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8 grandi santi che soffrivano di depressione ma non si sono mai arresi

LONELY MAN,BEACH
© Karuka | Shutterstock
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Potreste rimanere sorpresi leggendo i loro nomi

3 – Sant’Ignazio di Loyola

XVI secolo

IGNATIUS
Public Domain

La forte personalità del grande santo fondatore dei Gesuiti era anche incline a sentimenti di profonda inquietudine e sofferenza. Il senso di certezza e convinzione che mostra nella sua autobiografia (scritta in terza persona) non è arrivato facilmente. Dopo essersi convertito ha dovuto lottare contro un periodo duro di scrupolosità, termine che nell’ascesi cristiana si riferisce alla tentazione di sentirsi sempre in condizione di grave peccato per la minima mancanza personale nel compimento dei propri doveri e nel vivere le virtù. Questa prova è stata seguita da una depressione così grave che è arrivato a pensare al suicidio. Dio lo ha tirato fuori dall’abisso delle tenebre e della sofferenza interiore ispirandogli grandi cose da realizzare nella vita in nome di Cristo e della sua Chiesa.

Lo stesso Ignazio, nei suoi Esercizi Spirituali, definisce “desolazione” l’esperienza che ha affrontato: uno stato di grande inquitudine, irritabilità, sconforto, insicurezza riguardo a se stesso e alle proprie decisioni, dubbi che lo terrorizzavano, grande difficoltà nel perseverare nelle buone intenzioni… Secondo Ignazio, Dio non provoca la desolazione, ma la permette per “scuoterci” come peccatori e chiamarci alla conversione.

Sulla base della sua esperienza, Sant’Ignazio offre tre consigli per reagire alla desolazione: non desistere né alterare una buona risoluzione interiore; intensificare la conversazione con Dio, la meditazione e le buone azioni; perseverare con pazienza, perché la prova è strettamente limitata da Dio, che darà sollievo al momento opportuno. Ha scoperto, insomma, che la depressione può essere una grande sfida spirituale e un’ottima opportunità per crescere.

Questi consigli sono sempre perfettamente validi, ma oggi è fondamentale aggiungerne un quarto: cercare l’aiuto medico adeguato. I progressi della medicina mostrano chiaramente che nella maggior parte dei quadri realmente depressivi l’assistenza a livello psichiatrico è indispensabile per riequilibrare i neutrotrasmettitori, perché si tratta di una malattia propriamente detta e non solo di una “fase di tristezza”. La cura della depressione clinica ha due strade interdipendenti: il lavoro interiore personale, che può essere accompagnato da un buon psicologo o orientatore qualificato, e il lavoro della medicina, accompagnato da uno psichiatra serio e ben aggiornato.

4 – Santa Giovanna Francesca di Chantal

XVI secolo

GFDL-CC

Per otto anni visse felice il suo matrimonio con il barone di Chantal, ma quando il marito morì il suocero, vanitoso e testardo, la costrinse ad andare ad abitare con lui insieme ai tre figli, provocando una routine di continui dissapori, dure prove di pazienza e… depressione. Anziché cadere nell’autocommiserazione, come è purtroppo comune da sempre, Santa Giovanna scelse di mantenere l’allegria e di rispondere alla crudeltà del suocero con carità e comprensione.

Anche dopo aver stabilito un’amicizia cordiale e santa con il grande vescovo San Francesco di Sales e aver lavorato con lui per creare un ordine religioso per donne anziane, Giovanna continuava a sperimentare momenti di grande sofferenza e giudizio ingiusto, ma rispose sempre con gioia, duro lavoro e spirito rivolto a Dio.

A proposito, San Francesco di Sales ha un ottimo consiglio da offrire a chi subisce questa prova: “Rinfrancati con musiche spirituali, che spesso hanno costretto il demonio a porre fine ai suoi trucchi, come nel caso di Saul, il cui spirito maligno si è allontanato da lui quando Davide ha suonato la sua arpa davanti al re. È anche utile lavorare attivamente, e con tutta la varietà possibile, per allontanare la mente dalla causa della sua tristezza”.

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