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Meditazione sul Rosario di chi cerca lavoro

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Mr Nixon | Shutterstock

Elizabeth Scalia - Aleteia USA - pubblicato il 22/09/17

Quando si è disoccupati, questi misteri aiutano a filtrare il dolore e lo stress attraverso la sofferenza di Cristo

[Nel suo articolo sulle pratiche cristiane sul posto di lavoro, David Mills scrive di una compagnia che “di recente ha licenziato molti impiegati un lunedì mattina, dando loro 15 minuti per liberare le scrivanie prima di cacciarli dall’edificio. Un uomo lavorava in quella casa editrice da vent’anni ed è stato ricompensato in questo modo. È stato perfino peggio di quanto si pensi”. Il suo articolo mi ha fatto venire in mente questa meditazione sul Rosario per chi ha perso il proprio impiego e sta affrontando il difficile processo di trovare un nuovo lavoro. N.d.e.]

La preghiera è potente. Quando tutto crolla, la preghiera resta salda. Ciascuno di noi si può ritrovare all’improvviso fuori dal posto di lavoro, e analizzare le opportunità di impiego con una speranza che diminuisce e un crescente senso di impotenza può influire davvero sia sull’ego che sullo spirito. Ancora una volta, vediamo che i Misteri del Rosario, in questo caso i Misteri Dolorosi, ci aiutano a identificarci con Cristo e a unire le nostre sofferenze alle Sue, perché siano una cosa sola.

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Primo Mistero:

Gesù nel Getsemani

Preghiera:

Signore, mi sento bloccato e abbandonato. Anche se sono circondato da persone che mi augurano ogni bene provo un senso di isolamento. Gli amici che avevano promesso il loro sostegno si stanno tirando indietro. Nessuno può sapere davvero come mi senta in questo momento; non posso mostrare alle persone quanto sia spaventato per questa strada incerta che si profila davanti a me. So solo che è una strada che non avrei scelto per me. Solo tu, Cristo, capisci come io oscilli tra la fiducia e la paura che attanaglia il cuore, tra l’“Allontana da me questo calice” e il “Sia fatta la tua volontà”.

Meditazione:

Quando recitate la decina, riflettete sulla desolazione e sulla paura di Gesù. Qui la Sua umanità eclissa la Sua divinità; la paura è in primo piano, è riconosciuta e vissuta, prima che la fiducia e la resa siano in grado di prevalere. Anche se in questo momento potete essere spaventati come mai prima d’ora, potete offrire tutto questo a Cristo. Anche Lui è stato terrorizzato. È il compagno che capisce prima che voi pronunciate una sola parola.

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VladisChern | Shutterstock

Secondo Mistero:

La Flagellazione

Preghiera:

Quando Pilato ha ordinato la Tua ingiusta flagellazione, era la figura dell’autorità che non aveva risposte; gli sembravi il personaggio minore e scomodo in un dramma più ampio fatto di governo, burocrazia ed espedienti politici. Dal suo punto di vista, il tuo destino era legato allo spirito del tempo. Anch’io sono percepito come l’ingranaggio minore nella grande ruota di qualcun altro; la mia umanità non viene considerata mentre affronto un’umiliazione pubblica. Ogni giorno è un altro promemoria del fatto che non sono in grado di affrontare le spese o di far fronte alle necessità di chi mi circonda. Cado nel dubbio e nella disperazione, che lacerano il mio spirito come i terribili strumenti dei Romani hanno lacerato la Tua carne. Mi sento fatto a pezzi, anonimo. Chi guarda le mie traversie rimane in silenzio; vede ciò che mi sta accadendo e si immagina al mio posto, guardando semplicemente.

Meditazione:

La flagellazione di Cristo è stata pubblica; la folla ha capito che Gesù era sottoposto a tortura. Le persone che lo amavano erano impotenti; non potevano fare nulla per lui, solo essere presenti. Informare gli altri che avete perso il posto e chiedere assistenza alle varie agenzie è un’esposizione dolorosa. Possono essere momenti di agonia interiore simili al sanguinare in pubblico. Sapere che anche la vostra famiglia sta guardando, preoccupata e senza poter fare nulla, non fa che aumentare il senso di impotenza. Anche Maria ha dovuto guardare e aspettare durante l’agonia di Gesù, soffrendo per Lui. In un momento disperato, anche se nessuno di loro poteva parlare all’altro del proprio dolore, ciascuno sapeva di essere amato dall’altro. Anche se ora non vi sentite in grado di essere amati e ci sono tensione e ansia, confidate nel fatto che gli altri vi amano, al di là di tutte le barriere.

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VladisChern | Shutterstock

Terzo Mistero:

L’Incoronazione di Spine

Preghiera:

Gesù, sappiamo che tutte le corone hanno spine metaforiche, ma sulla Tua testa è stata posta una corona di derisione, il cui scopo era svilirti ulteriormente alla maniera crudele dei bulli. Per me la derisione è una presa in giro interiore. Mentre cerco lavori che non esistono, o che non mi verranno offerti, il mio ego viene colpito e la mia fiducia nelle mie capacità scossa. Tutte le mie abilità, la mia conoscenza e la mia esperienza – gli aspetti di me con i quali sono stato a lungo definito – vengono soppesati da estranei che li trovano irrilevanti. L’indifferenza è dolorosa, e in quel dolore trovo i miei eccessi di orgoglio; vedo che ho costruito la mia vita intorno a quello che faccio piuttosto che intorno a chi sono. Ora, di fronte al fatto di fare di meno ed essere di più, mi sento come un estraneo a me stesso, un falso monarca in un castello costruito sulla sabbia. Aiutami a ricordare che sono più del mio curriculum vitae, che sono stato amato e creato. Ricordando questo, ti prego di aiutarmi a vedere che sono nato per essere, e per perseguire il mio essere, in Te, per il quale non esistono estranei.

Meditazione:

La fiducia e l’orgoglio, l’ego e l’atteggiamento si manifestano tutti nel modo in cui ci presentiamo al mondo e capiamo noi stessi in risposta ai feedback. Uno strappo doloroso di questi strati protettivi rivela la nostra comune vulnerabilità. Non importa quanto si abbia successo agli occhi del mondo, o quanto siamo umili, una volta privati delle nostre trappole, nel nostro bisogno di essere amati, protetti e valorizzati. Papa Benedetto XVI ha scritto: “Se un individuo deve accettarsi, qualcuno deve dirgli: ‘È bello che tu esista’ – lo deve dire non con le parole, ma con quell’atto di tutto l’essere che chiamiamo amore”. Perdere all’improvviso il lavoro o un’esperienza prolungata di disoccupazione può far sì che una persona si senta non amata e irrilevante, ma è bello che tu esista. Altri lo credono. Cristo lo sa. E lo devi sapere anche tu.

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VladisChern | Shutterstock

Quarto Mistero:

Gesù carica il peso della Croce

Preghiera:

Cristo, quando hai preso su di Te la croce alla quale saresti stato inchiodato è stato un lungo percorso che nessun altro avrebbe potuto compiere. Picchiato, affamato e assetato, hai arrancato, compiendo ogni passo con fatica. Nel caldo e nella polvere, la tua destinazione sembrava incerta. Indebolito, devi essere stato tentato di rinunciare e di farti uccidere là dove eri caduto. Quando Simone di Cirene è stato chiamato per aiutarti, il Tuo peso è stato alleviato, ma questo ha solo permesso che il percorso di tortura proseguisse; è stata un’assistenza amara. Ne so qualcosa. Ritrovarsi a esaurire riserve che potrei non essere capace di ricostruire o dover accettare aiuti di cui preferirei non aver bisogno è amaro. Sembra un’umiliazione. Aiutami a portare la mia croce come Tu hai portato la Tua, con umile dignità.

Meditazione:

L’umiltà è una virtù disprezzata – un giardino coltivato che la nostra società disdegna. L’umiltà è fraintesa come debolezza quanto in realtà è la base solida sulla quale si costruiscono dignità e benedizioni. Il Messia ha lavato i piedi dei suoi discepoli; ha accettato abusi ingiusti quando avrebbe potuto ripagare con la stessa moneta. La Sua vittoria finale è iniziata con l’acquiescenza, con la disponibilità a diventare la più vulnerabile di tutte le creature, un bambino. L’umiltà abbracciata con dignità cambia prospettiva; apporta gratitudine, senza la quale non c’è spazio nemmeno per far sì che le gioie più piccole penetrino e alla fine guariscano.

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Quinto Mistero:

Gesù muore sulla Croce

Preghiera:

Ad essere onesti, Gesù, ricordare la Tua morte non mi riempie immediatamente di speranza. Sei morto! Inchiodato su una croce tra la derisione dei presenti e le donne che piangevano, tutte le Tue energie ormai spese, sei morto. Sembra senza speranza, ma visto che mi inviti sempre a guardare più da vicino guarderò a Te crocifisso e comprenderò che tutto ciò che sto provando, tutte le mie esperienze in questa disavventura, sono state inchiodate con Te sulla croce. Anche Tu eri terrorizzato e ansioso; anche Tu sei stato abbandonato dai Tuoi amici. Anche Tu sei stato disonorato pubblicamente e lasciato alla mercè di un’autorità debole e burocrati indifferenti. Anche Tu Ti sei lasciato andare ai gemiti sotto il peso della situazione; sapevi bene quanto soffriva chi Ti amava; sei stato spogliato ed esposto, umiliato. Nella Tua crocifissione sei con me. Unisco le mie sofferenze alle Tue. Aiutami a morire alla mia paura, al mio dubbio, alle mie domande ristrette, perché attraverso di Te, con Te e in Te possa risorgere di nuovo.

Meditazione:

Morire a se stessi, ai propri progetti, a un’ambizione mondana, richiede grande fiducia. Confida ora. Deponi la tua croce ai piedi della croce di Cristo, svuota le tue mani. Permetti al tuo cuore spaventato di rivelarsi a Lui. Svuotati per poter ricevere ciò che Cristo ha in serbo per te. In questo tipo di morte c’è solo consumazione, e quindi una promessa di gloria futura. “Conosco i progetti che ho per te”, dice il Signore, “progetti di pienezza, non di dolore, per darti un futuro, e una speranza”. Dalla morte di Cristo quel tremendo venerdì è derivata la più dolce delle domeniche. Il tempo è finito con lo squarciarsi del velo e il rotolamento della pietra. Il resto è illusione. Non c’è nulla di cui aver paura.

Adattato da un pezzo dell’autrice pubblicato per la prima volta nel 2010

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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