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Cosa fare a livello pratico quando muore una persona cara?

Shutterstock-Kzenon
Familia en el cementerio
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Le varie Messe e preghiere che accompagnano la sepoltura cattolica e i momenti precedenti e successivi

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Potreste aiutarmi a chiarire certi dubbi che nutro su ciò che la Chiesa stabilisce che si debba fare quando una persona muore? So che ogni Paese ha usanze diverse, ma quali sono i passi che richiede la Chiesa?

La risposta a questa domanda si potrebbe riassumere così: si dà alla persona una sepoltura cristiana e si prega per il suo riposo eterno.

Circa il primo aspetto, il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “i corpi dei defunti devono essere trattati con rispetto e carità nella fede e nella speranza della risurrezione. La sepoltura dei morti è un’opera di misericordia corporale; rende onore ai figli di Dio, templi dello Spirito Santo” (n. 2300).

La cosa più abituale sarà collocare i resti mortali in una bara e questa in una tomba al cimitero, ma non è l’unica possibilità. Il Catechismo spiega che la Chiesa permette la cremazione quando con questa non si mette in discussione la resurrezione del corpo (n. 2301). In questo caso si dà sepoltura alle ceneri del defunto, che possono essere collocate in piccole nicchie che fungono da tomba.

A ciò va aggiunto che ogni volta che si può conviene realizzare la sepoltura – in qualsiasi sua modalità – con la semplice cerimonia liturgica prevista allo scopo, presieduta da un sacerdote o da un diacono.

Circa la preghiera, il Catechismo segnala che fin dai primi tempi la Chiesa ha onorato la memoria dei defunti e ha offerto suffragi in loro favore, in particolare il sacrificio eucaristico, perché una volta purificati possano arrivare alla visione beatifica di Dio (n. 1032).

Per quanto riguarda i sacrifici eucaristici, ce ne sono alcuni particolarmente raccomandabili. In primo luogo, la cosiddetta Messa de corpore insepulto, quella celebrata prima della sepoltura alla presenza della bara con il corpo del defunto. C’è poi la Messa esequiale celebrata poco dopo la sepoltura, il cosiddetto funerale. In terzo luogo c’è la Messa di anniversario, a un anno dalla morte. Queste Messe hanno testi propri, adatti alla situazione. Per il resto, si possono sempre far celebrare Messe per il riposo eterno di un defunto.

Circa la preghiera, spicca quella che si realizza accanto ai resti del defunto prima della sepoltura, la cosiddetta veglia funebre. Se è possibile (a volte la necessità legale di un’autopsia o altre disposizioni legali ritardano la cosa), è assai raccomandabile organizzarla, permettendo così a chiunque voglia avvicinarsi una preghiera per il defunto. I libri liturgici contengono varie preghiere per questa occasione. La veglia, che può durare più o meno tempo in base alle circostanze e agli usi del luogo, è un costume universale.

Al di là di questo, ciò che si può fare, pregare e offrire in modo privato sta alla persona. Non ci sono regole. Dipenderà dalla sua pietà, dalla fede e dalla devozione e l’amore per la persona che ha lasciato questa vita.

Come si menziona nella domanda, ci sono effettivamente abitudini locali che danno forma concreta a quanto segnalato e possono aggiungere qualche altra cosa. In via di principio è bene seguirle, perché in genere riflettono un profondo senso cristiano.

Allo stesso tempo, indicano che in questo campo, come in molti altri, la Chiesa non ha una sorta di regolamento sui passi da seguire stabiliti in modo meticoloso. Ci sono principi generali – quelli segnalati dal Catechismo –, una liturgia con un margine di flessibilità e dei costumi cristiani che plasmano in ogni luogo la vita cristiana. La Chiesa ha unità, ma non uniformità.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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