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La chiave del cielo: una storia che ispirerà la vostra vita spirituale

ANTIQUE KEYS
Clefs. Photo d'illustration.
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Leggetela fino in fondo!

Ogni volta che passava davanti al convento dei Francescani della sua piccola città, Lorenzo sentiva il cuore battere più forte. Gli piaceva rimanere ad ascoltare il canto dolce dei frati che proveniva dalla chiesa. Quelle melodie angeliche, piene di una pace che non era di questo mondo, sembravano provenire dal Cielo. Altre volte spiava i frati mentre lavoravano nell’orto e pensava: “Quanto sono allegri! Il frate cuoco, che si carica di pomodori, è più felice dei miei amici arroganti che si mostrano in strada sui loro macchinoni rumorosi”.

La domenica, Lorenzo assisteva alla predica e poi meditava sulle parole del frate dall’aspetto austero e la voce possente: “Ricordatevi sempre, fratelli, che è più importante custodire tesori in Cielo che moltiplicarli sulla Terra. Il Signore ci ha insegnato: ‘Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde se stesso?’ Guardate l’esempio del nostro padre San Francesco, che ha saputo essere povero in spirito”.

Un giorno non resistette e domandò a un francescano: “Cosa devo fare per vivere qui?”

Il buon religioso gli diede una risposta molto semplice: “Per vivere tra queste sante mura bisogna desiderare innanzitutto il Regno di Dio, abbracciando la povertà in spirito, come ha fatto Gesù”.

Una settimana dopo il giovane, portando con sé solo una piccola valigia, entrò in convento per non uscirne più. Chiese di essere fratello laico, perché voleva vivere solo per Dio, servendo i frati.

Il maestro dei novizi, che iniziò ad accompagnarlo, era incantato dall’esempio di frate Lorenzo. Nessuno spazzava il pavimento o lavava i piatti con più entusiasmo. Tutte le sue azioni sembravano una preghiera.

Un giorno frate Lorenzo notò che il vestito di un frate era in cattivo stato e commentò: “La manica è strappata. Vuole che la cucia? Altrimenti quando andrà in missione la gente lo noterà. Siamo poveri ma degni, e non sta bene usare un abito strappato… Se mi permetterà di prestarle questo servizio mi concederà una grazia, perché sono un peccatore e ho dei peccati a cui riparare”.

“Ma sai cucire?”

“Non molto bene, ma mia madre è sarta, e con lei ho imparato qualcosa del mestiere”.

“Va bene”, concluse il frate, “vediamo come viene”.

Sorprendendo tutti, frate Lorenzo fece un ottimo lavoro.

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