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“Auguri, Santità. Le folate di vento freddo non fermeranno la primavera”

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Il 17 dicembre è l’80esimo compleanno del nostro amato Papa Francesco. Voglio dirgli: Santo Padre, stai lavorando tanto! Gesù ti ama! E ti amiamo anche noi! I cattolici cinesi ti amano!  

Il giornale China Daily riporta la notizia di un altro giornale tedesco che ha fatto la lista delle 100 persone che più hanno mostrato autorevolezza incoraggiante nel mondo, e il Papa è al quarto posto. Dicono che il Papa ha un leadership «umile», e la Chiesa cattolica procede verso una giusta direzione. Dalla Cina non vediamo bene tutto ciò che succede nel mondo. Ma il lavoro del Papa e del Governo cinese per migliorare le relazioni tra Cina e Santa Sede lo vediamo bene. È da un po’ di tempo che ci arrivano buone notizie sui contatti tra le due parti. Inoltre, vediamo che tra le diocesi che da tempo erano senza vescovo, ora finalmente alcune hanno avuto il loro pastore riconosciuto sia dalla Santa Sede che dalla Repubblica popolare cinese. 

Per migliorare il rapporto Cina-Vaticano, la Chiesa in Cina non deve rimanere «spettatrice»  

Qualche anno fa la professoressa Wang Meixiu, della Accademia Sociale delle Scienze cinese ha scritto un articolo che esprimeva considerazioni pertinenti sul rapporto Cina-Vaticano. 

«… La questione della chiesa cinese è il tema principale che cercano di guardare e negoziare nel rapporto Cina-Vaticano…. Per questo la chiesa cinese entra nel rapporto Cina-Vaticano come il terzo elemento…. Per questo il rapporto Cina-Vaticano è composto di tre elementi: la Cina, il Vaticano e la chiesa Cinese…. È un rapporto tri-laterale e non solo bilaterale. I fedeli in Cina vogliono essere bravi cittadini e bravi cattolici…..per vivere da bravo cristiano cinese loro devono affrontare ciò che è richiesto sia della fede sia della legge cinese». 

Notava che la questione della Chiesa cattolica in Cina è indubbiamente l’argomento principale dei contatti e dei negoziati bilaterali. Perciò, la Chiesa cattolica in Cina rappresenta inevitabilmente «la terza parte “invisibile” al tavolo delle trattative». In questo senso – faceva notare la professoressa Wang Meixiu – «le relazioni sino-vaticane sono rapporti trilaterali tra Cina, Santa Sede e Chiesa cattolica cinese, anziché rapporti bilaterali tra Cina e Santa Sede». Inoltre, sottolineava che i cattolici cinesi vogliono nel contempo amare il proprio Paese e seguire la propria fede, aspirano a essere sia buoni cittadini che buoni credenti. E in caso di conflitto tra i precetti della fede e le leggi laiche, non possono fare altro che muoversi negli spazi disponibili, cercando di allargarli. Per queste ragioni, a portare verso il dialogo la Cina e la Santa Sede è certo l’apertura verso l’esterno della Cina, ma anche la speranza della Chiesa in Cina di vivere la piena comunione con la Santa Sede e la Chiesa universale. Al momento attuale, però – scriveva Wang Meixiu in quel saggio di qualche anno fa – la quasi totalità dei cattolici cinesi su queste cose era «ridotta a un passivo silenzio» e costituiva una specie di «maggioranza muta». Eppure, «proprio questa “maggioranza muta” è al centro delle dispute tra Cina e Vaticano». 

Io credo che noi dobbiamo dare il nostro contributo a migliorare le cose, non dobbiamo rimanere semplici spettatori. Se siamo ferventi nelle nostre preghiere e rimaniamo nella fede che abbiamo ricevuto, con la nostra vita e con le nostre azioni possiamo anche migliorare il rapporto tra la Cina e il Vaticano. Non accettiamo cose illecite sullo stile «Dong Guanhua» (il sacerdote «clandestino» che dice di essere stato ordinato vescovo senza il consenso della Santa Sede, ndr) o altre cose illecite. Gesù non vuole che noi andiamo contro le leggi. 

Il Vento freddo non riuscirà a bloccare l’arrivo della primavera  

Abbiamo gioito del fatto che alcune diocesi hanno avuto i loro nuovi vescovi, riconosciuti come tali sia dalla Santa Sede che dalle autorità cinesi. Abbiamo visto anche che in qualche celebrazione di ordinazione era presente un vescovo non riconosciuto dal Papa. Ma è stato il vescovo illecito che ha voluto per forza essere presente nell’ordinazione? Questo non è da dare per scontato.  

I fedeli cinesi – lo diceva anche Wang Meixiu nell’articolo che ho citato – sono chiamati a seguire la propria fede secondo quanto insegna la Chiesa cattolica, e devono anche rispettare la legge cinese che custodisce la dignità e la sovranità dello Stato. È ovvio che se il rapporto tra Cina e Vaticano non è armonioso, un vescovo cinese che ha la «doppia identità» di cittadino cinese e di pastore della Chiesa cattolica si troverà in una posizione di imbarazzo. Ringraziamo dunque Dio, se ora i dirigenti cinesi mostrano la volontà di aprirsi verso il mondo. Ringraziamo Dio che nella Chiesa in Cina e nella Chiesa universale è rimasto vivo il desiderio ardente di custodire e manifestare la piena comunione. Quando tutti partecipano e danno il proprio contributo, allora c’è la speranza. Non sappiamo a che punto è il dialogo tra la parte cinese e la parte della Santa Sede. Non sappiamo quanto tempo ancora ci vorrà. Non dobbiamo preoccuparci per questo. L’importante è fare ognuno la nostra parte.  

Nei sessant’anni di rapporti tesi tra la Cina e il Vaticano, e anche nelle fasi di miglioramento, sono accadute tante cose infelici e sono state pronunciate tante parole spiacevoli. Criticare gli altri è facile. Essere fraintesi è facile. Il Papa è il capo, lui è il «responsabile». Quando lui viene frainteso, non può andare a rivolgersi a qualche avvocato. Può solo guardare al cielo. 

Noi preghiamo ogni giorno per il Papa. Noi crediamo che nella Chiesa opera lo Spirito Santo, che lo Spirito Santo guida il Papa e lo sostiene nel prendere le decisioni appropriate. Noi vogliamo seguire qualsiasi decisione del Papa. 

L’avvento sta per finire, e sta arrivando Natale. Il grande amore di Gesù Cristo è arrivato nel mondo per cercarci. L’amore ha spinto Papa Francesco a lavorare in modo fattivo per l’unità e per la manifestazione della piena comunione tra la Chiesa che è in Cina, la Santa Sede e i fratelli della Chiesa in tutto il mondo. 

Dopo Natale ci sarà il Capodanno Cinese. Poi, nella nostra terra, arriverà la primavera. Forse ci saranno ancora colpi di vento freddo. Ma il vento freddo non riuscirà a fermare l’arrivo della primavera. 

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