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“Dio, darei la vita per salvare questi bambini!”

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La storia dell’uomo che ha inventato il “baby box” per salvare i neonati abbandonati

Dio ha “adottato” me. Per questo io do tutta la mia vita per salvare questo piccoli abbandonati. La storia di Lee Jong-rak non può non toccare le fibre più profonde dell’anima e della coscienza umana. Tanto che la sua testimonianza di vita, universalmente riconosciuta, è diventata un docu-film girato a Seul, in Corea del Sud. The Drop Box” ha portato alla luce un problema non secondario come l’abbandono dei neonati nei primissimi giorni di vita.

Neonati abbandonati
In tutto il mondo, sono centinaia di migliaia i neonati abbandonati ogni anno da madri che non possono o non vogliono prendersi cura di loro. Così dal 1998, l’uomo, un pastore cristiano, ha accolto nella propria abitazione decine e decine di neonati, molti dei quali affetti da gravi disabilità. E li ha curati grazie all’aiuto della moglie Chun-ja e di un piccolo staff di “angeli” che si prodigano 24 ore su 24 nella cura dei bimbi che arrivano grazie al loro “baby box”.

Geniale accoglienza
Tramite un piccolo cubo appositamente posizionato su un lato della casa – il “drop box” del titolo del film – i genitori dei piccoli, spesso inattesi o con gravi deformazioni fisiche, possono affidarli alle cure della famiglia Lee. Un’idea semplice e allo stesso tempo geniale, presente anche in alcuni ospedali italiani, che ha consentito al pastore coreano di salvare la vita di tantissimi bimbi che altrimenti sarebbero finiti sulla strada.

La storia personale e il film
Dietro questa scelta di vita, c’è una motivazione dolorosamente personale: poco meno di 30 anni fa, la moglie di Lee diede alla luce un bambino talmente sfigurato che lui decise di nasconderglielo per un mese, nella speranza di riuscire a trovare un modo per spiegarle che il loro unico figlio, tutt’oggi ancora in vita, era nato gravemente malato. Quasi per caso, l’eco della missione umanitaria del sacerdote è arrivata negli Stati Uniti. Nel 2011, dopo aver letto un articolo sul Los Angeles Times dedicato a Lee Jong-rak, il regista Brian Ivie e i co-produttori Will Tober e Bryce Komae, all’epoca ancora studenti in un’università californiana, decisero di raccogliere i fondi necessari per documentare questa incredibile storia di coraggio e sacrificio. Il risultato è The Drop Box, che negli Stati Uniti sarà distribuito nelle sale dal 3 al 5 marzo: un documentario intenso, a tratti straziante, ma comunque ricco di speranza. In un’epoca dominata dalla “cultura dell’io”, la dedizione di un uomo che ha dedicato la propria vita agli altri brilla più di mille stelle. (Yahoo Cinema, 30 gennaio)

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