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Perché non si dovrebbe sposare l’anima gemella

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Pixabay

Ashley Jonkman - pubblicato il 23/01/18

La testimonianza di una donna: solo il tempo, il lavoro e l'impegno possono unire davvero due anime

“Ma è la mia anima gemella?”

Mi ponevo ripetutamente questa domanda man mano che il mio fidanzamento con quello che oggi è mio marito andava avanti. Dopo qualche mese da fidanzati ho posto fine al rapporto con lui perché non ero sicura di avere la risposta esatta.

Mi sono pentita di questa decisione per molti motivi e siamo tornati insieme, ma la domanda continuava a tormentarmi – e se non fossimo stati anime gemelle? E se non fossimo stati destinati a stare insieme, predestinati in virtù delle nostre anime che si corrispondevano? Eravamo chiaramente compatibili in molti modi… siamo entrambi musicisti, e condividiamo l’aspetto più importante della nostra vita: la nostra fede. Mi preoccupavo, però, del fatto che mancasse qualche sorta di sigillo mistico di approvazione, una prova che le nostre anime erano predestinate a stare insieme molto tempo prima di esserci incontrati.

Ero curiosa di sapere perché c’erano molti aspetti in cui eravamo diametralmente opposti: dopo una lunga settimana, lui voleva solo rilassarsi a casa mentre io ero pronta a esplorare il mondo. I suoi gusti in fatto di film erano piuttosto “militaristi”, mentre io preferisco le commedie. Il nostro rapporto era instabile, in larga misura perché avevo aspettative irrealistiche su come dovesse essere una relazione perfetta. Ho compilato un profilo di fidanzamento online prima di conoscerlo, e l’infinità di opzioni di incontro mi ha dato l’impressione che ci fosse sempre un’altra possibilità dietro l’angolo.

Le persone che cercano oggi l’amore possono avere davvero molte opzioni. Hanno innumerevoli app e siti a disposizione che permettono tutto, dai contatti alla ricerca di un partner per la vita. Possono riescrivere all’infinito il proprio profilo, cercando continuamente di garantire che attireranno la persona giusta.

Applicazioni come Tinder possono far sì che le persone pensino che tutto ciò che serve è uno sguardo per decidere se qualcuno è degno di un rapporto. Mi chiedo se ero stata colpevole di aver allontanato – e respinto – mentalmente potenziali compagni in passato, aspettando sempre arrivasse qualcuno un po’ più perfetto.

Prima di conoscere mio marito i miei rapporti più duraturi sono durati solo qualche mese. Appena trovavo un aspetto sgradevole mettevo subito fine alla relazione. Se lui amava troppo lo sport o se a volte aveva i capelli unti era finito. Cercavo una persona che soddisfacesse la mia lunga lista di aspettative, e il nuovo mondo della tecnologia del fidanzamento favoriva questa fantasia.

“Erano abbastanza validi per me?”, mi chiedevo. Secondo me ero ottima, e qualsiasi persona di cui mi innamorassi doveva essere perfetta. Avevo una lunga lista di criteri che un marito doveva soddisfare, e pensavo di essere nel giusto – gli atteggiamenti contemporanei sul fidanzamento implicano che tutti abbiano una combinazione perfetta, e i siti di fidanzamento online promettono di verificare ciascuno di questi criteri. È superfluo dire che il mio orgoglio era un problema. Questo atteggiamento alla “Cosa possono darmi?” era pregiudizievole e distruttivo, e pigro. Costruire un rapporto significa davvero costruire qualcosa. Bisogna lavorare. E anch’io dovevo fare la mia parte, e questo significava riconoscere che tutti al mondo – anche un uomo che in un sito sembra perfetto – hanno dei difetti. Significava riconoscere che anch’io ho dei difetti che gli altri dovrebbero tollerare.

Mio marito ed io ci siamo riconciliati, e ho deciso per la prima volta di affrontare il fatto che non era perfetto – e che non lo sono neanch’io.

Man mano che il nostro rapporto diventava più serio, lottavo ancora con la questione dell’anima gemella, e ho cercato il consiglio di amici più grandi, più saggi e felicemente sposati da tempo. Un’amica mi ha ricordato che ci sarà sempre qualcuno dall’aspetto migliore, più ricco, più divertente, più atletico ecc. di suo marito, ma si sono scelti per la vita, e la vita che stavano costruendo insieme non avrebbe fatto che addolcirsi col tempo. Ne era assolutamente certa.

In un matrimonio ci sono dei periodi. A volte sono stressanti e agitati, come le quattro o cinque volte in cui ci siamo trasferiti in cinque anni. A volte sono pieni di divertimento, e ci rallegriamo della benedizione del nostro matrimonio, davvero grati l’uno per l’altra.

Arrivare ai tempi buoni, però, richiede molto lavoro. Studio, carriera, figli, finanze, una casa e altri milioni di obblighi sono sempre presenti.

Mi sento più legata a mio marito quando ci prendiamo del tempo per noi – quando scegliamo di trascorrere il tempo insieme o di lavorare sulla comunicazione, o quando affrontiamo un progetto o un problema insieme. Quando lavoriamo attivamente per servirci, l’amore cresce. Quando usciamo dalla nostra strada per fare cose uno per l’altro, il nostro sentimento d’amore aumenta. È questo lavoro che ci avvicina, e che avvicina le nostre anime.

Posso dire onestamente di amare mio marito dieci volte di più che nel giorno del matrimonio, solo sei anni fa. La ricchezza del nostro rapporto è aumentata accogliendo la nascita dei nostri figli, costruendoci una nuova vita in un nuovo Stato (più spesso di quanto avremmo voluto), lavorando attraverso il conflitto e perdonandoci a vicenda. Chiaramente ci sono stati molti momenti difficili, e ci sono state delle volte in cui mi sono chiesta se non potesse esserci qualcuno migliore là fuori.

E forse in un’app esiste. Scommetto che là fuori c’è qualcuno che gioca meglio a basket o è un cuoco migliore di mio marito. Da qualche parte può esserci qualcuno che può sembrare “migliore”, ma queste persone apparentemente superiori avranno senz’altro i propri difetti. Forse quegli uomini non saranno allegri, rapidi nel perdonare o avventurosi come mio marito. E al di là di questo, lui è mio e io sono sua, e ci siamo impegnati a lavorare su questo. Quando ci si sposa si impara che non ci sono anime gemelle, perché un’anima gemella sarebbe un partner ideale, perfetto, e nessuno a questo mondo è perfetto.

La dolcezza della nostra amicizia non ha fatto che crescere col tempo. Questo è vero per molte coppie. Non sono certa di poter dire dopo solo qualche anno di matrimonio che mio marito sia la mia anima gemella. È il lavoro per perdonare i difetti reciproci e il cercare di affrontare i propri che crea un vincolo e un’intimità che semplicemente non esistono fin dal primo momento. Abbiamo scelto di vivere insieme; abbiamo scelto di unire per sempre le nostre anime. È questo che un giorno ci renderà anime gemelle.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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