvero l’altro devo mantenere una certa distanza: lo spazio del pudore. È la sola maniera per definire i limiti e tracciare gli spazi propri a ciascuno. Senza pudore non c’è incontro tra gli esseri umani. C’è solo uno scambio epidermico di sensazioni e piaceri che non resistono alla prova del tempo, impedendo la maturazione della fedeltà (e dunque della famiglia).

Non a caso oggi assistiamo al tentativo sempre più insistente di spersonalizzare l’incontro amoroso rendendolo al tempo stesso sempre più fluido, occasionale, momentaneo. I sociologi parlano di «sesso impersonale» per indicare la ricerca – fortemente facilitata dal cyberspazio – di rapporti sessuali con sconosciuti, senza affettività e coinvolgimento emotivo.

Da questo oggi riconoscerete i veri amanti dell’eros: dalla misura in cui saranno i difensori del pudore.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

 

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