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Iraq, Sandri: “Speranze e timori dall’offensiva contro l’Isis”

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Tra i cristiani, soprattutto siriani e iracheni, la notizia dell’offensiva contro le roccaforti del sedicente Stato Islamico «porta a tutti un respiro di speranza. Certamente, però, una speranza che sarà probabilmente dolorosa, perché porterà altre vittime e, soprattutto, quello che temiamo è che ci possano essere innocenti `usati´ in queste circostanze come se fossero degli `scudi´ contro i nemici. Quindi speriamo che questa offensiva risulti veramente portata avanti con il minor danno possibile per le persone, per i bambini soprattutto, e per tutti quelli che soffrono ancora moltissimo».  

Lo dice alla Radio Vaticana il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, che ha portato il saluto e l’incoraggiamento del Papa alle comunità cristiane e ai profughi siriani e iracheni in Giordania. Il porporato è rientrato questa mattina a Roma dalla terra giordana dove ha partecipato, come inviato speciale del Papa, alle cerimonie per la riapertura del Santuario-Memoriale di Mosè sul Monte Nebo. 

«Ho avuto l’occasione di salutare gruppi di rifugiati, soprattutto iracheni, e ho trasmesso loro l’incoraggiamento e la benedizione del Papa, dicendogli che devono sentire che il Papa e tutta la Chiesa è con loro, che non devono mai disperare dell’aiuto di Dio e della forza che Dio darà loro per poter costruire un futuro», spiega il porporato.  

«Approfittando della mia presenza in nome del Papa – aggiunge il cardinale Sandri -, proprio sul Monte Nebo da dove Mosè vide la Terra Promessa, mi sono riferito a tante `terre promesse´ che tutti i giorni noi rievochiamo: la pace, la cessazione delle guerre e della violenza in nome di Dio. E, allora, ho detto che speravamo tutti, in questa `terra promessa´, in questi cieli e terra nuovi, in un futuro di fraternità, solidarietà e spirito di rispetto per la dignità dell’uomo e della donna in tutto il mondo. È una nuova terra promessa da costruire nonostante tutte le difficoltà del mondo di oggi».  

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