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“Sono cristiano ma non religioso” contraddice Scrittura e tradizione

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4 motivi per cui un movimento per rifiutare i sacramenti è contrario alle intenzioni originarie di Gesù

Fin dal mio ritorno nella Chiesa, ho osservato l’esistenza di un movimento tra i giovani cristiani che affermano di amare Gesù ma rifiutano la “religione”.

Non penso che questo movimento sia del tutto negativo.

Molti millennials cristiani che respingono la “religione” sostengono che le leggere differenze tra le denominazioni cristiane alla fin fine non contino. E hanno ragione: ci sono differenze reali molto esigue tra molte delle denominazioni cristiane sorte dall’epoca della Riforma.

La separazione delle denominazioni cristiane l’una dall’altra è un scandalo per l’unità a cui ci chiama Cristo (Gv 17, 21). Forse il rifiuto di queste differenze religiose tra i giovani cristiani potrebbe rappresentare l’inizio di un movimento ecumenico verso l’unità nel Corpo di Cristo. E allora in questo senso sì, rifiutiamo le “religioni” basate su differenze superficiali e radicate nella divisione e nel peccato.

Da ex atea, però, devo dire che in questo movimento che rifiuta la “religione” ci sono anche alcune serie “bandiere rosse”. Una domenica pomeriggio di poco tempo fa, l’hashtag #ImNotGoingToChurchBecause andava per la maggiore su Twitter. Con mia grande sorpresa, molti dei tweets venivano da cristiani che proclamavano con orgoglio di non aver bisogno di una religione, ma solo di Gesù. Sembra che la mentalità sottostante il rifiuto dei sacramenti tra alcuni cristiani sia evoluta naturalmente in un rifiuto di qualcosa di fondamentale come celebrare ogni settimana la mensa del Signore.


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Al di là del fatto ovvio che questo contrasta con un paio di millenni di tradizione cristiana, c’è anche una valida preoccupazione per cui questa forma di “cristianesimo”, basata solo sul sentimento, diventi ateismo nell’arco di una generazione o due.

Questa nuova forma di “cristianesimo” si è quindi evoluta? Molte persone che appartengono a questo movimento sostengono che spogliare il cristianesimo della “religione” ci aiuta a tornare alla vere radici del cristianesimo stesso, alle intenzioni originarie di Gesù.

Ma la Scrittura e i testi dei primi Padri della Chiesa sostengono ben poco questa affermazione.

Ecco alcune cose che emergono chiaramente dalla Scrittura e dalla storia della Chiesa delle origini:

1. I cristiani si riuniscono per adorare: Dio ci ha dato una chiara guida e le Scritture mostrano che i primi cristiani si riunivano ogni domenica per un pasto eucaristico. Le riunioni domenicali non sono mai state una pratica opzionale per i cristiani. Se crediamo che Gesù sia morto per noi, il minimo che possiamo fare è adorarlo per un’ora ogni domenica.

State allora attenti a riunirvi spesso per rendere grazie a Dio e rendergli lode, perché quando vi riunite spesso nello stesso luogo i poteri di Satana vengono distrutti, e la distruzione a cui questi mira viene impedita dall’unità della vostra fede.
Ignazio di Antiochia, Epistola agli Efesini

Il primo giorno della settimana ci eravamo riuniti a spezzare il pane
Atti degli Apostoli 20, 7


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2. La religione è ciò che ci lega a Dio. Al giorno d’oggi c’è grande disprezzo nei confronti delle pratiche esterne. È senz’altro vero che non portano sempre a carità e santità, ma non è un motivo per abbandonarle. Siamo corpo e anima. Il rapporto con Dio viene nutrito dalle pratiche esterne; ci legano a Lui, e noi siamo legati a Lui attraverso la nostra religione.

Siamo legati a Dio da questo legame di pietà. È da questo che la religione prende il suo nome
Lattanzio, Istituzioni Divine

Infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta
Giacomo 2, 26

3. Il cristianesimo è una comunità. La nostra fede non riguarda solo un rapporto individuale con Gesù. Il cristianesimo implica un rapporto con Dio (Egli stesso comunità di persone) e rapporti con gli altri nella sua Chiesa. È doloroso e difficile relazionarsi ad altri peccatori, ma la nostra fede ci chiama ad essere in relazione non solo con Dio, ma anche con gli altri.

Siamo un corpo intessuto insieme da una comune professione religiosa, dall’unità della disciplina e dal legame di una speranza comune. Ci incontriamo come assemblea e congregazione… Ci riuniamo per leggere i nostri testi sacri… Una cosa sola nella mente e nell’anima, non esitiamo a condividere i nostri beni terreni gli uni con gli altri
Tertulliano, Apologia

Poiché, come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri
Romani 12, 4-5

4. Il cristianesimo ha una successione apostolica. Le Scritture dicono chiaramente che Paolo ha nominato dei vescovi, Timoteo e Tito, e ha chiesto loro di nominare dei presbiteri (2 Tm 2, 2). Quando la gente respinge la gerarchia e l’autorità legittima a favore dell’individualismo, respinge Gesù e la Chiesa che ha fondato.


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Quando riferiamo loro quella tradizione che ha origine negli apostoli ed è preservata attraverso la successione dei presbiteri nelle Chiese, obiettano alla tradizione, dicendo che sono più saggi non solo dei presbiteri, ma perfino degli apostoli, perché hanno scoperto la verità non adulterata
Ireneo, Contro le Eresie

Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito, per indicazioni di profeti, con l’imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri
1 Timoteo 4, 14

Il cristianesimo è una religione – lo è sempre stata -, e il movimento di rimuovere la “religione” dalla nostra fede alla fin fine potrebbe minare la trasmissione della fede alle generazioni future.

Ecco, allora, alcune cose che potete dire la prossima volta che una persona vi dirà di credere in Gesù ma di non ritenere necessaria la pratica della religione.

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Suor Theresa Aletheia Noble, fsp, è autrice di The Prodigal You Love: Inviting Loved Ones Back to the Church. Di recente ha pronunciato i primi voti con le Figlie di San Paolo. Ha un blog su Pursued by Truth.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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