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Wonder Woman, una eroina che crede nell’amore

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E’ nelle sale da qualche giorno il nuovo film supereroistico del momento con un punto di vista inedito

Lo riconosco, sono un grande fan dei film di supereroi, e in questi ultimi anni ho quindi potuto fare una scorpacciata di film di varia qualità, per lo più dei cinefumettoni, con molti botti e poca storia, spesso un concentrato di machismo, stemperato dall’ironia che è un po’ la cifra dei molti film targati Marvel. Ma oggi non parliamo dei film Marvel basati sui personaggi dell’omonima casa editrice americana, ma della sua diretta concorrente, la DC Comics, quella di Batman e Superman e dell’unico grande super eroe femminile della storia del fumetto: Wonder Woman. Non staremo qui a fare la genesi (perfino controversa) del fumetto, non ci interessa, ci importa eccome – invece – del film in questi giorni nelle sale italiane che vi immergerà in una proposta un po’ diversa. Esiste un modo femminile di raccontare l’eroismo? Questo film ci prova. L’attrice e modella Gal Gadot, che presta il volto alla Principessa Diana di Themyscira, lo dice, in una intervista a We Have Got This Covered:

“Wonder Woman sarà un film diverso. Andremo alla scoperta delle origini di Diana, della sua storia, della sua crescita. Scopriremo come Diana è diventata Wonder Woman. La cosa che più amo di questo personaggio è che per lei l’amore è all’ordine del giorno. Non si tratta di combattere, non si tratta di chi è più forte di chi; non è si tratta assolutamente di donne contro uomini. Questo film è sull’amore e sull’accettazione degli altri. Lei resiste e va avanti in nome dell’amore, della giustizia e della compassione.”

Parole simili a quelle della controparte maschile del film, Chris Pine, che interpreta il ruolo del capitano Steve Trevor, che a Vanity Fair (americano) spiega così il punto di vista nuovo di Wonder Woman:

“Abbiamo visto tantissime storie raccontate dalla prospettiva maschile. Gli uomini non sono tutti così intelligenti. Tendiamo a volerci continuamente uccidere a vicenda, perciò è bello avere finalmente una prospettiva fresca e femminile con temi importanti. Avere la storia di una supereroina su temi come l’amore e la compassione e il nutrimento della vita, piuttosto che il contrario, è molto importante. Il cuore del film sono le persone che si innamorano, che sono appassionate ed eroiche. È una grande lezione da imparare per tutti piuttosto che uno di quegli altri film dove tutto esplode continuamente.”

Rischio spoiler (noi vi avvertiamo)

Fin qui chi ci ha lavorato, ma il film lascia trasparire questa sensazione quasi “materna” della principessa guerriera delle Amazzoni da tante piccole inquadrature e dalle battute della storia della regista Patty Jenkins. Qualche esempio. Quando Diana, per la prima volta vede un neonato (nell’Isola del Paradiso dalla quale proviene era lei ad essere stata l’unica bambina, non essendoci uomini, le Amazzoni non hanno figli o altre figlie, NdA) si scioglie e come unico spontaneo desiderio vorrebbe solo prenderlo in braccio, solo l’affannosa ricerca del dovere da parte di Trevor, che lei ha salvato dall’annegamento e che ha accompagnato nel Mondo per la prima volta in vita sua, lo impedirà. E di nuovo per Diana le condizioni dei feriti, dei bambini impauriti dalla guerra, della condizione dei profughi che scappano dal triste e tremendo conflitto della Prima Guerra Mondiale (quando si svolgono gli eventi del film) è visibilmente insopportabile. Vorrebbe aiutare tutti, fermarsi a curare le ferite di tutti. Solo l’impegno a far finire la guerra, a completare la missione ne interrompono – a malincuore – l’impulso a stare vicino ai sofferenti. Fino a che non decide (come logico in un film d’azione) di intervenire rompendo il fronte tedesco in Belgio e permettendo così la liberazione di un piccolo villaggio belga. Diana vuole ballare, sorridere, si incuriosisce nei confronti del mettere su famiglia mentre nasce un sentimento col biondo e prode capitano americano. Non pensa solo a combattere e anzi il film si chiude con una certezza: “Solo l’Amore può salvare il mondo”. Di più, quando il perfido dio Ares cerca di farle crollare la fede nell’umanità che lei immagina buona e a immagine del dio Zeus (non staremo qui a disquisire la questione teologica, è un film, punto), dirà “non si tratta di meritare [la compassione], si tratta di ciò in cui credi. E io credo nell’amore”.

Ecco quindi spostatevi tutti voi: Superman, Iron Man, Capitan America, Thor, perchè abbiamo una principessa, 2.0 magari, poco avvezza ai lussi e pronta alla battaglia, ma sempre principessa…

Warner Bros

Qui una intervista a Gal Gadot in occasione dell’uscita del film che ha fatto conoscere, in un cameo, il personaggio di Wonder Woman, ovvero “Superman vs Batman. Dawn of Justice”, dove non vediamo la Diana delle origini – come ve l’abbiamo presentata – ma una sua versione più matura e forse più cinica. Vedremo come nei prossimi film questo personaggio verrà esplorato.

https://www.youtube.com/watch?v=-LIA06FN1AY

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