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Don Fabio Rosini si confessa: il cancro ha cambiato la mia vita

Don Fabio Rosini, Dieci Parole
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Il sacerdote ricorda: in quei momenti ho chiesto aiuto a Chiara Corbella Petrillo. E lei..

La sua vita è cambiata, trasformata, rinata. Una svolta luminosa accompagnata dalla forza del Signore e dalla sconfitta della morte. In “L’arte di ricominciare” (edizioni San Paolo), Don Fabio Rosini si “confessa”. Racconta il cambiamento da lui avuto dopo aver annientato un carcinoma. Era il 2012. Il libro è un po’ il frutto di questa svolta.

«Ci tenevo ad iniziare a lavorare a questo libro il 13 luglio 2017. Esattamente cinque anni fa, in questo giorno, ho vissuto uno dei momenti più importanti della mia vita», ricorda Don Fabio.

La malattia

Era un mese esatto dal luminoso transito al cielo di Chiara Corbella Petrillo (13 giugno 2012), «mentre nella mia vita andavano in onda notti dolorose, ed ero in ospedale. Avevo chiesto l’aiuto dal cielo a questa ragazza meravigliosa, a cui avevo avuto la grazia di annunciare le Dieci Parole e altre cose, e con cui avevo ideato – assieme a suo marito Enrico Petrillo e ai miei collaboratori Angelo ed Elisa Carfì – la prima edizione del Corso di Preparazione Remota al Matrimonio, un corso poi ripetuto tante volte senza di lei, ma con la sua protezione evidente».

L’appello a Chiara

© Cristian Gennari

In una notte di un post-operatorio inaspettatamente doloroso, esasperato dal dolore fisico, Don Fabio ammette di aver chiesto il soccorso di Chiara. «Nel suo stile, non mi ha ottenuto neanche una virgola di riduzione del dolore. Mi ha ottenuto molto di più. Mi ha ottenuto il dono di ricominciare».

“La strada di tante grazie”

Quel carcinoma, osserva il sacerdote, «è stato la strada di tante grazie per la mia vita. In sé non è stato chissà cosa, e quello che mezzo secolo fa mi avrebbe fatto arrivare al cospetto del mio Signore, oggi la medicina lo riduce spesso ad una serie di precauzioni da mantenere; il dolore passa, ci si abitua alle miserie post-operatorie, e anche quelle poi piano piano si normalizzano e diventano un ricordo; così si ha il tempo per riprendere tutto in mano, e di andare oltre».

Uno scalpello benedetto da Dio

Ma esistenzialmente, prosegue Rosini, «quel cancro è stato uno scalpello benedetto di Dio. Mi ha salvato da alcuni errori marchiani che stavo facendo. Tutti dicono che sono cambiato da allora. Quasi tutti ne sono contenti; alcuni, purtroppo, no. Rivorrebbero il pre-tumorale eroico e muscolare».

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