Ricevi Aleteia tutti i giorni
Le notizie che non leggi altrove le trovi qui: inscriviti alla newsletter di Aleteia!
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Che relazione esiste tra la Chiesa e l’Occidente?

CC
Condividi

L’Occidente è cristiano solo se resta fedele, non per una grazia speciale così come altri popoli e paesi possono fiorire a modo loro solo nel Vangelo

E’ singolare, ma forse no, che proprio in queste settimane sia ripreso un discorso di un certo livello – i protagonisti sono due filosofi di peso: Marcello Pera e Rocco Buttiglione – sul rapporto tra Chiesa e Occidente e contemporaneamente, a causa delle parole del capo della Polizia Gabrielli, si sia tornato a parlare del famigerato G8 di Genova, che segnò un’epoca per i drammatici esiti (i fatti della Diaz, la tragica morte di Carlo Giuliani), ma anche una fase importante, poi divenuta carsica, di ragionamento del cattolicesimo italiano (e non) sul rapporto da tenere tra globalizzazione e fedeltà al Vangelo. Son due discorsi separati? Oppure due facce della stessa questione? Andiamo a vedere.

Marcello Pera dice – in una intervista concessa a Corrado Ocone sul Mattino – che non capisce questo pontefice specialmente sul punto dell’accoglienza ai migranti, al punto di suggerire che lo scopo di Francesco sia :

il Papa lo fa perché detesta l’Occidente, aspira a distruggerlo e fa di tutto per raggiungere questo fine. Se non si tiene conto della soglia critica oltre la quale le nostre società non possono più accogliere chiunque, e nemmeno garantire a loro quella dignità minima che si deve a tutti gli uomini, assisteremo presto a una vera e propria invasione che ci sommergerà e che metterà in crisi i nostri costumi, le nostre libertà, lo stesso cristianesimo. Ci sarà una reazione e una guerra. Come fa il Papa a non capirlo? E da che parte starà una volta scoppiata questa guerra civile? (Il Mattino, 9 luglio).

E prosegue su questo filone quando critica alcune asserzioni di Francesco nella recente intervista di quest’ultimo a Scalfari sui rapporti USA-Russia:

Il Papa riflette tutti i pregiudizi del sudamericano verso l’America del Nord, verso il mercato, le libertà, il capitalismo. Sarebbe stato così anche se alla presidenza americana fosse rimasto Obama, ma non c’è dubbio che queste idee del Papa si saldino oggi, in un mix pericoloso, al sentimento anti-Trump diffuso in Europa.

Leggi anche: Il “populismo” di Bergoglio che spiega bene il suo agire politico

Al collega professore, che fu anche compagno di coalizione al tempo del centrodestra berlusconiano, risponde il filosofo Rocco Buttiglione con una lettera a La Stampa in cui spiega:

Il Papa non è europeo ma latinoamericano. Non è soltanto un dato anagrafico. Abbiamo un Papa latinoamericano e non europeo perché la Chiesa Cattolica non è più prevalentemente europea. Viviamo la crisi della egemonia mondiale dell’Europa. Più esattamente viviamo la crisi della egemonia mondiale dell’Occidente. È una crisi demografica: la Chiesa conta sempre meno in Europa ma l’Europa conta sempre meno nel mondo. Cresce invece in Africa ed in tutto quello che una volta si chiamava Terzo Mondo. La maggioranza relativa dei cattolici vive oggi in America Latina e forse due terzi dei cattolici vive nel Terzo Mondo.

E ancora:

Sbaglia Papa Francesco a pensare di dovere assumere una ottica più universale e meno europea? Sbaglia ad assumere un punto di vista e un linguaggio che sono più da “Terzo mondo” che europei e che, peraltro, gli sono anche più congeniali? Forse non sbaglia. Chiese che eravamo abituati a considerare periferiche sono diventate (stanno diventando) centrali e noi siamo diventati un po’ periferici. Il processo è complicato, rischioso e pieno di pericoli. È però inevitabile. I problemi della Chiesa nascono dalla dinamica demografica mondiale (America Latina) e dalla grande crescita missionaria della Chiesa stessa (Africa ed Asia). Sarebbe ingeneroso pensare che essi derivino solo o primariamente da Papa Francesco. Derivano in realtà dalla forza delle cose o (meglio) dalla volontà imperscrutabile dello Spirito Santo.

Forse faremmo meglio a domandarci che tipo di conversione lo Spirito di Dio ci chiede in questa tappa della storia della Chiesa e della storia della umanità.Uno dei problemi di questa fase storica per noi occidentali è che dobbiamo fare i conti con una immagine di noi stessi che non ci piace. I poveri del mondo pensano che ci siamo appropriati di una parte troppo grande delle ricchezze del pianeta. Pensano di essere stati espropriati e derubati. Questo giudizio non è del tutto vero ma non è neppure del tutto falso. Con ammirevole equilibrio Papa Francesco ha avuto il coraggio di dire che il colonialismo ha avuto anche dei lati positivi. Non ha nascosto però di pensare che ha avuto i suoi lati negativi, ed è difficile dargli torto (Vatican Insider, 20 luglio).

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.