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Tra Santa Sede e patriarcato di Mosca c’è sintonia sulla Siria

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Lunga intervista del Metropolita Hilarion con il Sole 24 Ore

Il miglioramento dei contatti tra Santa Sede e Patriarcato di Mosca aveva trovato un punto molto alto nell’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kiril a Cuba, un anno e mezzo fa. Oggi il dialogo e i contatti proseguono anche grazie allo sforzo paziente e felpato dei rispettivi incaricati: il cardinale Parolin per la Santa Sede, il metropolita Hilarion per Mosca. A breve il porporato cattolico sarà in Russia, e incontrerà sia il suo “omologo” ortodosso, che Kirill, che – infine – il presidente russo Putin. L’obbiettivo? Papa Francesco che visita la Russia. Un viaggio che Giovanni Paolo II ha sempre desiderato fare, un segno – fortissimo! – di riavvicinamento tra “i due polmoni della cristianità”. Ma intanto il lavoro della diplomazia si concentra sulle sfide comuni alle due chiese, in particolare nell’aiuto e sostegno ai cristiani in Medio Oriente. Sul Sole 24 Ore una lunga intervista con Hilarion:

Eminenza, il 27 luglio scorso il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha detto che la sfida di oggi, mentre vediamo sottolineate le differenze tra Europa occidentale e Russia, tra Russia e Stati Uniti, è «contribuire a una migliore comprensione reciproca», e costruire un dialogo aperto e rispettoso. Qual è il suo pensiero? Come valuta i progressi compiuti nel dialogo tra cattolici e ortodossi?

Non si possono non condividere le parole del cardinale Parolin sulla necessità di costruire un dialogo aperto e franco sia tra le Chiese che tra Stati. E sono lieto di far notare che negli ultimi dieci anni è stato realizzato un progresso significativo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana, così come tra la Russia e la Santa Sede. La collaborazione bilaterale tra le nostre Chiese si snoda in diversi campi. È divenuta possibile grazie a una consapevolezza sempre maggiore di quanto ci unisce la tradizione spirituale del primo millennio della cristianità.

Il richiamo a questa comune tradizione si riflette nella vicinanza tra le due Chiese sulle questioni più attuali del nostro tempo, legate prima di tutto alla crisi dei valori spirituali e all’esclusione della religione dalla sfera della vita sociale nei Paesi occidentali. Negli ultimi anni, purtroppo, è diventato sempre più attuale il problema della persecuzione e discriminazione dei cristiani a opera di estremisti in diverse regioni del mondo. Un problema che preoccupa profondamente tanto la Chiesa ortodossa russa quanto la Santa Sede, e che ci spinge a unire le forze alla ricerca di una soluzione.

Riflesso concreto di questa fiducia e comprensione reciproca è stato l’incontro tra il Patriarca Kirill e Papa Francesco, lo scorso anno a L’Avana.

C’è anche l’aspetto politico del legame tra Mosca e la Santa Sede…

Anche le relazioni tra Russia e Vaticano negli ultimi tempi si sono sviluppate proficuamente. Una dinamica positiva evidenziata dall’avvio di piene relazioni diplomatiche a livello di ambasciate, a fine 2009. Russia e Vaticano hanno posizioni vicine sul fronte della lotta all’estremismo in Siria. Come sapete, nel settembre 2013 Papa Francesco scrisse una lettera al presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, invitandolo a contribuire alla pace in Siria. È stato in gran parte grazie alla posizione concordata allora tra Russia e Vaticano che si è riusciti a evitare un intervento militare in territorio siriano, cosa che avrebbe solo aggravato la situazione nel Paese.

Riguardo alla situazione in Ucraina, la Santa Sede ha assunto una posizione ponderata, evitando valutazioni unilaterali. Il Vaticano invita al dialogo e a mettere fine alle azioni militari tra le due parti in conflitto, e insiste sul rispetto degli accordi di Minsk. Noi aspettiamo con entusiasmo la visita a Mosca del cardinale Parolin, perché gli incontri che stiamo preparando aiuteranno a unire i punti di vista e a elaborare una visione comune e diverse soluzioni ai vari problemi.

Prosegue sul sito de Il Sole 24 Ore

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