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Sono disabile. Perché non dovevo nascere?

Fot. Krzysztof Stępkowski
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Cosa provano i disabili di fronte al dibattito sull'aborto in Polonia?

Ho sentito dire tante volte che la mia vita fa schifo, eppure non la cambierei per nessun’altra, sono un uomo felice!!! Se avessi avuto la possibilità di scegliere quando ero, come dicono alcuni, un “embrione”, avrei detto: “Mamma, ti prego, lasciami vivere! Anche se sei ansiosa o non vuoi, per favore, lasciami vivere. Me la caverò da solo. Non sarò un peso per te. Lasciami solo vivere, te ne prego”.

In base agli standard comuni non avevamo molto, e tuttavia mia madre non ha lesinato alcuno sforzo per farmi spiccare il volo. Mi ha permesso di nascere e questo è il dono più grande di tutti. Ha scelto la vita! La mia vita!

Quando oggi sento e leggo che l’aborto dovrebbe evitare la nascita di persone disabili mi chiedo: “Perché non dovevo nascere? Qualcuno ha perso qualcosa a causa mia? L’amore e il cuore che ho effuso su chiunque non meritano davvero di esistere? Perché ci sono persone che non vogliono che persone come me vivano? È così difficile vivere fianco a fianco? Sono un peso per voi?”

Amo la vita. Amo i miei amici. Ogni giorno scopro la bellezza dell’uomo e del mondo. Ho anch’io i miei sentimenti. Anche se mi vedete sorridere, credetemi: piango! Piango quando vedo il vostro dolore, la vostra sofferenza e le vostre lacrime e non posso aiutarvi in alcun modo. Non ho molto, ma ho un cuore che ama e voglio offrirlo a voi. Voglio offrirvi il mio tempo. Non significa veramente niente per voi?

Smettete di parlare tanto dell’aborto! Guardatevi intorno e pensate che forse qualcuno che amate, il vostro migliore amico, qualcuno che tenete in grande considerazione, che offrirebbe tutto il suo cuore è un bambino che non doveva vivere. Pensate se fosse stato abortito. E poi guardatemi! Guardatemi negli occhi. Guardate a fondo nei miei occhi blu pieni di lacrime e ditemi: vorreste che io oggi non fossi vivo? Non importa la vostra risposta, sono grato per la vostra presenza nella mia vita, perché ne siete parte, ne siete il tesoro.

Questo testo è stato postato sul blog di Grzegorz Polakiewicz ed è riprodotto per gentile concessione dell’autore.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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