Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Perché dovremmo socializzare più spesso senza alcool

GROUP,FRIENDS,BAR
Shutterstock
Condividi

Trascorrere una serata senza alcool è un segno di rispetto

Venerdì sera abbiamo prganizzato una missione di Camp Gladiator in un bar. È stato molto divertente, ma man mano che la serata procedeva e si beveva di più ho notato un fenomeno che avevo in qualche modo dimenticato.

Sono ormai anni che non frequento con regolarità bar e ristoranti – la vita con molti bambini rende la cosa insostenibile. Quando però ero appena sposata e incinta del primo figlio uscivamo ancora con gli amici la sera. Ero sempre ansiosa di andare perché sono un tipo estroverso, e in genere quelle serate mi piacevano molto.

Per circa tre ore.

Inevitabilmente si faceva tardi e mi stancavo, mentre tutti i miei amici si facevano un altro giro. Diventavano rumorosi e sciocchi, e io mi irritavo sempre di più, aspettando che mio marito fosse pronto ad andar via per potermi buttare a letto.

In genere venivo presa in giro e qualcuno dava la colpa della mia stanchezza o della mancanza di affabilità alla gravidanza, ma non era solo perché ero incinta. Molto dipendeva dal fatto che gli altri bevevano e io no, e più bevevano più la conversazione tendeva a scadere. A dire la verità, mi annoiavo.

Apparentemente, secondo l’Huffington Post, è un fenomeno comune tra gli astemi:

“Può essere difficile guardare le persone prendere decisioni o dire cose che non avrebbero mai preso o detto da sobrie. Una cosa è quando hanno bevuto uno o due bicchieri di vino, ma quando si ubriacano è qualcosa di imbarazzante da guardare” ha detto Almog, che ha scelto di smettere di bere dopo aver lavorato per anni come paramedico e aver visto troppi incidenti provocati dall’abuso di alcool.

Tonnie Katz ha notato che quando le persone hanno bevuto molto “pensano che la loro conversazione abbia senso, quando in realtà è il contrario”.

Micah Smith ha detto che un numero sorprendente di suoi amici è “molto sentimentale” e inizierà a raccontare “a chiunque sia disposto ad ascoltarlo di essere orgoglioso della nostra amicizia, o quanto mi vuole bene”. Se la chiacchierata inizia piacevolmente, gli amici spesso superano i limiti e “divulgano troppe informazioni”, ha aggiunto.

È molto simile a ciò che ho sperimentato durante la prima gravidanza. Me ne sono ricordata bene venerdì sera, quando la conversazione ha iniziato a scadere e le persone che non bevevano (o che si limitavano a un drink o due) hanno iniziato a mostrare un sorriso gelido a me familiare.

Uno a uno, hanno iniziato a uscire. Le ho guardati andar via e mi sono sentita un po’ triste, pensando che tutta la questione sociale del bere – se non peccaminosa in sé – può sicuramente complicare la vita a chi non beve. E allora ho deciso di trascorrere la prossima serata senza un drink tra le mani, sia per rispetto nei confronti degli amici che hanno fatto la dura scelta di rinunciare all’alcool che per mostrare solidarietà a chi non ama bere. Socializzare è molto divertente anche senza alcool – e la cosa migliore è che nessuno si sveglia la mattina dopo col mal di testa.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni