Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

“Let it Be”: la verità dietro la visita della Vergine Maria a Paul McCartney

Condividi

“Quando mi trovo in momenti di sconforto, Madre Maria viene da me con parole sagge. Lascia che sia”

La canzone avrebbe preso forma per la prima volta nel gennaio 1969, durante le tortuose sessioni di quello che allora era noto come Get Back, un progetto multimediale che combinava una specie di televisione con un album in diretta. I rapporti tra i Beatles erano ancor più tesi che durante la registrazione dello White Album sei mesi prima, e McCartney sentiva che il gruppo si stava sfaldando in modo irrimediabile. Fortunatamente, il suo morale si vide rafforzato dalla nuova donna della sua vita, la sua futura moglie Linda Eastman. “Non molto tempo dopo quel sogno mi sono sposato con Linda, che è stata la mia salvezza”, ha ricordato Paul. “Si potrebbe dire che sia come se me l’avesse mandata mia madre”.

L’esperienza del Get Back fu così sgradevole che i nastri rimasero in una scatola per un anno, durante il quale i Beatles riuscirono a registrare un ultimo album, Abbey Road, chiamato così in onore del loro luogo creativo per eccellenza. McCartney vi sarebbe tornato il 4 gennaio 1970 con George Harrison e Ringo Starr per dare il tocco finale al Let It Be che avevano registrato in precedenza. Per via delle circostanze relative al loro allontanamento, Lennon era assente alla sessione. Al suo posto, Linda rimase al fianco di McCartney per incoraggiarlo e dargli un sostegno creativo.

“Quella canzone è una delle prime cose che Linda e io abbiamo fatto a livello musicale”, ha ricordato l’ex Beatle. “Anche se Linda non era una cantante professionista, l’avevo sentita cantare in casa e sapevo che riusciva a mantenere una nota e a cantare in modo acuto. E allora ci ho provato e ha funzionato, ed è rimasto nella registrazione. Si può ascoltare ancora oggi”. Anche Harrison ha contribuito con i cori e un nuovo assolo alla chitarra, concludendo così l’ultima sessione dei Beatles come gruppo.

Let It Be è stato l’ultimo singolo della band prima dell’annuncio della separazione in aprile, e ha dato anche il nome all’LP di canto del cigno uscito un mese dopo. Da allora è diventato un inno moderno amato da tutti che porta allegria e ispirazione a milioni di persone. Nel 1986 è stato scelto come cameo al concerto di star Live Aid a Londra, trasmettendo il messaggio celeste di fede di Maria in tutto il mondo. Il brano ha portato consolazione al suo autore ancora una volta nel 1998, quando una folla di 700 persone l’ha cantata al funerale di Linda, che aveva perso la sua lotta contro un tumore al seno. Per McCartney è stato un’eco commovente della tragedia che ha vissuto da bambino, ma la musica ha continuato ad aiutarlo.

Nonostante il suo intenso significato personale, McCartney ha mantenuto un atteggiamento benevolo nei confronti delle interpretazioni più pie della canzone. “’Madre Maria’ lo trasforma in qualcosa di quasi religioso, ma non mi importa”, ha confessato a Miles. “Mi fa piacere che la gente voglia usarlo per sostenere la propria fede. Non ho alcun problema con questo fatto. Credo che sia stupendo avere qualche tipo di fede, soprattutto nel mondo in cui viviamo”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni