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Tutti salvi i 13 ragazzi della grotta. L’impegno di tanti, il sacrificio di uno: Saman Kunan

SGT MAJOR SAMAN KUNAN
Unknown | Fair Use
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La vicenda dei 13 ragazzi intrappolati dal 23 giugno scorso in una grotta in Thailandia si è conclusa con la salvezza di tutta la squadra ma anche a prezzo di una vita: il sub volontario, ex militare, è morto per mancanza di ossigeno

Ora che il lungo travaglio ha portato alla rinascita di questi tredici ci sarà tempo per rincorrere storie, ricostruire fatti, analizzare dinamiche e allestire processi. Ma nel frattempo abbiamo vite intrappolate al buio per 288 ore riportate alla luce da chi si è immerso nella stessa oscurità. Sembra una metafora dell’Incarnazione o di un parto: cavità, acqua, cordoni ombelicali, canali stretti e manovre pericolose per vedere la luce. E fratelli maggiori che tracciano la strada.

Infine c’è l’esercizio più alto dell’amore che si è mostrato anche in questo caso: dare la vita per i propri amici, sebbene sconosciuti. Un sub esperto, ex marine, che si era preso le ferie per partecipare alle operazioni di salvataggio, è morto mentre tornava dalla grotta dove aveva portato box per lo stoccaggio dell’ossigeno. Saman Kunan aveva 38 anni, era un atleta di triathlon per giunta. Eppure la rarefazione dell’ossigeno della seconda grotta lo ha stroncato. Il compagno ha provato a rianimarlo ma non c’è stato nulla da fare. Gli è stato tributato un funerale regale e la promozione di grado militare postuma.

 Il re Vajiralongkorn ha disposto un funerale reale, e un lauto risarcimento per i genitori è stato promesso sia dallo Stato che da aziende private. (ANSA)

Ma il risarcimento vero, quello personale e definitivo, potrà riceverlo solo da un altro Re.

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