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Pena di morte, Sant’Egidio: uno strumento disumano

© Public Domain
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La Comunità di Sant’Egidio, tra i fondatori della World Coalition against the Death Penalty e da anni impegnata nella campagna abolizionista, celebra oggi la giornata mondiale contro la pena capitale rinnovando il suo impegno «per liberare il mondo da uno strumento giuridico disumano, ingiusto e dannoso». Lo sottolinea la stessa Comunità in una nota aggiungendo che sono numerose le iniziative in programma per i prossimi giorni.

Sono in calendario alcuni eventi in Giappone che vedranno la partecipazione di registi, parlamentari, rappresentanti religiosi e del mondo della cultura, nonché di Hideko Hakamada, sorella di Iwao Hakamada, condannato a morte innocente e detenuto nel braccio della morte per 48 anni fino alla liberazione avvenuta nel marzo 2014.

La Comunità ha anche promosso una serie di incontri nelle carceri italiane (Avezzano, Sulmona, Paliano, Rebibbia, Regina Coeli, Civitavecchia) sul tema della violenza e della pena di morte, con la partecipazione di Tamara Chikunova, l’attivista uzbeka che ha contribuito all’abolizione della pena capitale in Uzbekistan, Kirghisistan e Mongolia.

La Comunità di Sant’Egidio sottolinea come, «nonostante si riduca costantemente il numero dei paesi che mantengono la pena capitale nella loro legislazione, essa sia ancora ampiamente praticata anche nei confronti dei soggetti più deboli (minori e disabili mentali) e segnala il suo più recente utilizzo, in modo distorto, come strumento di prevenzione del terrorismo».

Anche papa Francesco si è pronunciato oggi sul tema con un tweet: «Non c’è pena valida senza speranza! #NoDeathPenalty».

Visita il sito di Sant’Egidio.

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