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7 segni che indicano una “depressione nascosta”

Shutterstock-Arman Zhenikeyev
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Attenzione: qualcuno della vostra famiglia (o anche voi stessi) potrebbe nascondere la depressione, o non sapere nemmeno di averla

Ci sono persone che vivono con una “depressione mascherata” o “nascosta”: cercano di nascondere la propria depressione agli altri o non sanno nemmeno (o non vogliono ammettere) di esserne affetti.

Ciò avviene perché esistono ancora idee vaghe o sbagliate su questa malattia dai sintomi complessi, che variano da persona a persona. Non è sempre facile identificare la presenza della depressione in familiari, amici, colleghi o perfino in noi stessi. La mancanza di conoscenza e i preconcetti riguardo alla depressione stanno diminuendo, è vero, ma continuano ad essere piuttosto frequenti.

Anche nei casi in cui la sofferenza sembra “invisibile”, lascia dei “segnali” che possiamo captare se stiamo attenti.

Ecco 7 segni del fatto che una persona può avere una “depressione nascosta”:

1. La persona depressa può non sembrarlo, ma è costantemente stanca

Molti pensano che le persone affette da depressione non vogliano uscire dalla propria stanza, siano trascurate e sempre tristi, ma la depressione non presenta gli stessi sintomi in tutti. Molti malati riescono a mostrare buone condizioni mentali ma sotto sotto sono esausti. Un effetto piuttosto comune della depressione è infatti una stanchezza permanente – e se la malattia non viene diagnosticata in modo adeguato neanche il malato sa che la causa di quella stanchezza è la depressione. Forse pensa di lavorare troppo, o si incolpa sentendosi pigro. Una diagnosi seria è fondamentale per iniziare a risolvere il quadro depressivo.

2. La persona depressa si può irritare facilmente

È ancora comune l’idea che una persona affetta da depressione sia silenziosa, musona e apatica. Per questo molti non immaginano che la persona depressa si possa irritare, ma è così, e anzi accade spesso, visto che deve continuare a far fronte alle responsabilità quotidiane nonostante la mancanza di energie, il che esaurisce. Visto che oggi tutti sembrano sempre di corsa e impazienti, è comune che le persone non interpretino questa irritabilità come un sintomo della depressione, ed è per questo che bisogna stare attenti, perché l’irritabilità può proprio essere un sintomo della malattia.

3. La persona depressa può sembrare indifferente all’affetto altrui

La persona affetta da depressione non si sente sempre triste. Spesso semplicemente non prova nulla. Sono relativamente comuni i resoconti di pazienti che si sentono freddi, indifferenti, “intorpiditi”, e in questo quadro non reagiscono alle parole e agli atti d’affetto. È un altro segnale che richiede attenzione.

4. La persona depressa può abbandonare le attività che prima amava

Il disinteresse per le attività che prima piacevano è un segno frequente della depressione, visto che la malattia esaurisce le energie fisiche e mentali, riducendo drasticamente la capacità di provare soddisfazione. Se non c’è una spiegazione plausibile al disinteresse crescente della persona per le attività che prima amava, questo fatto può essere un sintomo importante della depressione.

5. La persona depressa può assumere abitudini alimentari dannose

L’alterazione delle abitudini alimentari può essere un effetto collaterale della trascuratezza nei confronti della propria vita o anche un tentativo di far fronte alla malattia. Può essere che l’eccesso di cibo sia un modo per provare qualche piacere, ad esempio, o che la perdita dell’appetito sia un segno del fatto che anche l’atto di mangiare è diventato pesante. È comune pensare che le cattive abitudini alimentari di qualcuno siano dovute a una mera mancanza di disciplina, ma possono anche essere segnali rilevanti di depressione clinica.

6. La persona depressa si può sentire pressata oltre quello che le permettono le forze

Una persona depressa non ha le stesse disposizioni di chi è mentalmente e fisicamente sano. Esigere da lei quello che non è capace di fare serve solo a peggiorare la sua situazione, perché la cosa può turbarla e frustrarla quanto ferirla e farla vergognare. Se è sempre importante essere pazienti e comprensivi con tutte le persone nella vita quotidiana, è ancor più importante avere la sensibilità di mantenere la pazienza e la comprensione nei confronti di chi affronta il peso della depressione. Queste persone non riescono davvero a fare le cose con la stessa disposizione di chi non è affetto da questa malattia. È una malattia reale e richiede una cura – e molta pazienza.

7. La persona depressa può avere grandi oscillazioni di umore

La depressione può essere piena di alti e bassi, alternando “giorni sì” e “giorni no” apparentemente senza una grande logica. In genere non si percepisce una motivazione specifica per le variazioni di umore, che possono essere una forma di manifestazione della depressione. È importante prestare particolare attenzione alla falsa impressione che la persona sia guarita quando passa per una serie di “giorni sì”. Il quadro potrà cambiare all’improvviso, rafforzando la necessità di aiuto specializzato.

Cosa fare se mi sono identificato in questi sintomi?

Se avete identificato voi stessi o una persona che conoscete in questi sintomi e avete concluso che possa esserci una depressione, non spaventatevi. La depressione è piuttosto comune nella nostra società ed è perfettamente curabile. Non ricorrete all’automedicazione: è fondamentale cercare un orientamento medico specializzato e responsabile perché la cura abbia successo. Provate a consultare uno psicologo per capire meglio cosa sta accadendo. Se necessario, vi farà rivolgere a uno psichiatra, che è il medico specializzato nei trattamenti con una medicazione appropriata per riequilibrare il funzionamento del sistema nervoso. Insieme al trattamento, nutrite la vostra mente e la vostra anima con motivazione e fede, sapendo che questa perdita di energia può essere superata. La vostra determinazione a vincere e a seguire la cura con impegno, anche quando non vi va di fare nulla, è essenziale per sconfiggere la depressione!

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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