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Drammatica confessione di un ex tossicodipendente

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Questa storia ci ricorda che la fede non è un'idea, ma l'incontro con un evento

Sono stato tutte le cose meno sante che ci siano. Se Dio può operare attraverso me può farlo con chiunque.
Frase attribuita a San Francesco d’Assisi

La mia vita fino a questo momento potrebbe sembrare a molti uno spreco, perfino una cosa ripugnante, ma ora so che è stata redenta ed è in processo di redenzione. A Dio piacendo onorerò Cristo, anche se sono stato tutte le cose meno sante che si possano immaginare.

Sono stato allevato da un padre che lavorava sodo e da una madre affettuosa e vivace in un tranquillo sobborgo del Queensland (Australia), su quattro acri di proprietà rigogliosa. Da quando avevo tre anni ho preso lezioni di danza, cominciando con il jazz per poi proseguire con tip tap con mia madre. Per tutta la vita ho avuto difficoltà a rimanere impegnato in qualcosa, tranne che nella danza.

Purtroppo l’amore per la danza ha contribuito alla mia ostracizzazione a scuola. Gli altri ragazzi erano tipi atletici, che amavano lo sport e la lotta. Non li ho mai capiti, e mi hanno etichettato come gay per il fatto di essere un ballerino.

Essendo stato oggetto di bullismo a scuola e non trovando mai un vero amico ho sofferto di bassa autostima e mi risultava difficile concentrarmi in classe. Le cose sono peggiorate quando la mia famiglia è stata costretta a trasferirsi quando ero adolescente, e nel nuovo ambiente sono stato abusato da un amico di famiglia e introdotto alla droga da una persona che viveva vicino alla scuola di danza.

Nessuno in famiglia sapeva che grande danno potessero fare le droghe e le ho accettate, desideroso di ottenere quella che sembrava l’amicizia della persona che le offriva. Come ha concluso il professor Peter Cohen, direttore del Centro per la Ricerca sulle Droghe di Amsterdam, in base a una ricerca sociologica, le droghe sono una sostituzione dei legami umani:

“…gli esseri umani hanno un profondo bisogno di legarsi e formare collegamenti. È così che otteniamo la nostra soddisfazione. Se non riusciamo a collegarci gli uni agli altri, ci collegheremo a qualsiasi cosa riusciamo a trovare – i giri vorticosi della pallina di una roulette o la puntura di una siringa… Dovremmo smettere di parlare di ‘dipendenza’ in generale, e chiamarla invece ‘legame’. Un dipendente dall’eroina si è legato all’eroina perché non si poteva legare pienamente a nient’altro”.
Johann Hari, The Likely Cause of Addiction Has Been Discovered, and It Is Not What You Think, The Huffington Post, 20 gennaio 2015

E così a 19 anni ho iniziato il mio rapporto con le amfetamine, e poi sono passato alle metamfetamine. La mia dipendenza da queste ultime è iniziato in modo innocuo, producendo momenti che mi permettevano di creare splendidi disegni, di esprimere il mio io interiore rifiutato dai miei compagni di scuola. Poi mi sono invischiato sempre di più nelle droghe, e loro hanno inghiottito la mia vita.

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