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“Saints and Sinners”, Matt Maher racconta il suo viaggio nella fede

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“A Future Not My Own” parla dei primi passi verso la destinazione più importante: la Resurrezione

Matt Maher non è nuovo qui su Cecilia. Tratta dal suo ultimo album Saints and Sinners, la sua “A Future Not My Own” è un racconto dei primi passi verso una relazione con Dio, e spiega l’importanza di lasciar perdere la voglia di avere tutto sotto controllo.

Le tracce successive hanno un tema un po’ diverso. In un’intervista su AllAccess.com, Maher descrive l’album come un viaggio spirituale:

“L’incisione inizia con la preghiera ‘Ho bisogno di un futuro che non sia il mio’, e finisce con la preghiera ‘So che Lui tiene il mio futuro tra le Sue mani’. Penso che quando non conosciamo Dio, preghiamo ‘Sto per cadere nel baratro, ho bisogno di una svolta nella mia vita’. Poi la propria fede diventa più matura, e ci si rende conto che Dio si è già preso cura del corso da dare alla nostra vita”.

“Penso sia molto difficile arrendersi totalmente al proprio presente e affidarlo nelle mani di Dio. Ma poi si diventa gradualmente in grado di confidare nel mistero di un futuro incerto con la consapevolezza che l’unica sua certezza è Dio. Ho voluto inserire questo concetto verso la fine dell’album, in modo che se qualcuno lo sentisse tutto, dall’inizio alla fine, si troverebbe immerso in un vero e proprio viaggio verso la destinazione più importante: la Resurrezione”.

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