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Padre Samir: Migranti e islam, cosa deve fare l’Europa

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Asia News - pubblicato il 04/08/18

Di conseguenza, non è possibile distinguere tra un musulmano, un cristiano, un ebreo, un indù o un non religioso o ateo. Tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri verso lo Stato, davanti alla legge. Non ci sono privilegi o eccezioni. La costituzione tocca tutti i cittadini. Ugualmente, tutti gli articoli della costituzione valgono per uomini e donne, i quali hanno gli stessi diritti e gli stessi obblighi previsti dalla legge.

Gli Stati europei dovrebbero chiedere che questi due principi siano attualizzati ed applicati, nelle loro relazioni con tutti gli Stati musulmani, compresa l’Arabia Saudita. Va da sé che i Paesi che osano fare questo corrono il rischio di essere penalizzati, rispetto ad altri Paesi. È quindi importante che tale decisione venga presa congiuntamente da tutti i Paesi europei, per evitare disparità tra di loro.

Ciò presuppone, inoltre, che l’Unione Europea abbia istituito un comitato congiunto per monitorare l’applicazione della presente decisione, per evitare che questi principi siano solo affermati in teoria e non in pratica.

4. Cristiani nei Paesi islamici: in questi anni abbiamo assistito a casi spettacolari di violenza e terrore degli islamisti.

Questa è una realtà ovvia. Per definizione, gli islamisti sono musulmani estremisti, che si differenziano nettamente dagli altri musulmani per il loro fanatismo e l’ottusa interpretazione di certe tradizioni. Ciò porta a una palese ingiustizia verso i cristiani.

Sulla base di quanto ho detto prima, l’Europa deve insistere in modo sistematico sull’assoluta parità di trattamento tra musulmani, cristiani e altri. Perciò, non si può stabilire delle differenze di trattamento, né a causa della religione, né a causa del sesso, né per altri motivi!

Anche qui tutti gli Stati europei devono assumere una posizione comune ed esigente verso gli Stati musulmani.

5. L’Egitto è la sua patria. Vi sono discriminazioni verso i cristiani? Cosa fa il governo a favore della minoranza cristiana?

Le differenze di trattamento sono molto visibili, in particolare quando si tratta della costruzione di una chiesa per esempio, dove il permesso è spesso negato. Il che obbliga i cristiani a costruirle in modo nascosto… col rischio che vengano poi distrutte dai fanatici!

Il presidente Al-Sisi fa enormi sforzi: ha finanziato la costruzione della chiesa più grande del Medio Oriente, nella futura capitale amministrativa dell’Egitto, ad est del Cairo; ha celebrato l’inaugurazione di questa chiesa (non ancora finita) nel gennaio 2018 (festa del Natale del calendario copto)… Ma resta il fatto che più di 1.000 chiese (tra le oltre 6.000 presenti in Egitto), sono teoricamente illegali, perché sono state costruite senza i permessi necessari. Quindi sono costante bersaglio di attacchi da parte di estremisti islamici.

Per quanto riguarda la discriminazione nella vita di tutti i giorni, oggi è quasi impossibile per un cristiano ottenere una funzione importante in un ufficio amministrativo, nonostante i suoi meriti. In passato non era così. La situazione è peggiorata per il crescente numero di elementi estremisti fanatici. A questo livello, lo Stato è assolutamente senza difese.

6. In Siria, la lunga coesistenza pacifica delle religioni è stata scossa dagli anni della guerra civile. Riuscirà il Paese a riprendersi da questa lotta, che è anche quella tra musulmani e cristiani?

La situazione della Siria è molto diversa da quella dell’Egitto. In linea di principio, la vera secolarità dello Stato è messa in discussione da un conflitto interno al mondo musulmano. Dal 1973, lo Stato è nelle mani della famiglia Assad, che è alawita, una branca degli sciiti. Gli sciiti costituiscono circa il 15% della popolazione musulmana. I musulmani sunniti hanno lanciato la guerra contro questo Stato. Anche in Iraq il governo (dopo la caduta di Saddam Hussein) è nelle mani degli sciiti. Iraq e Siria gli unici Stati arabi in cui gli sciiti sono al potere.

L’Isis ha avuto origine in Iraq. Il suo nome significa “Stato islamico per l’Iraq e la Siria”. Quella a cui assistiamo è una guerra intra-islamica, tra sciiti e sunniti. È anche ampiamente finanziata dal più ricco Stato sunnita, ossia l’Arabia Saudita, che è ciecamente sostenuto dagli Stati Uniti e, in parte, da alcuni Paesi europei.

Questo spiega la coalizione americana ed europea contro la Siria e quindi il sostegno della Russia alla Siria. I morti sono tutti siriani, siano essi sunniti, alawiti o altri.

Il bombardamento di città, tra cui Damasco, Homs e Aleppo, ha colpito anche molti cristiani. Molti hanno dovuto fuggire e cercare rifugio dove potevano. L’Europa ha compiuto uno sforzo colossale per accoglierli, in particolare la Germania. Spesso i rifugiati erano musulmani, i cristiani sono caduti nell’oblio.

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Tags:
dialogo islamo cristianoislam
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