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Come affrontare il bombardamento di informazioni nei social media?

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Mal di testa, stress e malumore, che appaiono in modo repentino, possono essere associati a questa realtà informativa

Di Ioná Piva

Ho sentito spesso amici e parenti dire che si sono “presi una pausa dalle reti sociali”. Si sono stancati di gestire la vita reale più quella virtuale. Si sono stancati di consumare contenuti in modo frenetico e di non sapere cosa farsene.

Non capiamo quanto siamo costantemente circondati da informazioni. Gli aggiornamenti sono continui, con e-mail e immagini, mentre allo stesso tempo svolgiamo i compiti quotidiani come lavorare e studiare. Come fa il nostro cervello a sopportare questa situazione? Siamo accecati da tanti contenuti! Anziché essere aiutati ci sentiamo perduti, attoniti.

Perdiamo la concentrazione e la memoria. Ci fermiamo a un livello superficiale con scarsa capacità di interpretazione. Viviamo nell’ansia, con abitudini immediate, senza la pazienza per aspettare un solo secondo. Dati recenti mostrano che l’88% dei brasiliani guarda la televisione e naviga in Internet allo stesso tempo, secondo Ibope. Lo smartphone è il dispositivo più usato (65%), seguito da computer (28%) e tablet (8%).

Quante volte ci sentiamo ignorati durante una conversazione perché perdiamo la gara contro il cellulare? Chi è più importante, la persona che abbiamo davanti o qualcuno che ci chiama da chilometri di distanza? Conseguenze della vita moderna. Quando si riesce a tornare alla questione di cui si stava parlando si sono già perse molte cose.

E pensare che i nostri genitori e i nostri nonni sono sopravvissuti senza questa valanga di parole, e noi ci sentiamo in colpa per non riuscirci ad adeguare a questa vita! Tempi nuovi… Mal di testa, stress e malumore che compaiono in modo repentino possono essere associati a questa realtà informativa. L’aspetto più contraddittorio è che dovremmo rallegrarci, festeggiare per la diffusione delle informazioni, per il fatto che la tecnologia ci permetta di spezzare barriere fisiche e temporali, ma al contrario cadiamo in un buco oscuro in cui ci viene gettata terra sulla testa.

Cosa conservare e cosa scartare?

C’è chi se ne approfitta, cercando di accecarci ancor di più. Come strategia, queste informazioni eccessive vengono utilizzate per sviare l’attenzione da ciò che conta davvero, da questioni che potrebbero essere discusse in modo democratico nella nostra società. Si banalizza per nascondere ciò che di fatto fa la differenza.

Di fronte alle varie opzioni, cosa conservare e cosa scartare? La quantità di notizie false diffuse quotidianamente su Internet obbliga il cittadino a essere in grado di distinguere la bugia dalla verità. Lo stile giornalistico viene copiato, ma senza la minima responsabilità e il minimo impegno, generando confusione nella testa di chi legge, visto che sono coinvolti personalità politiche, cantanti, ecc.

Sta a noi cercare di stabilire una scala di priorità per non perdere tempo in sciocchezze, lasciandoci influenzare in modo negativo. Analizzare, fare un bel respiro e andare avanti può essere un’alternativa. Mettiamola in pratica!

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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