Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Le spese per un processo di nullità matrimoniale sono veramente così insostenibili?

MASSIMILIANO MIGLIORATO PP
November 04,2013 :Meeting of inauguration of the judicial year of SACRA ROTA
Condividi

A colloquio con l'avvocato rotale Alessia Gullo

E quanti riescono ad ottenere la nullità?
Fino al 2004-2005 la Rota Romana è stata considerata un tribunale “severo”, con un’alta percentuale di cause negative. Il dato, però, a mio parere, si ridimensiona se si considera la particolarità di tali cause, che presentano sempre una certa difficoltà in fatto o in diritto e sovente un’alta litigiosità tra le parti. Negli ultimi 10-12 anni la percezione tra gli addetti ai lavori è di una maggiore “apertura”, con un più alto numero di sentenze affermative.
Per quanto riguarda i tribunali ecclesiastici inferiori abbiamo i dati forniti quattro anni fa al Convegno dell’Associazione Canonistica Italiana relativi a tutto il mondo. Si può quindi vedere, ad esempio, che negli Stati Uniti e in Canada le sentenze affermative, tra il 2000 e il 2012 superavano il 98%, mentre in Polonia ci si attestava intorno al 60%.

In Italia invece?
In Italia, su base nazionale, prima della riforma, avevamo una netta prevalenza di sentenze affermative, la cui percentuale variava molto da regione a regione e ancor più tenendo conto dei capi di nullità accusati.
Ad oggi è ancora troppo presto per vedere se, ed eventualmente come, c’è stato un cambiamento. Tanto più che la percezione degli operatori è sul punto piuttosto discorde. Ci sono quelli, infatti, che ritengono ci sia stato un aumento delle sentenze affermative dovuto, principalmente, alla soppressione dell’obbligo della doppia conforme, e altri che, sulla base della stessa considerazione, ritengono che siano aumentate le sentenze negative.

In cosa è cambiata (se lo è) la sua pratica dopo la “riforma” voluta da Bergoglio?
Dal punto di vista strettamente lavorativo e personale ritengo che i cambiamenti maggiori siano avvenuti nel 1998 con l’introduzione del patrono stabile, che a Roma può patrocinare tutte le cause senza alcun discrimen, e nel 2009 quando sono divenuta avvocato della Curia Romana occupandomi quindi anche delle cause amministrative presso i Dicasteri Romani e il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Se però vogliamo fare un discorso “più ampio”, non soggettivo, direi che il maggior cambiamento seguito dalla “riforma” voluta dal Santo Padre sia l’accresciuto interesse su un tema, le cause di nullità di matrimonio, che prima era “per addetti ai lavori”. A mio parere la vera novità della Mitis Iudex, infatti, è il ruolo del parroco, che per la prima volta è chiamato espressamente ad avere un ruolo attivo in tale processo. In quest’ottica penso che dovrà essere studiato, con serenità, il rapporto che lega il Motu Proprio all’Amoris Laetitia e in particolare l’influenza che il processo di nullità di matrimonio ha, o può avere, nel discernimento del fedele, così come dovrà essere sviluppata e rinnovata la formazione del clero, dei catechisti e dei nubendi in ordine alla celebrazione di un valido matrimonio e, solo subordinatamente, in prospettiva di una eventuale dichiarazione di nullità matrimoniale.
Proprio in questa linea si sono mossi il Coetus Advocatorum e il Tribunale del Vicariato di Roma nelle conferenze di quest’anno e in quelle previste per l’anno prossimo.

E cosa ne pensa?
Vorrei fare una premessa: le leggi positive si possono criticare e le leggi divine si devono spiegare. Questo era l’insegnamento del mio maestro don Marcuzzi e mai come in questo momento tali parole mi sembrano attuali.
Ciò premesso, vorrei fare due discorsi distinti: uno più prosaico ed uno più tecnico.

Prego…
Come fedele ho l’impressione – e sottolineo impressione – che la Mitis Iudex sia come una delle tipiche riforme della scuola italiana: è partita dalla fine. Perché è certo che ci sia un problema di quanti, divorziati risposati, vogliono fare chiarezza sul loro status, ma questo viene “a valle” di un fallimento. Un fallimento matrimoniale che si deve scongiurare. Cosa si fa per evitare che il matrimonio fallisca? Cosa si fa per evitare che un matrimonio sia nullo? In questo senso avrei preferito che un documento come l’Amoris Laetitia venisse prima, e non dopo, la riforma del processo matrimoniale canonico.

Come giurista ritengo che il Motu Proprio abbia bisogno di un attento studio, di una prassi ponderata e ben guidata dai Tribunali Apostolici, Rota Romana e Segnatura Apostolica. Se dovessi sintetizzare direi che il maggiore difetto della Mitis Iudex sia stata la velocità con la quale è stata formulata, promulgata e resa esecutiva. Un maggior tempo di studio, con l’ausilio di più persone provenienti da diversi “mondi”, non solo geografici, ma anche culturali (conferenze episcopali, vescovi, vicari giudiziali, giudici, avvocati, professori, responsabili della pastorale familiare ecc.), nonché un periodo di transizione, avrebbe permesso di evitare il caos dei primi mesi, che hanno dato vita ad interventi non sempre concordi dell’Autorità Ecclesiastica, e i numerosi problemi via via sollevati dalla sua applicazione, che sono culminati, ma non esauriti, nella lettera del 18 febbraio 2017 della Segreteria di Stato su mandato del Santo Padre. Al tempo stesso riconosco che in essa ci sono elementi di cui sinceramente dobbiamo ringraziare il Santo Padre per questa sua riforma, che ha posto l’accento, con forza e chiarezza, in primo luogo sulla necessaria collaborazione , proprio la sottolineatura non antitetica, bensì collaborativa, tra pastorale e giustizia, perché così come non c’è Giustizia senza Misericordia, non c’è neanche Misericordia senza Verità.

 

Qui per ulteriori approfondimenti a cura dell’avvocato Gullo 

Pagine: 1 2 3 4

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.