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Le mortificazioni per ottenere la pazienza

Ollyy / Shutterstock
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E se scegliessimo solo un punto della lista da mettere in pratica questa settimana?

Ci sono vari modi per vivere la pazienza: oltre a sostenere, saper aspettare, saper tacere, saper parlare. Oggi parleremo delle mortificazioni per ottenere la pazienza.

Ecco alcune delle mortificazioni che possiamo offrire quotidianamente a Dio:

  • Fare lo sforzo di ascoltare pazientemente tutti (almeno per un po’), senza spegnere il sorriso sulle labbra o mostrare noia o indifferenza;
  • Non commentare in ogni momento e con tutti, senza un motivo plausibile o la necessità, i nostri dolori e malesseri, proponendoci fermamente di non lamentarci della salute, del caldo, del freddo, della folla sull’autobus o in metropolitana…;
  • Rinunciare decisamente a utilizzare frasi tipiche del dizionario come: “Lo fai sempre”, “Un’altra volta!”, “Sono stanco”;
  • Evitare richieste insistenti e antipatiche e prodigarsi ad aiutare gli altri;
  • Non concentrarsi sulle piccole abitudini negative degli altri;
  • Saper ripetere con calma le proprie spiegazioni a chi non capisce;
  • Accettare con gioia le contrarietà;
  • Non lamentarsi…

Dopo aver identificato le situazioni che ci rendono impazienti, dobbiamo sforzarci di essere pazienti proprio in queste situazioni. Nella maggior parte dei casi dovremo dare più del nostro 100%, e proprio per questo la mortificazione è un sacrificarsi.

Un piccolo esempio

Una madre impaziente iniziò a pregare. Una donna dai nervi fragili si era proposta di recitare alla Madonna la giaculatoria “Madre della Misericordia, prega per noi (per me e per quel bambino monello!)” a ogni grido dei bambini. Quando iniziava a sorgere una crisi coniugale aveva preparato una preghiera specifica che diceva: “Dio mio, che io veda lì la croce e sappia offrirti questa contrarietà! Regina della Pace, prega per noi!” E quando si sentiva snervata e brusca diceva: “Maria, vita, dolcezza e speranza nostra, prega per me!” Poi commentava con un certo stupore: “Sapete che funziona? Mi sento più calma!” E lo era davvero, ha raccontato padre Francisco Faus.

“Raccomando di avere calma con i figli, di non dar loro uno schiaffo per una sciocchezza. I figli si irritano, voi vi arrabbiate, soffrite perché li amate molto e per giunta dovete anche calmarvi. Abbiate un po’ di pazienza, rimproverateli quando l’irritazione è ormai passata, e senza che ci sia nessun altro presente. Non li umiliate davanti ai fratelli. Parlate con loro presentando alcune ragioni, perché si rendano conto che devono agire in un altro modo, perché così fanno cosa gradita a Dio” (San Josemaría Escrivá).

Quando iniziamo a meditare sulle nostre impazienze, scopriamo che l’unica cosa che le persone ci chiedono in continuazione (anche quando non chiedono nulla) è proprio il nostro amore. In realtà, tutti gli esercizi di pazienza consistono in esercizi d’amore.

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Tags:
pazienza
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