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La nipote di Martin Luther King: «se rifiuti il razzismo, combatti l’aborto»

ALVEDA KING
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Il nome del pastore Martin Luther King sarà sempre legato ai diritti civili degli afroamericani. L’eredità spirituale è oggi nelle mani della sua famiglia e, in particolare, della nipote Alveda King. La quale continua la battaglia, riconoscendo che «un bambino nero ha tre volte più probabilità di essere ucciso nel grembo materno rispetto ad un bambino bianco».

Alveda ha recentemente accusato sul Washington Examiner la nota catena di caffetteria Starbucks, in quanto, «attraverso le sue donazioni aziendali, finanzia una delle organizzazioni più razziste nella storia della nostra nazione, Planned Parenthood. Cioè il principale fornitore di aborti negli Stati Uniti, che esegue oltre 300.000 interruzioni di vita ogni anno». Dal 1973, ha spiegato la nipote di Martin Luther King, l’aborto ha ridotto la popolazione nera di oltre il 25%, come confermano i rapporti americani.

Pochi sanno che Planned Parenthood è stata fondata dall’eugenetista hitleriana Margaret Sanger, nel tentativo di eliminare ciò che considerava membri “non idonei” della società. Cioè neri e disabili. Non è un caso che ancora oggi l’80% delle sue cliniche si trovano in quartieri dove le persone di colore sono la maggioranza. «Planned Parenthood ha passato un intero secolo ad uccidere bambini e sradicare gli afro-americani», ha detto l’attivista. Tuttavia, «il vento sta cambiando, con una maggioranza di americani che afferma di non volere il finanziamento dei contribuenti per l’aborto».

«Dico spesso che l’aborto è la questione dei diritti civili del nostro tempo», ha concluso Alveda King. «L’aborto nega i diritti degli innocenti. Si rifiuta di aiutare i più vulnerabili. L’aborto sradica il nascituro da sua madre e da tutta la società». Perciò, «se dici di opporti al razzismo, combatti l’aborto».

QUI L’ORIGINALE

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