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Il calcio, surrogato della religione?

RUSSIA
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Nulla oggi mobilita tanto le masse come il calcio

Segno di una crisi culturale e spirituale?

La traduzione dal sacro ad ambiti tradizionalmente profani non è un aspetto esclusivo del calcio. La religione civile, la sacralizzazione dell’aspetto politico e di altri sport e il culto del corpo non sono cose nuove.

Anche se questi fenomeni, includendo il calcio come lo abbiamo descritto, non sono una religione in senso stretto, possiamo trovare non solo analogie, ma traduzioni di esperienze, rituali e di senso che ci dicono molto su ciò che accade alla società e alle religioni. Comprendere i fenomeni religiosi e i loro succedanei ci permette anche di comprendere fenomeni sociali complessi.

È interessante vedere come l’espressione di emozioni forti e passioni venga vista come “normale” se si tratta di calcio, mentre se si tratta di credenze religiose o esperienze spirituali viene considerata qualcosa di strano, quando in realtà se la religione di una persona è quello che dà senso alla vita dovrebbe riversare su di essa la sua passione principale e le sue emozioni più forti.

Quando la religione non è una mera vernice culturale ma una vera vita di fede, dovrebbe essere il centro e l’aspetto più importante della vita, quello che dà forma e senso a tutto il resto. Quando però il centro che mobilita tutta la vita e la fonte di senso è un’altra cosa, si è cambiata religione senza rendersene conto.

Il calcio come sport e i fenomeni di massa che si trascina dietro sono capaci di generare valori molto positivi per la convivenza e la coesione sociale. Ciò che prima erano per la maggior parte della gente le religioni è stata poi la politica ed è oggi uno sport.

La domanda più difficile da porci è forse questa: qual è il vuoto che è venuto a colmare?

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