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Il fenomeno di persone isolate che si riuniscono solo via etere

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Un discernimento sempre più profondo ed equilibrato nella fede può, per grazia, cogliere sempre meglio gli aspetti essenziali dei Vangeli, Parola di Cristo. Nelle Scritture, insieme alla Tradizione e al Magistero della Chiesa, troviamo i vivi riferimenti fondamentali della fede. Questo continuo e sempre più profondo dono di Cristo alla sua Chiesa, il Signore stesso ci ha detto che lo potremo comprendere sempre più portati dal suo Spirito nella storia. Da un lato, dunque, i riferimenti essenziali della vita di fede, che Gesù ci ha rivelato, non potranno mai venire messi in dubbio nella loro sostanza profonda: fi sono principi chiari ed evidenti, così manifestati anche nei Vangeli. Da un altro, grazie anche alla Parola, potremo sempre meglio discernere ciò che è parte di una tradizione umana che può invece essere superata.  

Per esempio i Vangeli stessi ci parlano chiaramente dell’indissolubilità del matrimonio ma ci parlano anche della comprensione, dell’accompagnamento a misura, di Gesù stesso nei confronti di ciascuna persona (cfr Gv 4, 4-42), che andiamo intuendo sempre più profondamente. Ho già osservato, altro esempio, ad una possibile incertezza degli evangelisti circa l’eucarestia. Da un lato sembrano tra le righe forse preoccuparsi che venga accolta con venerazione, con cura; ma dall’altro lato, per la sincerità della loro testimonianza non possono fare altro che registrare un offrirsi di Cristo in ogni discreto modo anche donando l’eucarestia a persone non ancora pronte –  secondo i canoni oggi vigenti – o addirittura in profonda ribellione e anche affermando, tra l’altro, di non voler respingere chi vada a Lui (cfr Gv 6, 35-42)

Chiedere nel nome di Cristo (cfr Gv 16, 24) significa proprio accoglierlo sempre più, per grazia, come Dio e come uomo, anche tornando sempre più profondamente, vissutamente, a quello che ci ha detto nei Vangeli… «Finora non avete chiesto nulla nel mio nome»: questa parola ci apre continuamente nuovi orizzonti in Cristo, ci aiuta ad essere umili, spiritualmente e umanamente, verso il suo mistero divino e umano. 

La via del cuore divino e umano di Gesù ci aiuta ad entrare in un sempre rinnovato discernimento. La società del razionalismo schematico, a tavolino, può tendere ad imporre sottilmente un pensiero unico, omologante. Magari talora venato di un’aspirazione ad un’etica universale, che tra l’altro sembra capace di ricondurre in vario modo persino il legalismo spirituale o l’egualitarismo sociale al consumismo (cfr Lc 13, 15). Questo apparente, ingannevole, neutralismo di una ragione astratta sta completamente svuotando la società, rendendo spesso asfittici i suoi orientamenti, in ogni campo, persino nella scienza. Anche la scienza infatti in mille modi si avvede sempre più dei limiti dei propri schematismi di fronte al vivo mistero della realtà.  

Dunque l’obiettivo vagheggiato da qualche razionalista di inventare un’etica universale più o meno a tavolino può rivelare già in sé stesso i propri limiti e magari le proprie manipolazioni. La rinascita delle persone, della società, della cultura, potrà avvenire solo aiutando ogni uomo, ogni comunità, a crescere, anche culturalmente, maturando vissutamente nei valori profondi nei quali liberamente egli vuole (evidentemente entro riferimenti accettabili) e nell’adeguato scambio con le persone, le comunità, portatrici di altri orientamenti. Bisogna, quindi, tornare a dare linfa ad ogni cosa. 

Come fare la comunione in questo modo? Forse della comunione eucaristica potremmo scoprire di avere un’immagine in varia misura statica, astratta, formale. Mentre è nel profondo l’eucarestia a far crescere la persona, le persone, la comunione, accompagnandone il cammino autentico verso la pienezza in Cristo. I discepoli di Emmaus percorrono la strada, senza riconoscerlo, con Gesù, ricevono l’eucarestia, si aprono loro gli occhi e tornano a Gerusalemme, nel cenacolo, nella Chiesa, con la loro significativa testimonianza. Tanto significativa che oggi possiamo ancora scoprire in essa aspetti importanti. 

Su questa scia si può osservare che la società dei concetti astratti, a tavolino, può causare una comunicazione superficiale, variamente distorcente, che può cercare meno di far sentire accolti, compresi e via dicendo. Non è un caso che un terreno privilegiato delle resistenze al passaggio, nella Chiesa, dagli schematismi astratti al discernimento a misura sembri essere quello di internet. Gli inghippi razionalistici che si possono proporre confondendo le persone trovano presto risposte in senso contrario: semplici, concrete, comprensibili, nella vita reale. Ciò che sembra chiaro in una logica astratta a tavolino può procurare insensata sofferenza e confondere nella vita concreta. Il rinnovamento cui si accenna potrà sviluppare in mille modi la consapevolezza di una sempre rinnovata comunicazione.  

Il fenomeno poi di persone isolate (se, altro punto, realmente esistenti) che si riuniscono solo via etere contro qualcosa può suscitare molte riflessioni. Altro aspetto di una razionalità astratta è che chiunque, specie se può godere di una certa notorietà, può farsi maestro spirituale di seguaci a tavolino. Una formazione profonda, un cercare vie per una benefica e vissuta maturazione possono risultare cartine di tornasole largamente assenti. E così potrebbe, per esempio, accadere che qualcuno si faccia maestro spirituale e al tempo stesso fautore di una comunicazione scorretta, aggressiva, senza trovare in ciò alcuna contraddizione. 

Anche certi termini usati da spauracchio, come confusione, nella vita concreta manifestano valenze diverse da quelle agitate a tavolino. La confusione e l’inquietudine nella vita concreta non vanno meccanicamente fuggite, ma è bene invece che vengano adeguatamente riconosciute per trovare risposte autentiche. A tavolino si parla di concetti astratti, nella vita concreta i problemi non si risolvono fingendo di non vederli, camminandoci sopra, ma trovando la via non di una disumana logica astratta, bensì della semplicità, del buonsenso in Cristo.  

Si può così osservare che certe astrazioni a tavolino possono orientare a “cincischiare” perdendo tempo in camera propria al computer o talora in altri modi ancora più fasulli mentre motivazioni profonde, in cerca di risposte profonde, spirituali e umane, tanto più se esplicitamente in cerca del Dio della vita, possono orientare al vivere concreto, alla vissuta ricerca comunitaria, intercomunitaria, al vario impegno per gli altri, per la società. «… ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a sé stesso» (Fil 2, 3). Il discernimento, l’accompagnamento, ci aiutano a distinguere tra una maturazione spirituale e umana e la profondità del cuore che solo Dio conosce. 

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