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Quando si perde il proprio parroco

Pascal Deloche / Godong
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Non era il sacerdote che avremmo scelto se qualcuno ce lo avesse chiesto, ma ora che se ne va...

Non amo i cambiamenti, ed ecco che quella domenica davanti a noi c’era un uomo nuovo. La mia prima reazione quando si è presentato è stata pensare che il Diritto canonico proibiva i sacerdoti con i baffi. Mia moglie ed io amavamo molto il nostro parroco. Ci piacevano la sua celebrazione più formale della Messa, la sua predicazione logica e chiaramente dottrinale e il fatto che pensasse sempre che c’era qualcosa che dovevamo ascoltare, che ci piacesse o meno.

Questo tizio nuovo chi era? Cos’era? Cosa avrebbe cambiato di quello che ci piaceva? Sapevamo per certo che non sarebbe stato come padre Mike.

Avevamo ragione. Padre Rich Jones non era padre Mike. Predicava dalla navata e le sue omelie tendevano a divagare. Non era interessanto all’insegnamento come padre Mike. Cantavamo sempre meno inni antichi degli Inni di San Michele, e alla fine il libro degli inni è scomparso dai banchi. Cantavamo più canzoni che mi facevano venire in mente pensieri oscuri sugli anni Settanta. Anche se non era in alcun modo irriverente, padre Rich non era formale come padre Mike quando celebrava la Messa.

Non era il sacerdote che avremmo scelto se qualcuno ce lo avesse chiesto. Sospetto che stavamo reagendo in quel modo perché non si adattava all’episcopalianesimo residuo in noi come aveva fatto padre Mike. Comunque ci sentissimo, sapevamo che St. Joseph’s era la nostra chiesa e lui era il nostro parroco. Ci saremmo adattati.

Dieci anni dopo, l’annuncio che ci avrebbe lasciato entro un mese mi ha provocato un dolore proprio al centro del petto. Mia moglie era stata malata, e quando gliel’ho detto in seguito ha pronunciato l’“Oh” più triste che abbia mai sentito.

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