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I 10 “No” del fidanzamento per un buon matrimonio

Krbo Krbo / Flickr / CC
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di Alejandra María Sosa

Un buon matrimonio dipende in gran parte da un buon fidanzamento, dal fatto che lui e lei approfittino bene di quel periodo per conoscersi. Oltre all’amore, cosa serve per avere un buon fidanzamento? Ecco dieci raccomandazioni di cui tener conto:

1. NON lasciar fuori Dio

Innanzitutto, chiedete a Dio se la vostra vocazione è il matrimonio. Consultate un direttore spirituale. Quando credete di aver conosciuto la persona giusta, pregate insieme, andate insieme a Messa, affidatevi a Dio e a Maria. Prima di sposarvi, andate a un ritiro per fidanzati. E poi non contate solo sulle vostre forze per amarvi: non andate a vivere insieme e non sposatevi solo civilmente, ma mediante il sacramento del matrimonio, per ricevere da Dio la grazia soprannaturale di essere fedeli e di amarvi reciprocamente come Dio vi ama.

2. NON ingannare

Questo implica due aspetti. In primo luogo, non bisogna fingere di essere quello che non si è. Non dite che vi piace quello che non vi piace, che fate quello che non fate mai, ecc., solo per essere come credete che il/la vostro/a fidanzato/a spera che siate. Quando vi sposerete scoprirà l’inganno, e potrebbe essere un motivo di separazione. Siate voi stessi. Se l’altro non è compatibile con voi, non forzate le cose, incontrerete la persona che lo è. In secondo luogo, non siate infedeli. L’infedeltà nel fidanzamento è motivo per porre fine alla relazione, perché i fidanzati infedeli sono in genere coniugi infedeli.


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3. NON voler cambiare l’altro

C’è chi pensa: “Il mio partner ha questo modo di essere, o questa abitudine, o questo vizio che non mi piace, ma lo cambierò”. È una falsa aspettativa. In genere la gente non cambia. L’introverso non diventerà mai estroverso, la chiacchierona non saprà rimanere in silenzio, il fidanzato che non aiuta sarà un marito fannullone, la fidanzata trascurata sarà una moglie in vestaglia e pantofole. E le caratteristiche che vi danno fastidio nel fidanzamento nel matrimonio possono aumentare e risultare intollerabili. O accettate l’altro com’è o non vi sposate.

4. NON giustificare l’ingiustificabile

Se nel fidanzamento, quando si suppone che siate innamorati e desideriate compiacere l’altro, questi ha mancanze di attenzione, vi lascia ad aspettare e non si scusa, sta sempre al cellulare, arriva tardi, non vi chiedete come state, vi mette a tacere o vi critica, nel matrimonio sarà peggio. Non cercate pretesti per giustificare i suoi atteggiamenti negativi, è meglio cercare un altro partner.

5. NO alla violenza

Se nel fidanzamento ci sono già grida, cattivi comportamenti, insulti e perfino colpi, bisogna scappare a gambe levate! Un fidanzato che alza la voce sarà un marito che alzerà le mani; una fidanzata che vi umilia davanti ai vostri amici sarà una moglie che vi umilierà davanti ai vostri figli. Perché rischiare sposando qualcuno che può mettere in pericolo la vostra integrità e quella della vostra famiglia?

6. NO ai rapporti sessuali

Il sesso è favoloso. Dire questo sembrerebbe un motivo per praticarlo nel fidanzamento, ma è esattamente il contrario: può essere che una coppia creda di essere compatibile quando in realtà lo è solo a letto. Un bravo amante non è necessariamente un buon marito, e ci sono molti momenti nel matrimonio in cui non sarà possibile avere rapporti sessuali, per cui se il sesso è l’unica cosa che vi unisce la vostra relazione colerà a picco.

Un’amica mi ha raccontato che la figlia è andata a confessarsi per il fatto di aver avuto rapporti sessuali con il fidanzato e il sacerdote le ha detto: “Se vi amate non è peccato”. Una risposta di questo tipo sorprende, perché Gesù nella lista delle cose negative che macchiano l’uomo include la fornicazione, ovvero il rapporto sessuale al di fuori del matrimonio (cfr. Mc 7, 14-23). Il rapporto sessuale è pensato per essere una donazione totale tra sposi che promettono, con la grazia di Dio, di amarsi per tutta la vita. Non bisogna banalizzarlo anticipandolo, né rischiare una gravidanza indesiderata. E soprattutto non bisogna dimenticare che per i fidanzati cattolici avere rapporti sessuali prematrimoniali non è una cosa che qualcuno possa autorizzare al di sopra della Parola di Dio e della Chiesa, che insegnano che è peccato (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, # 1755; 1852; 2353).

7. NON trascurare opinioni e consigli

Guardando le cose dall’esterno, può essere che i vostri familiari e amici captino atteggiamenti del vostro partner che voi non avete notato: forse beve troppo, o tratta male la madre, o flirta con le altre, o è interessato solo al vostro denaro, fuma marijuana… Prestate attenzione a ciò che vi viene detto. Nei processi di dichiarazione di nullità matrimoniale in genere si chiede quale fosse l’opinione chi circondava i fidanzati, ed è quasi certo che ci sono state varie critiche alla quali non si è dato ascolto…

8. NON presupporre, meglio chiedere

Il fidanzamento è un tempo per conoscersi, per parlare di tutti i temi presenti e futuri, per chiedere. Molte coppie falliscono perché non hanno scoperto in tempo di pensarla in modo molto diverso: “Credevo che volessi avere dei figli!”, “Non pensavo che ti avrebbe dato fastidio se lavoravo!”, “Non sapevo che tua madre sarebbe venuta a vivere con noi!” Meglio dialogare che lamentarsi.

9. NON trascurare la famiglia

Non bisogna concentrarsi solo sul partner, ma anche sulla sua famiglia. Com’è? Che rapporti hanno i suoi membri tra di loro? Quali sono i loro valori? Ricordate che molto probabilmente dovrete convivere con loro a Natale, a Capodanno, per compleanni, anniversari, alcuni fine settimana, ecc. I genitori dell’altro saranno i nonni dei vostri figli, e i vostri cognati i loro zii; vorranno trascorrere del tempo con loro, e che tipo di esempio daranno? È quella la famiglia alla quale volete appartenere? O discuterete ogni volta che il vostro coniuge li vorrà vedere?


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10. NON cercare solo che vi “renda felici”

Molti si sposano pensando: “Questa persona mi farà felice”. Cercano il partner che li renda felici. Ma se la ragazza tanto bella diventa brutta o si ammala, o al ragazzo tanto bello viene la pancia, non rende più felici ed è ora di scartarlo. La motivazione per sposarsi non dev’essere che l’altro ci renda felici, ma rendere felice l’altro. E quale felicità più grande che santificarsi a vicenda per arrivare al cielo? Se sia lui che lei dicono “L’amo tanto da volermi dedicare a renderlo/a felice qui e per tutta l’eternità”, questo si può ottenere con l’aiuto di Dio qualunque cosa accada, nella salute e nella malattia, nel bene e nel male, finché la morte non separi in questo mondo e ci si possa reincontrare nella vita eterna per sempre.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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