Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
martedì 21 Settembre |
San Matteo
home iconApprofondimenti
line break icon

Quei cristiani “più buoni di Gesù” che lo ostacolano

Lifeteen

La Croce - Quotidiano - pubblicato il 31/12/16


Il ragionamento è questo: non esistendo alcun nemico reale – dato che non può esistere – ne consegue che la categoria del nemico non può che essere puramente immaginaria. Il “nemico” è una creazione ad arte, è un fantoccio suscitato dalla cospirazione di alcuni cinici politicanti, che se ne servono allo scopo di catalizzare un consenso elettorale. Unificare una massa sconnessa è possibile solo a condizione di usare l’odio come fattore di coagulo. Occorre perciò additare alle masse un “nemico immaginario”, innalzare un feticcio contro il quale indirizzare l’aggressività della folla e poter così guadagnare potere su di essa.

Nella nuova tavola dei valori del supercristianesimo il vero avversario, come confesserà Augusto Del Noce a Vittorio Messori, rischia di diventare perciò “l’integralista”, cioè colui che è solito intendere e vivere la fede non come un vaporoso sentimento, ma come guida e prospettiva per la sua concreta attività. Ma agire e muoversi nella polis, come abbiamo visto, non può non portare a scontrarsi prima o poi con qualche forma di inimicizia. E un politico senza avversari politici non esiste, ancora una volta, se non nei regimi più oppressivi e soffocanti.

L’integralista – o meglio il soggetto identificato come tale – diventa un capro espiatorio che è lecito accusare di ogni genere di nefandezza: di essere al soldo dei poteri mondani come di essere un allucinato Don Chisciotte ossessionato da mulini a vento fittizi. È logico: chi corre dietro a un “nemico immaginario” non può ch’esser pazzo o in malafede.

È come se avessero preso forma visibile le parole pronunciate da Joseph Ratzinger in una storica omelia del 2005: «Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo». Può testimoniarlo chiunque abbia sperimentato – sui social network, ad esempio – il vero e proprio odium theologicum sprizzato dai commenti velenosi di cristiani che pure amano presentarsi come uomini e donne del “sì” e del “dialogo”. Un risentimento quasi inestinguibile, perché ammantato di “profezia” e di sacro furore. A sentire certi “dialoganti” questo livido “holy bombing” si giustifica per essere stato fatto, per dirla con le autorevoli parole di Elio e le Storie Tese, nel segno dell’amore. Del resto è impossibile convincere del contrario chi sembra identificarsi con le ragioni stesse del bene.

Si finisce anche per assistere a un grottesco paradosso: quello di chi è capace di passare tutta la sua giornata “social” a parlar male di qualcuno che a suo dire (sempre il presunto “integralista”, chiaro) ha assoluta necessità di crearsi un nemico immaginario, senza rendersi conto che così facendo dimostra soltanto di essere il primo ad averne un disperato bisogno…

A una simile temperie attinge con ogni evidenza anche una certa predicazione “profetica” intenta a ripetere, qui sì ossessivamente, sempre la medesima cantilena: se il mondo vi odia non lamentatevi, perché in fondo ve la siete cercata. Se aveste testimoniato con veracità l’amore di Cristo questo non accadrebbe. Il mondo, anzi, vi stimerebbe.

Certo, c’è un fondo di verità in questa posizione. Nessuno lo nega. La costituzione conciliare Gaudium et Spes riconosce ad esempio che «nella genesi dell’ateismo possono contribuire non poco i credenti, nella misura in cui, per aver trascurato di educare la propria fede, o per una presentazione ingannevole della dottrina, od anche per i difetti della propria vita religiosa, morale e sociale, si deve dire piuttosto che nascondono e non che manifestano il genuino volto di Dio e della religione».

Ma è sempre e solo l’infedeltà dei cristiani a portare al rifiuto del vangelo? Il buon senso e il vangelo ci dicono il contrario: ci dicono cioè che sarebbe falso assolutizzare questa affermazione, facendone una regola generale in forza della quale la refrattarietà all’annuncio evangelico sarebbe sempre e comunque da leggere come una legittima difesa. L’incredulità sarebbe insomma solo la “giusta reazione” di fronte alla controtestimonianza dei cristiani (nella fattispecie, si dà per scontato, dei fantomatici “integralisti”).

Una simile convinzione è però la quintessenza di quella corruzione della morale genuina che va sotto il nome di “moralismo”. Tipico del moralismo è pretendere una infallibilità assoluta nei risultati dell’azione. Ogni atto virtuoso deve avere per forza un esito felice. E viceversa ogni atto maligno deve avere per forza un esito infausto. Si dimentica però quel che diceva san Giovanni della Croce, che parlava dei suoi nemici come dei suoi più grandi benefattori. A dimostrazione che nel nostro mondo, contrassegnato dalla mescolanza di bene e male, dove piove sui giusti come sugli ingiusti, spesso gli effetti non corrispondono puntualmente alle cause.

L’idolo del moralismo, questo frutto avvelenato del sentimentalismo “supercristiano”, è stato inchiodato, forse una volta per sempre, dal grande filosofo russo Vladimir Solov’ev (1853-1900). È noto chi fosse l’avversario principale di Solov’ev: il tolstoismo, la dottrina della non violenza o della non resistenza al male. Secondo Tolstoj non bisogna opporsi fattivamente al male. Tutto ciò che è apparentato alla forza è intrinsecamente maligno. L’uso della forza è antievangelico.

Anche il tolstoismo, non c’è dubbio, è una forma di supercristianesimo. Solov’ev lo affronta in uno dei suoi scritti più famosi: I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo, dove le tesi irenistiche di Tolstoj sono personificate nella figura del Principe.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
cattolici in politicapolitica
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
2
BABY
Mathilde De Robien
Nomi maschili che portano impresso il sigillo di Dio
3
SINDONE 3D
Lucandrea Massaro
L’Uomo della Sindone ricostruito in 3D. I Vangeli raccontano la v...
4
PAURA FOBIA
Cecilia Pigg
La breve preghiera che può cambiare una giornata stressante
5
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
6
Padre Ignacio María Doñoro de los Ríos
Francisco Vêneto
Il cappellano militare che si è finto malvivente per salvare un b...
7
SERENITY
Octavio Messias
4 suggerimenti contro l’ansia
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni