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Laudato si’, la Chiesa brasiliana in difesa dell’Amazzonia

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«Il Creatore è stato prodigo con il Brasile. Gli ha concesso una diversità di ecosistemi che gli conferiscono straordinaria bellezza. Purtroppo, però, sono presenti anche i segni dell’aggressione al creato e del degrado della natura». Così si è espresso Papa Francesco, lo scorso 15 febbraio, nel messaggio per la Campagna di fraternità 2017 della Chiesa in Brasile. La campagna ha quest’anno per tema: «Fraternità: ecosistemi brasiliani e difesa della vita», una scelta il cui significato è stato sottolineato con forza dal Pontefice. 

E in effetti l’impegno della Chiesa brasiliana in modo particolare, ma in generale degli episcopati latinoamericani, per la tutela dei complessi ecosistemi legati alla foresta amazzonica, in favore delle popolazioni indigene, per una valorizzazione delle culture originarie e per un annuncio del Vangelo orientato in questo contesto, è già da qualche anno una priorità pastorale. D’altro canto un grande impulso a rafforzare l’evangelizzazione lungo questo cammino, è venuto dall’enciclica Laudato si’, dedicata appunto alla cura della Casa comune, nella quale questi temi sono ampiamente trattati e tematizzati. Francesco, ricordava, infatti, nell’enciclica «quei polmoni del pianeta colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi falde acquifere e i ghiacciai. È ben nota l’importanza di questi luoghi per l’insieme del pianeta e per il futuro dell’umanità. Gli ecosistemi delle foreste tropicali hanno una biodiversità di grande complessità, quasi impossibile da conoscere completamente». 

Nel 2015 è nata poi la Rete Ecclesiale panamazzonica (Repam), che mette insieme diocesi, presenza missionaria, comunità locali, attivisti per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli indigeni; fra i promotori dell’organizzazione monsignor Erwin Krautler, responsabile del comitato brasiliano della Rete, da sempre impegnato nella promozione delle popolazioni locali, che di recente ha insistito sulla doppia caratteristica che deve avere la Chiesa nella regione amazzonica. E cioè essere profetica e samaritana: profetica per denunciare le ingiustizie e l’aggressione alla biodiversità, e samaritana per «curare le ferite e prendersi cura dei feriti»

Anche il cardinale Claudio Hummes, vicino al Papa, è in prima fila nell’affermare i principi espressi nella Laudato si’; fra l ‘altro l’ex arcivescovo di San Paolo è il presidente della Repam. Hummes sarà a Washington il prossimo 23 marzo all’Università cattolica americana, per una iniziativa congiunta con la conferenza episcopale Usa. Nell’Ateneo si terrà infatti una giornata di riflessione e dialogo sulla vita e la fede in Amazzonia e lo stesso cardinale approfondirà i contenuti dell’enciclica di Papa Francesco e parlerà del ruolo delle comunità locali nella foresta pluviale. 

Diverse sono le iniziative in corso, e d’altro canto lo stesso Bergoglio ricordava ancora nel suo recente messaggio: «L’obiettivo della Campagna della Fraternità di quest’anno, ispirato a un passo del Libro della Genesi, è custodire il creato, in modo particolare gli ecosistemi brasiliani, doni di Dio, e promuovere rapporti fraterni con la vita e la cultura dei popoli, alla luce del Vangelo». «Poiché non possiamo tralasciare – ha ricordato ancora il Pontefice nel testo inviato alla Chiesa brasiliana – di considerare gli effetti del degrado ambientale, dell’attuale modello di sviluppo e della cultura dello scarto sulla vita delle persone, questa Campagna invita a contemplare, ammirare, essere grati e rispettare la diversità naturale che si manifesta nei diversi ecosistemi del Brasile — un vero dono di Dio — attraverso la promozione di rapporti che rispettino la vita e la cultura dei popoli che in essi vivono. È proprio questa una delle sfide più grandi in ogni parte della terra, anche perché il degrado dell’ambiente è sempre accompagnato da ingiustizie sociali». 

E se sul piano pastorale e sociale la Chiesa è già impegnata da tempo su questo versante, ora l’episcopato brasiliano sta cercando di dare impulso anche a una mobilitazione culturale coinvolgendo il mondo universitario sui temi della difesa del Creato e della foresta amazzonica. Così, le commissioni cultura e quella per l’Amazzonia della Conferenza episcopale del Brasile, hanno costituito un gruppo di lavoro congiunto per lanciare un progetto in tal senso. Il progetto è stato ideato da padre Josafá Carlos de Siqueira, rettore della Pontificia Università cattolica di Rio de Janeiro, che è anche un biologo; l’obiettivo è quello di mobilitare i rettori degli Atenei cattolici impegnandoli in progetti educativi e di ricerca che coinvolgano la realtà sociale ed ecclesiale dell’Amazzonia. Fino ad ora c’è stato un lavoro di approfondimento sulla Laudato si’ che in effetti – sottolineano i vescovi brasiliani – è stato portato avanti già da diverse università, adesso è il momento di studiare gli ecosistemi da vicino, o meglio i bioma (sistemi ambientali complessi)

Il lavoro di ricerca e studio non partirà però da zero. Il punto di partenza per le università che avvieranno studi e ricerche sulle varie problematiche sociali e ambientali degli ecosistemi amazzonici, è dato dai seminari sulla Laudato si’ realizzati in varie località della regione amazzonica da parte della Repam insieme alle comunità indigene locali

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