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Presidente della Conferenza Episcopale Australiana: “La cultura della segretezza ha portato a una sofferenza superflua”

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Le raccomandazioni della Royal Commission includono l’abbandono del celibato e del segreto della confessione

Venerdì 15 dicembre è stato reso pubblico il rapporto finale della Royal Commission into Institutional Responses to Child Sex Abuse, che consta di 17 volumi con 189 nuove raccomandazioni che si uniscono alle 409 che la Commissione aveva già elaborato.

Il presidente della Conferenza Episcopale Australiana, l’arcivescovo Denis Hart, ha affermato che il rapporto mostra il modo in cui molte istituzioni diverse, inclusa la Chiesa cattolica, hanno fallito nel proteggere i bambini nel corso della storia.

“È un passato vergognoso in cui una cultura predominante di segretezza e autoprotezione ha condotto alla sofferenza superflua di molte vittime e delle loro famiglie”, ha sottolineato il presule.

“Ancora una volta, ribadisco la mia richiesta di perdono incondizionata per questa sofferenza e l’impegno a garantire la giustizia per le vittime”.

La dichiarazione dell’arcivescovo Hart ha riconosciuto che molte delle raccomandazioni della Commissione influirebbero sul modo in cui opera la Chiesa in Australia.

Tra le raccomandazioni, figurano anche le questioni relative al celibato sacerdotale e al segreto della confessione.

Suor Ruth Durick, OSU, presidente di Catholic Religious Australia, ha affermato che gli ordini religiosi di tutta l’Australia si impegnano a portare avanti il lavoro degli ultimi anni per assicurare un futuro in cui la sicurezza e la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili siano al primo posto.

“Riconosciamo con gratitudine il coraggio di tutti i sopravvissuti che si sono presentati davanti alla Royal Commission”, ha affermato suor Ruth. “Prenderemo molto seriamente il rapporto della Commissione”.

Sia lei che l’arcivescovo hanno affermato che la Chiesa continuerà a promuovere l’introduzione di un programma nazionale di riparazione per i sopravvissuti agli abusi sessuali infantili.

Il cardinale George Pell è uno di coloro che affrontano accuse di abusi sessuali. Il porporato difende la sua innocenza e a giugno ha affermato che desiderava avere l’occasione in tribunale per togliere ogni macchia dal suo nome.

Anche il Vaticano ha pubblicato una dichiarazione:

Il rapporto finale della Royal Commission into Institutional Responses to Child Sex Abuse in Australia è il risultato degli accurati sforzi compiuti dalla Commissione negli ultimi anni e merita di essere studiato approfonditamente.

La Santa Sede resta vicina alla Chiesa cattolica in Australia – fedeli laici, religiosi e clero – mentre ascolta e accompagna le vittime e i sopravvissuti nello sforzo di portare guarigione e giustizia.

Nel suo recente incontro con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, Papa Francesco ha affermato che la Chiesa è chiamata ad essere luogo di compassione, soprattutto per coloro che hanno sofferto, e ha ribadito che la Chiesa è impegnata nell’assicurare ambienti che garantiscono la protezione di tutti bambini e adulti vulnerabili.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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