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11 audaci leader religiosi che salvarono gli ebrei durante la II Guerra Mondiale

GETTO WARSZAWSKIE
EAST NEWS
Żydzi w Getcie Warszawskim.
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In Polonia, se cercavi di aiutare un ebreo, la condanna era per la pena di morte. Eppure questo non ha fermato molti religiosi e religiose

Padre Stanisław Mazak (1906–1988)

Originario della zona alla frontiera orientale della Polonia, durante la guerra fu parroco a Szczurowice e Łopatyna (ora in Ucraina) e noto apicoltore. Aiutò a salvare più di una dozzina di ebrei offrendo loro un rifugio sicuro nella sua parrocchia e fabbricando per loro certificati di Battesimo. Nel 1984 è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni.

Padre Jan Wolski (1887–1942) e padre Władysław Grobelny (1887–1942)

Rispettivamente parroco e curato di Kobryń (oggi in Bielorussia), durante la guerra aiutarono gli ebrei del ghetto locale fabbricando certificati di Battesimo e organizzando la loro fuga. Furono i r
primi ad essere giustiziati dai nazisti insieme al rabbino durante la liquidazione del ghetto.

Padre Jan Pyzikiewicz (1901–1943)

Originario della regione di Mielec, durante la guerra era parroco di Lipnica Wielka. Organizzò una raccolta di cibo e abiti per gli ebrei del ghetto di Nowy Sącz. Arrestato dalla Gestapo, non si adoperò per essere rilasciato e venne spedito al campo di Auschwitz, dove morì.

Padre Emilian Kowcz (in ucraino Омеля́н Ковч) (1884–1944)

Pastore greco-cattolico della parrocchia di Przemyślany, durante la guerra fu internato nel campo di Majdanek, dove la sua vita fu una testimonianza toccante di aiuto ai cristiani di molte denominazioni e agli ebrei.

Battezzò altri internati, condivideva le sue esigue razioni di cibo con loro e offriva a tutti una parola di consolazione. Chiamato il “parroco di Majdanek”, morì poco prima della liberazione del campo. È stato beatificato nel 2001.

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