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“Ho allergia degli adulatori, mi merito i detrattori”

Antoine Mekary/ALETEIA
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L’intervista di Francesco con TV2000 e InBlu Radio in Blu, in onda domenica 20 novembre alle 21

La prima intervista a una televisione italiana Papa Francesco l’ha concessa a Tv2000 e InBlu Radio, emittenti della Conferenza episcopale italiana. Rispondendo per 40 minuti alle domande dei direttori di rete e dell’informazione, Paolo Ruffini e Lucio Brunelli, Bergoglio riflette sui frutti dell’Anno Santo straordinario, «una benedizione del Signore», su come dovrà cambiare la Chiesa, sull’idolatria del denaro e sull’attenzione verso i più poveri. Una breve anticipazione dell’intervista è stata messa in onda al termine degli speciali dedicati alla cerimonia di chiusura della Porta Santa. L’intervista integrale viene trasmessa da Tv2000 e da InBlu Radio domenica 20 novembre alle ore 21.

La «benedizione» del Giubileo
«Io soltanto posso dire le notizie che arrivano da tutto il mondo. Il fatto che il Giubileo non sia stato fatto soltanto a Roma, in ognuna diocesi del mondo, nelle diocesi, nella cattedrale e nelle chiese che il vescovo avesse indicato, quel fatto ha universalizzato un po’ il Giubileo. E ha fatto tanto bene. Perché era tutta la Chiesa che viveva questo Giubileo, era come un’atmosfera di Giubileo. E le notizie che vengono dalle diocesi parlano di avvicinamento alla Chiesa della gente, di incontro con Gesù: è stato una benedizione del Signore (…) È in una linea ecclesiale dove la misericordia viene non dico scoperta, perché sempre c’era, ma viene proclamata fortemente: è come un bisogno. Un bisogno che a questo mondo, che ha la malattia dello scarto, la malattia di chiudere il cuore, dell’egoismo, fa bene. Perché ha aperto il cuore e tanta gente si è incontrata con Gesù».

I «Venerdì della misercordia», ragazze sfruttate
«Ho visitato le ragazze che sono state tolte dallo sfruttamento della prostituzione. Ricordo una, dall’Africa: bellissima, giovanissima, sfruttata – era incinta – sfruttata ma anche con bastonate dure e torture: “Tu devi andare a lavorare” … E lei, quando raccontava la sua storia – c’erano 15 ragazze, lì, che mi raccontavano le storie, ognuna – mi diceva: “Padre, io ho partorito d’inverno sulla strada. Sola. Da sola. La mia bambina è morta”. La facevano lavorare fino a quel giorno, perché se non portava agli sfruttatori tanto, era bastonata, anche torturata. A un’altra avevano tagliato l’orecchio… E ho pensato non solo agli sfruttatori, anche a quelli che pagavano le ragazze: ma non sanno loro che con quei soldi, per togliersi una soddisfazione sessuale, aiutavano gli sfruttatori?».

«L’orrendo crimine» dell’aborto
«Lo stesso giorno sono andato all’ospedale San Giovanni, al reparto maternità, e c’era una donna che piangeva, piangeva, piangeva davanti ai suoi due gemellini … piccolini, ma bellissimi: è morto il terzo. Ne erano tre, ma uno è morto. E piangeva per il figlio morto, mentre accarezzava questi due. Il dono della vita.. E ho pensato all’abitudine di mandare via i bambini prima della nascita, questo crimine orrendo: li mandano via perché è meglio così, perché sei più comodo, è una responsabilità grande – è un peccato gravissimo, no? – è una responsabilità grande. Aveva tre figli, piangeva per quello che era morto, non riusciva a consolarsi con i due che erano rimasti. L’amore della vita, in qualsiasi situazione».

Il nemico più grande di Dio è il denaro
«La Chiesa come istituzione la facciamo noi, ognuno di noi; la comunità siamo noi. Il nemico più grande – più grande! – di Dio è il denaro. Pensate che Gesù al denaro dà status di signore, di padrone quando dice: “Nessuno può servire due padroni, due signori: Dio e il denaro”. Dio e le ricchezze. Non dice Dio e – non so – la malattia, o Dio e qualsiasi altra cosa: il denaro. Perché il denaro è l’idolo. Lo vediamo adesso, in questo mondo dove il denaro sembra che comandi. Il denaro è uno strumento fatto per servire, e la povertà è al cuore del Vangelo e Gesù parla di questo scontro: due signori, due padroni. O io mi arruolo con questo o io mi arruolo con questo. Mi arruolo con questo, che è mio Padre; mi arruolo con questo, che mi fa schiavo. E poi, la verità: il diavolo sempre entra per le tasche, sempre. È la sua porta d’entrata. Si deve lottare per fare una Chiesa povera per i poveri, secondo il Vangelo (…) Sant’Ignazio ci insegna, negli esercizi, che ci sono tre scalini: il primo, la ricchezza che incomincia a corrompere l’anima; poi, la vanità, le bolle di sapone, una vita vanitosa, l’apparire, il figurare, e poi, la superbia e l’orgoglio. E da lì, tutti i peccati. Ma il primo scalino sono i soldi, la mancanza di povertà».

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