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Louis Braille, il musicista cattolico cieco che ha permesso la lettura tattile

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Inventò il suo metodo di lettura e scrittura usando lo stesso strumento che gli era costato la vista

Quando terminò gli studi, venne invitato a restare per aiutare l’insegnante. Lo nominarono professore quando aveva appena 24 anni. Per la maggior parte della sua vita insegnò Storia, Geometria e Algebra all’Istituto.

Quest’ultimo, però, non accettò il sistema di scrittura di Braille. I successori di Haüy erano ostili nei confronti di questa invenzione, il preside, Alexandre François-René Pignier, venne licenziato per il fatto di avere un libro di Storia tradotto in Braille.

Louis Braille morì di tubercolosi a 43 anni. Due anni dopo la sua morte l’Istituto adottò finalmente su insistenza degli studenti il suo sistema, che in seguito si diffuse in tutto il mondo francofono.

Nel 1873 si svolse la prima conferenza pan-europea per insegnanti di non vedenti, e il medico britannico cieco Thomas Rhodes Armitage sostenne in quell’occasione il metodo Braille, che divenne sempre più popolare nel mondo. Il direttore della California School for the Blind, Richard Slating French, disse che “reca il sigillo di un genio, come l’alfabeto romano”.

Ora, quasi due secoli dopo che Louis Braille iniziò a unire i puntini, il sistema Braille è ancora un importante strumento di comunicazione. Si ritrova nei tasti degli ascensori e nella segnaletica pubblica, e si è fatto strada perfino nella tecnologia, con l’e-mail RoboBraille e il Codice Nemeth Braille per la Matematica.

T.S. Eliot ha scritto: “Forse l’omaggio più duraturo alla memoria di Louis Braille è l’onore semi-cosciente che gli rendiamo applicando il suo nome al metodo che ha inventato – e in questo Paese [la Gran Bretagna] adattando la pronuncia del suo nome alla nostra lingua. Onoriamo Braille quando parliamo del metodo Braille. Il suo ricordo in questo modo è molto più tangibile di quello di molti altri uomini famosi nella loro epoca”.

Quando guardate un segno in Braille, dite una preghiera per l’uomo che lo ha creato, trasformando la tragedia che lo aveva colpito nell’infanzia in una benedizione per milioni di persone per le quali è “sempre buio”. Possa la luce perpetua splendere su Louis Braille.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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