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“Dopo tre tentativi di suicidio ho trovato la pace a Medjugorje”

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Io ti benedico - pubblicato il 27/09/17

di Paolo Ghisleni

Gabriella Belotti ha avuto una vita difficile: la sua storia è stata schiacciata dal dolore, segnata dalla scomparsa delle persone care: perse la madre da bambina, poi il padre, l’amore della sua vita Roberto e il figlio, morto nel suo grembo prima di nascere. Seguì la disperazione, accompagnata da tre tentativi di suicidio. Poi, però, cominciò a vedere dei segni che le arrivavano da Roberto e che l’hanno portata a Medjugorje, dove ha trovato la pace e ha ritrovato Dio.

“La mia vita è stata segnata dal dolore. Dopo aver perso le persone a me più care, i miei genitori, mio marito Roberto, l’amore della mia vita, e nostro figlio, morto prima di nascere, ho pensato di impazzire. Ero in preda alla disperazione, ma Roberto non mi ha mai lasciata sola: ho cominciato a notare dei segni, che lui mi mandava e che mi hanno portato dalla Madonna di Medjugorje, dove ho trovato la pace e riscoperto Dio”.

Con queste parole Maria Gabriella Belotti, di Gorlago, comincia a illustrare la sua storia, la storia della sua rinascita dopo tanta sofferenza, contenuta nel suo libro “Tu sei qui!!!” (Future Media).

Gabriella Belotti spiega: “Da bambina, all’età di 5 anni, ho perso mia madre in un incidente stradale: ha sacrificato la sua vita per salvarmi. Erano circa le 20 del 4 ottobre 1966, io e mia mamma eravamo andate a trovare mio padre sul luogo in cui stava lavorando per costruire una nuova casa, dove saremmo andati a vivere. Aveva immaginato come realizzarla per la sua famiglia con tanto amore. Siamo arrivate in motocicletta al cantiere e lei è scesa per andare a salutarlo, mentre io mi ero appisolata sul serbatoio. Tutto era tranquillo, fino a quando, all’improvviso, sulla strada è comparsa un’automobile e mia madre l’ha vista avvicinarsi a me a grande velocità. Ha avuto solo il tempo di urlare ‘Mio Dio, la bambina!’, e subito si è precipitata verso di me e mi ha sollevato sopra la sua testa. Mio padre ha assistito alla scena: ha visto mia madre lanciarmi in aria mentre il suo corpo finiva attorno alla ringhiera, accartocciato dall’auto impazzita, mentre la motocicletta ha fatto un volo di 80 metri. È successo tutto in pochi secondi, è stato un attimo che ha cambiato per sempre la mia vita. Mia madre era morta a 41 anni, solo due giorni dopo il mio compleanno. In quel tratto la strada era rettilinea e noi eravamo contro la recinzione, mi chiedevo in continuazione perché era accaduto tutto questo. L’autista che ci aveva investite fece 18 mesi di carcere, poco più di un anno, e gli venne ritirata la patente. Non l’abbiamo visto e nemmeno ci ha mai fatto un cenno di scuse per quello che ci aveva fatto”.

Dopo la perdita della madre, Gabriella andò in collegio. La signora Belotti prosegue: “Mio padre faceva il fotografo e nel tempo libero doveva dedicarsi al lavoro per la costruzione della nuova casa, non sarebbe riuscito a occuparsi di me e della mie altre tre sorelle. Eravamo due bambine e due adolescenti. Io e la mia sorellina, così, andammo in collegio. Ho sofferto molto la separazione dalla mia famiglia, spesso mi sentivo sola e triste. Dopo 9 anni tornai a casa e, insieme a mio padre, vissi anni felici fino a quando, in seguito a un arresto cardiaco, la notte del 3 maggio 1984, mio papà morì tenendomi la mano. Avevo temuto la sua scomparsa fin dall’infanzia e ora era successo. Poco dopo, il matrimonio con il mio primo marito, che non aveva convinto mio padre, finì perché io cercavo una famiglia mentre lui pensava soprattutto al pallone e alla sua vita. Quindi, mi dedicai profondamente al lavoro”.

Dopo un periodo difficile, però, trovò l’amore della sua vita. Gabriella spiega: “Il 18 giugno, giorno di compleanno di papà, decisi di cambiare auto. In concessionaria incontrai Roberto, con cui ci scambiammo alcune battute sull’auto che avevo scelto, prendemmo un caffè insieme e cominciammo a frequentarci. Era l’uomo perfetto: avevamo molte passioni in comune e anche lui voleva formare una famiglia dopo la fine di un matrimonio precedente. Eravamo molto felici e sette anni dopo abbiamo convolato a nozze. Decidemmo di acquistare una casa in Sardegna, a Porto San Paolo. È stato un periodo sereno fino a quando, dopo 18 mesi di matrimonio, Roberto morì in un incidente stradale il 1 dicembre 2008. Ero disperata, mi sembrava di impazzire. Cominciai a bere e per tre volte tentai di suicidarmi, fermata solo dall’immagine della nostra cagnolina Brici che, poi, morì a causa di una malattia”.

Accanto a tutta questa sofferenza, Gabriella cominciò a notare “strane” coincidenze. La signora Belotti afferma: “Iniziai a vedere dappertutto l’automobile di Roberto, a sentire il suo nome ovunque, a scorgere cuori di pietre e cuori di vetro. Imparai a decodificare questi segni, che divennero un linguaggio naturale e l’unica cosa che mi tennero viva. Sono i segni che poi mi hanno portato a Medjugorje”.

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Tags:
medjugorjetestimonianze di vita e di fede
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