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Il Papa riceve Maduro: dialogo e coesione sociale in Venezuela

Vatican Insider - pubblicato il 24/10/16

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, è volato a Roma, senza preannunci, per incontrare, questa sera in forma privata, il Papa in Vaticano. A renderlo noto la sala stampa della Santa Sede, che ha sottolineato come, «nel quadro della preoccupante situazione di crisi politica, sociale ed economica» del paese latino-americano, il Pontefice argentino ha sottolineato la necessità di un dialogo «sincero e costruttivo» tra i principali attori del Venezuela per alleviare le sofferenze della gente e promuovere una «rinnovata coesione sociale». 

«Nella serata di oggi, 24 ottobre 2016», ha reso noto in serata la sala stampa della Santa Sede, «il Santo Padre Francesco ha ricevuto, in forma privata, S.E. il Sig. Nicolás Maduro Moros, Presidente della Repubblica Bolivariana di Venezuela. L’incontro è avvenuto nel quadro della preoccupante situazione di crisi politica, sociale ed economica che il Paese sta attraversando e che si ripercuote pesantemente sulla vita quotidiana dell’intera popolazione. In questo modo, il Papa, che ha a cuore il bene di tutti i venezuelani, ha desiderato continuare ad offrire il suo contributo a favore dell’istituzionalità del Paese e di ogni passo che contribuisca a risolvere le questioni aperte e creare maggiore fiducia tra le Parti. Egli ha invitato poi a intraprendere con coraggio la via del dialogo sincero e costruttivo, per alleviare le sofferenze della gente, dei poveri in primo luogo, e promuovere un clima di rinnovata coesione sociale, che permetta di guardare con speranza al futuro della Nazione». 

A giugno del 2015 lo stesso presidente venezuelano, successore di Hugo Chavez, aveva annullato all’ultimo un viaggio dal Papa adducendo motivi di salute

Nei mesi scorsi, da ultimo a settembre, Papa Francesco ha inviato due lettere a Maduro per propugnare un dialogo tra Governo e opposizioni in Venezuela. Nel paese «c’è bisogno di buona volontà» da parte di Governo e opposizione per «trovare vie di dialogo» e «dare una risposta ai problemi reali e gravi che affliggono il paese», aveva spiegato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, quando, nei mesi scorsi, la crisi politica si è aggravata. «La situazione in Venezuela è difficile, lì c’è bisogno di buona volontà da parte di entrambi per trovare vie di dialogo. Credo che l’unica soluzione al problema venezuelano sia quello». Il segretario di Stato, e il nunzio apostolico a Caracas, monsignor Aldo Giordano, si sono sempre mostrati attenti alle vicende politiche venezuelane, senza mai respingere l’ipotesi di mediazione della Santa Sede ad un tavolo che però non è mai stato realmente convocato. 

Nel frattempo, peraltro, la congregazione generale dei gesuiti ha eletto superiore generale padre Arturo Sosa, venezuelano, studioso e professore universitario esperto di storia e politica del Venezuela. «Non si può capire quel che accade in Venezuela – ha sottolineato nella sua prima conferenza stampa il successore di sant’Ignazio che, peraltro, proprio oggi ha accolto il Papa nella sua visita a sorpresa alla Curia generalizia dell’ordine religioso dal quale egli stesso proviene – se non è chiaro che il paese vive di rendita petrolifera, e questa rendita è gestita direttamente ed esclusivamente dallo Stato». Uno stato di cose che «rende difficile la formazione di una società democratica», generando «molta sofferenza», che né «il modello politico del comandante Chavez, e ora del presidente Maduro», né l’attuale opposizione, sembrano in grado di superare, come «la società e il popolo venezuelano» vorrebbero, in direzione di «un sistema non di rendita che è l’unico modo per uscire dalla situazione attuale».  

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