Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
mercoledì 02 Dicembre |
Beato Charles de Foucauld
home iconChiesa
line break icon

Come riconoscere se il vostro parroco è un furbacchione

PRETE PARADISO SPIRITO

Shutterstock/ ra2studio

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 04/10/17

Ecco i suggerimenti dell'arcivescovo di Milano per identificare gli atteggiamenti di una vocazione non molto sentita

Pensi che il tuo sia un prete furbo? Ecco allora come riconoscerlo. E’ una sorta di vademecum quello che ci consegna monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, in “Reverendo che maniere. Piccolo Galateo Pastorale” (edizioni San Paolo).

«I preti furbi – ammonisce Delpini – sono quelli che si immaginano di trovare nell’essere preti quella funzione che nasconda la timidezza, quella posizione che soddisfi l’ambizione, quella libertà d’azione che consenta di realizzare i sogni più originali, per non dire un po’ strambi».

ACCECATI DAL CARRIERISMO

Alcuni esercitano la loro furbizia nel conseguire scopi ai quali tengono molto, anche se c’entrano poco con il ministero loro affidato: coltivano il desiderio di conseguire il titolo di direttore all’università di Atene, di sentire elogiato un loro scritto dai sapienti di Alessandria, di legare il loro nome all’edificazione di una basilica sproporzionata, di mostrare la collezione di cimeli esotici riportati dai loro viaggi in Arabia o in Pannonia oppure aspirano ad assumere incarichi che, secondo l’opinione del mondo, sono più dotati di prestigio o di insegne.




Leggi anche:
Che fare se il mio parroco si comporta come un dittatore?

SI GIUSTIFICANO IN OGNI MODO

Prima o poi i preti furbi arrivano là dove vogliono, anche a prezzo di trascurare con raffinate e incontrovertibili argomentazioni i servizi più abituali richiesti dall’esercizio del ministero, come visitare gli infermi, consolare gli afflitti, prendersi cura dei piccoli, essere disponibili per tutti.

DELEGANO SEMPRE AI PIU’ GIOVANI

Alcuni esercitano la loro furbizia difendendo la loro tranquillità, nonostante l’incalzare delle esigenze del ministero: nel loro calendario le date più certe e indiscutibili sono quelle delle vacanze; se hanno bisogno di collaboratori, sanno come pretenderli, senza considerare che altri ne potrebbero avere più bisogno e le forze disponibili sono limitate; se ci sono aspetti troppo difficili nel loro ministero, trovano modo di affidarli ai più giovani e ai più deboli, per poi lamentarsi di «questi preti giovani che non sono più come una volta…».




Leggi anche:
Come amare il tuo parroco anche quando non ti “piace”

SI GARANTISCONO UNA RICCHEZZA PERSONALE

Se viene loro chiesto di sporgersi per un gesto di generosità o d’essere disponibili per un altro incarico fanno presenti tali difficoltà e pongono tali condizioni che anche il vescovo si scoraggia e non oserà più in futuro fare altre proposte; amministrano i loro beni e quelli della comunità con tale raffinata perizia da garantirsi persino la ricchezza, indifferenti a quanto bene potrebbero fare a favore dei preti e delle comunità più povere e dei bisogni di tanti.

RAGGIRANO I VESCOVI

Alcuni, dopo aver dichiarato e promesso e confermato ripetutamente negli anni di preparazione al ministero il desiderio e la convinzione di collaborare con il vescovo a servizio di questa Chiesa, appena ricevono un incarico ne diventano insindacabili padroni e lo svolgono con loro itinerari e metodi, come avessero la sicurezza di aprire al Vangelo vie infallibili, senza più badare alle indicazioni del vescovo, se non per esprimere scetticismo o confermarsi nell’idea di saper fare di meglio.

Quando il vescovo invita i giovani per commentare loro le Scritture, propongono un pellegrinaggio, e quando il vescovo sottolinea l’importanza dell’educazione, insistono che è più urgente cercare casa per i vagabondi, e così via.




Leggi anche:
A volte il mio parroco affida l’omelia ai laici…

“NON GIUDICARE GLI ALTRI”

«Dobbiamo ringraziare il Signore, diletti fratelli e figli – conclude Delpini – per il fatto che il nostro presbiterio sia composto di preti tra i più zelanti; e dobbiamo respingere la tentazione di giudicare gli altri».

ACQUISTA QUI IL VOLUME

Tags:
falsi sacerdotiparrocoprete
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
POPE FRANCIS ON CHRISTMAS
Giovanni Marcotullio
Non esiste alcuna “Messa di Mezzanotte”... sì...
Aleteia
Foto incredibili di santa Teresa di Lisieux s...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
PIAZZA SPAGNA
Gelsomino Del Guercio
Papa Francesco sceglie la prudenza, niente pi...
MESSA NATALE
Gelsomino Del Guercio
Messa di Natale in sicurezza, i vescovi itali...
Silvia Lucchetti
Remo Girone e la fede ritrovata dopo la malat...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni