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8 grandi santi che soffrivano di depressione ma non si sono mai arresi

LONELY MAN,BEACH
© Karuka | Shutterstock
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Potreste rimanere sorpresi leggendo i loro nomi

Perfino santi della statura morale di Madre Teresa di Calcutta, ammirata da credenti e non credenti, testimoniano di aver sofferto di qualcosa che suona sorprendente e forse scioccante per chi pensa che i santi vivano in una bolla di perfezione, lontani dalle preoccupazioni quotidiane che interessano gli esseri umani “comuni”: il concetto di “notte oscura dell’anima”.

Il più famoso approccio al tema è probabilmente quello del mistico spagnolo San Giovanni della Croce, Dottore della Chiesa, che descrive quella profonda specie di crisi spirituale nel suo celebre poema intitolato proprio La noche oscura del alma (La notte oscura dell’anima, XVI secolo).

Dio permette spesso la drastica prova dell’aridità spirituale, della mancanza totale di fervore sensibile, del dubbio riguardo alla Sua esistenza, della rivolta di fronte alle vicende ingiuste della vita, della disperazione davanti alla tragedia o anche alla routine che giorno dopo giorno, mese dopo mese, si riveste di un’insopportabile mancanza di senso.

Se Cristo stesso ha sperimentato il dramma del silenzio del Padre nella più nera di tutte le notti, al punto da supplicarlo di allontanare da Lui quel calice durante la preghiera nel Giardino degli Ulivi in attesa della Passione, perché presumere che Dio ci avrebbe risparmiato di sperimentare il dubbio radicale? Perché immaginare che ci avrebbe privato dell’opportunità di scegliere, in modo libero e volontario, di abbracciare la fede o di rifiutarla, di confidare in Lui o di respingerlo, di purificare l’amore o mantenerlo tiepido, fragile, basato su incentivi comodi e deboli?

Neanche la vocazione alla vita religiosa rende esente un cristiano dalla prova spirituale.

È chiaro che non sempre questa prova è la malattia fisica e psichica che oggi conosciamo come depressione, ma ci sono santi che per i sintomi descritti da loro stessi o da altri biografi molto probabilmente hanno affrontato questa situazione considerata oggi “il male del secolo”.

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