Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Per favore, aiutaci a mantenere questo servizio importante. IMPEGNATI ORA
Aleteia

Il vero motivo per cui vogliamo essere popolari

Pixabay
Condividi

Una profonda ferita del cuore...

Penso spesso che la fama non è ciò conta. La popolarità. Ma poi la cerco.

Oggi ci sono notizie che diventano virali in un momento e passano e muoiono rapidamente. Le reti sociali creano e distruggono la fama delle persone. Migliaia di followers. O nessuno.

Sorge l’interesse smisurato per persone di spicco. Ma poi la fama è effimera. Oggi ci sei, domani potresti essere scomparso.

Leggevo giorni fa quello che diceva Arnold Schwarzenegger: “Quando ero in una posizione importante mi facevano sempre i complimenti, quando l’ho persa si sono dimenticati di me e non hanno mantenuto le promesse. Non confidate nella vostra posizione né nella quantità di denaro che avete, né nel vostro potere o nella vostra intelligenza, perché non durerà. Non sarete sempre quello che credete di essere, nulla dura per sempre”.

A volte cerco la fama in modo inconsapevole. Voglio che mi seguano. Che mi riconoscano.

Quanti bambini oggi sognano di essere youtuber di successo! Di avere un canale proprio in cui poter far conoscere le loro idee e creare correnti d’opinione…

La fama è così vuota… Essere riconosciuti, seguiti… perché? Importa poco. La fama è così fragile…

Con le mie parole posso creare la buona o la cattiva fama degli altri. Parlo bene di qualcuno, lo raccomando. Diffondo la sua fama. Faccio sì che le sue parole e le sue azioni diventino popolari. Ma posso anche fare il contrario. Parlo male. La fama si perde.

Gesù non ha mai dato valore alla sua fama, e tuttavia in poco tempo la sua popolarità si è diffusa in tutta la Galilea. Gesù diventa famoso per i suoi miracoli, per le sue parole. Tutto è novità.

Che cambiamento dopo il silenzio e la pace di Nazareth! Quanto sarà stato stanco e allo stesso tempo felice! Alla fine poteva dare tutto ciò che aveva custodito nell’anima in quei trent’anni.

Non sarà stato facile stare con tanta gente tutti i giorni. Le persone lo seguivano perché avevano bisogno di qualcosa. Lo cercavano ovunque. Si faceva conoscere e tutti volevano essere curati.

Gesù guariva. Non era un uomo qualsiasi. Avevano bisogno di ascoltare le sue parole. È vero che parlava con un’autorità nuova. Compiva miracoli. Espelleva demoni. Parlavano bene di Lui. Faceva opere buone. Passava facendo il bene.

Ma era una fama che sarebbe durata poco. Si sarebbe infranta sulle mura di Gerusalemme, contro una croce sul Golgota.

La fama è fugace. La vita è così. Le persone ti cercano perché puoi dare qualcosa. O si aspettano qualcosa da te. Una parola, un consiglio, uno sguardo.

Cercano speranza, sogni. O cercano il mio denaro, la mia posizione influente, il potere che ho per il posto che occupo nella società. Gli amici, i contatti che ho. Le cose che so, perché la conoscenza è potere.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni

Milioni di lettori in tutto il mondo – compresi migliaia del Medio Oriente – contano su Aleteia per informarsi e cercare ispirazione e contenuti cristiani. Per favore, prendi in considerazione la possibilità di aiutare l'edizione araba con una piccola donazione.