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Il sistema dei crediti sociali cinese: il vero “Grande fratello” del futuro?

CREDIT SCORE

Nick Youngson/ Alpha Stock Images/CC

Paul De Maeyer | Sat Jun 23 2018

In un tentativo di ridurre le lunghe liste d’attesa, un ospedale universitario di Shanghai offre agli utenti di Alibaba con un punteggio superiore a 650 un bonus di 1.000 yuan (quasi 135 euro), consentendo in questo modo di vedere un medico senza dover fare la fila per pagare, così riporta a sua volta il sito Wired UK.

Mentre per poter iscriversi al popolarissimo shooter game (gioco di sparatorie) Counter Strike Global Offensive occorre fornire oltre ai dati della carta d’identità anche il Sesame Credit, il sito Zhenai.com — che con circa 140 milioni di utenti è il più importante sito cinese per gli incontri online — offre ai suoi iscritti aventi un alto punteggio Sesame una migliore visibilità sulla sua pagina web.

Chi ci perde

Nel 2015 la Suprema Corte del Popolo della Repubblica Popolare Cinese ha iniziato a collaborare con Sesame Credit, che toglie punti agli utenti che non pagano le loro multe o fatture. “Dobbiamo premiare coloro che mantengono la loro parola e punire quelli che non mantengono le loro promesse”, ha dichiarato al China Daily un esponente di Ant Financial, Chen Wenjin.

Finire sulla lista nera e ricevere un rating negativo su Sesame è un duro colpo per molti cittadini cinesi morosi. Lo dimostra l’esempio di un uomo, che una mattina ha chiamato la Corte del Popolo della contea di Songyang (provincia dello Zhejiang),  con la disperata richiesta di toglierlo quanto presto dalla lista nera, perché aveva pagato la fattura medica non saldata.

A mettere alla gogna i cittadini insolventi è stata nell’agosto scorso la Corte del Popolo del distretto di Shunqing (Sichuan). Chi provasse a chiamare le persone in questione, infatti, si sentirebbe rivolgere prima un messaggio preregistrato, il quale svela come la persona in questione sia finita sulla lista nera della Corte perché non ha pagato i suoi debiti.

“Ai parenti e agli amici dei debitori viene ricordata la loro mancanza di credibilità, che mette i debitori sotto pressione”, ha raccontato Xi Tao della Shunqing District Court. Come ricorda il China Daily, corti nelle province di Hubei, Henan e Jiangsu hanno preso provvedimenti simili.

Secondo i calcoli del sito Business Insider, il sistema del punteggio sociale ha impedito a milioni di cittadini cinesi di viaggiare in aereo o con un treno ad alta velocità. Chi finisce sulla lista nera pubblicata sulla pagina Internet della Suprema Corte del Popolo non può neppure prenotare in un albergo a quattro o cinque stelle, mandare la propria prole ad esclusive scuole private o acquistare articoli di lusso online.

Modello per il resto del mondo?

Secondo Flora Sapio, membro del consiglio direttivo della Foundation for Law & International Affairs(FLIA) a Washington DC (USA), citata dal sito Pagina99, “se implementato correttamente, il ‘credito sociale’ potrebbe contribuire al miglioramento del mercato e al controllo dei comportamenti scorretti da parte di cittadini e aziende”. Fiduciosa è anche la presidente e fondatrice della FLIA, Zhu Shaoming. “Quando il sistema per definire il ‘credito sociale’ verrà definito e accettato, diventerà un modello per il resto del mondo”, così ha dichiarato.

Per il ricercatore e sinologo belga presso l’Università di Leida, in Olanda, Rogier Creemers, l’obiettivo principale del sistema non è reprimere il dissenso — lo Stato cinese ha già molti strumenti a sua disposizione, così osserva –, ma “una migliore gestione dell’ordine sociale lasciando il Partito saldamente al comando”.

Allo stesso tempo è legittima la preoccupazione che il sistema del credito sociale possa sfociare in un “autoritarismo sostenuto dalla tecnologia” diverso da qualsiasi altro, sostiene Charles Rollet su Wired UK. Ad un giornalista indipendente è stato impedito di acquistare biglietti d’aereo, così ricorda.

Secondo l’autore, il sistema di punteggio sociale viene abusato per reprimere ciò che le autorità cinesi usano chiamare “organizzazioni sociali illegali”. Il ministero degli Affari civili ha già annunciato che prenderà delle misure per inserire le persone coinvolte in tali organizzazioni nella lista nera.

Come sottolineano Attanasio Ghezzi e Gennari Santori su Pagina99, in fin dei conti il Social Credit System non è una novità “per uno Stato totalitario ossessionato dalle liste”. Ricorda infatti quello delle dang’an, cioè i dossier con cui il partito comunista ha sempre controllato il comportamento dei suoi cittadini. Non bisogna dimenticare poi che le forze di polizia cinesi utilizzano già occhiali con riconoscimento facciale.  

Tutto questo sta accadendo ora in Cina, ma l’Occidente non è immune a questo tipo di sviluppi, avverte la sinologa Katika Kühnreich, citata da Le Figaro. Basta infatti pensare al monitoraggio degli utenti di Amazon o alla raccolta di informazioni da parte dell’Agenzia statunitense per la Sicurezza Nazionale (NSA).

E Google non è di meno. Per monitorare gli acquisti offline effettuati da circa il 70% delle carte di credito attive sul suolo americano, il colosso di Mountain View ha raggiunto infatti accordi con alcune società esterne.

L’aspirazione ultima delle Big della Silicon Valley — Apple, Google, Amazon e Facebook — è l’onniscienza, avverte Pagina99. “Per conseguirla devono essere onnipresenti nelle nostre vite e monopolizzare i processi che avvengono in rete”, continua l’articolo. Uomo avvisato è mezzo salvato, dice il proverbio.

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